30 Gennaio, 2007 16:37
Convengo di sabato prossimo. Programma!
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Sabato prossimo alle dieci presso il teatro Astra ci sarà il convegno, organizzato dal presidio permanente, "Comunità in lotta: la difesa dei beni comuni"
Saranno presenti. Luca Casarini; i comitati NOTAV della Val di Susa e di Trento; i comitati NOMose, Noponte, il presidio di S, Pietro di Rosà; i comitati contro la base della Maddalena in Sardegna, contro Camp Darby, Sigonella e Aviano (così vedremo di mettere insieme il puzzle sul discorso oleodotto...)
Ci sarà anche Alex Zanotelli, che tutti conosciamo per la sua lotta contro la guerra e per la tutela dei beni comuni.
Questo è un convegno che punta a mettere insieme, in quanto complementari, le lotte per l'ambioente e contro le basi; Vicenza ne è appunto il simbolo. Abbiamo scelto di far intervenire i relatori rispetto ai comitati contro le basi il pomeriggio a l presidio, in modo da non banalizzare gli interventi e da non ridurli a dieci minuti l'uno.
I relatori sono molti e tutti hanno vissuto sul campo la perdita di sovranità per vedersi appioppare dall'altro un progetto non desiderato.
Dopo questa prima parte, si va a l presidio dove ci sarà un pranzo sociale a base di prodotti della Coop. Libera, che ben conosciamo per la sua lotta alla mafia.
Vedremo di attrezzarci al più presto per la prenotazione del pranzo; il costo sarà intorno alle 10 euro, perchè il convegno costa molto; inoltre uno di noi sarà a signonella, al convegno che lì hanno costruito contro la base e il suo, cosiddetto "allargamento di villette". (Prodi... ma quante ne sai!)
Nel pomeriggio si rimane al presidio; I Comitati Notav propongono il video "Ferrmarlo è possibile", un documentario sulle loro lotte; inoltre, come già detto prima, i comitati contro le basi.
Sarà inoltre presente l'associazione "educatori territoriali senza frontiere", che ha analizzato la questione Dal Molin come conflitto territoriale, e il cui articolo verrà inserito nei testi degli studenti universitari che seguono i corsi a Padova di geografia umana.
Che altro dire...
Mi sembra un buon passo verso il 17....
vi aspettiamo numerosi





31/01/2007, 00:33
Questo è un SOS al Presidio dei fratelli di Vicenza. Siamo il presidio anti mega discarica sul fiume Sele in OASI WWF voluta! dal Ministro dell'Ambiente (?) Pecoraro Scanio. Siamo totalmente oscurati dal regime. Omertà istituzionale. Abbiamo fatto una marcia su Salerno in tremila ma nessun giornale TV nazionale ne parla.
Ci appelliamo a voi che siete meglio organizzati per avere maggiore visibilità e risonanza al nostro appello. E' in gioco la vita di un intero comprensorio per i prossimi 50 anni. Potrebbe essere una immane catastrofe ambientale di Stato. Marciamo insieme su Roma.
Domani 31 gennaio Consigli Straordinari riuniti di 50 comuni del comprensorio. Speriamo che l'esercito non travolga il presidio.
Per favore guardate anche il sito della provincia di salerno www.provincia.salerno.it la delibera votata all'unanimità dai tutti i consiglieri contro il proposto di Bertolaso di trasformare una valle protetta dal WWF in discarica. Aspetto una vostra risposta. Anke per sms sul n° 329/3255319. Filippo è il nome di battaglia.
31/01/2007, 08:24
IMPARA LA GRAMMATICA!!! CONVEGNO..non CONVENGO
31/01/2007, 09:24
un grazie immenso a tutti quelli che si stanno sbattendo per vincere questa battaglia.
no dal molin
no basi militari
no guerra
31/01/2007, 10:50
e no tav !
31/01/2007, 11:18
n Friuli Venezia Giulia la struttura attraversa, oltre ad Aviano, anche i Comuni di Sacile, Fontanafredda e Roveredo in Piano
Lavori all’oleodotto Aviano-Vicenza, è polemica
(Donatella Schettini)
I sindaci non ne sanno nulla, la questione in Parlamento: interventi senza autorizzazione
La rete dovrebbe rifornire di cherosene la nuova base Usa raddoppiata in Veneto
PORDENONE. L’oleodotto dei misteri. E’ quello che rifornisce la base di Aviano e quella di Vicenza, al centro di una nuova polemica che si inserisce in quella ben più grande dell’ampliamento della caserma Ederle della città veneta. L’allarme arriva dalla provincia di Treviso: il sindaco di Susegana, Gianni Montesel, ha scoperto, del tutto casualmente durante una operazione di sminamento da ordigni bellici di un’area del suo comune nei pressi del Piave, che il tratto di oleodotto che passa sul territorio del suo Comune è stato interessato da lavori di potenziamento. Interventi rapidi visto, che lo stesso sindaco spiega che sono stati realizzati in un mese: sarebbe stata sostituito un tratto che passa dieci metri sotto il livello del fiume. Lavori, si sospetta, necessari in vista dell’ampliamento della caserma vicentina e, di conseguenza, qualcuno avanza l’ipotesi che l’aeroporto Dal Molin diventi un avamposto da dove far decollare gli aerei verso gli obiettivi sensibili in Medio Oriente.
Ulteriore benzina sul fuoco del dibattito sull’ampliamento della base di Vicenza. Secondo i Comunisti italiani, infatti, si tratterebbe addirittura di un raddoppio delle dimensioni delle condotte.
Le dichiarazioni di Montesel hanno scatenato una serie di reazioni, tanto che ieri Severino Galante, capogruppo del Partito dei Comunisti italiani in commissione Difesa alla Camera, ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Difesa, Arturo Parisi.
Chiarezza è stata chiesta, con una dichiarazione ufficiale, anche da Iacopo Venier, parlamentare triestino responsabile esteri dei Comunisti Italiani. «Apprendiamo la notizia che sarebbero in corso nel trevigiano dei lavori per il potenziamento dell’oleodotto che collega la base Nato di Aviano con la Base Usa stanziata a Vicenza – spiega Galante –. Sembra che suddetti lavori per l’ampliamento di questo oleodotto, sottoposti al segreto militare, siano stati autorizzati alla Nato per trasportare il cherosene additivato finora usato per far decollare gli aerei dall’avamposto friulano». Galante chiede di sapere se il Governo intenda attivarsi per sapere se il cherosene partirà da Aviano in direzione Vicenza o viceversa. Nel primo caso per Galante «sarebbe un’equivocabile conferma dell’intenzione statunitense di utilizzare l’aeroporto dal Molin, presso il quale si vuole edificare quella che diventerà la più grande base Usa d’Europa, come avamposto logistico da cui far decollare aerei militari verso obiettivi strategici per l’amministrazione Bush in Medioriente».
Un ulteriore argomento, quindi, per la manifestazione di protesta contro l’ampliamento della base di Vicenza, in programma nella città berica sabato 17 febbraio.
Ad Aviano, almeno ufficialmente, esiste un solo oleodotto per il trasporto di cherosene, costruito agli inizi degli anni ’70. Proviene dal Veneto, presumibilmente da Vicenza, e prima di arrivare all’aeroporto Pagliano e Gori, sede del 31º Fighter Wing, attraversa i comuni di Sacile, Fontanafredda e Roveredo in Piano. I sindaci dei tre paesi – rispettivamente Roberto Cappuzzo, Giovanni Baviera e Renzo Liva – affermano di non avere avuto richieste di interventi sulla rete, come prevedrebbe la legge in caso di ampliamenti. A quanto pare neppure la Comipar, la commissione mista paritetica per le servitù militari, che deve visionare e approvare qualsiasi progetto militare sul territorio del Friuli Venezia Giulia, è mai stata informata di progetti di ampliamento della rete. I militari, invece, si trincerano dietro il segreto militare. Il mistero, quindi, continua.
(30 gennaio 2007)
31/01/2007, 11:19
n Friuli Venezia Giulia la struttura attraversa, oltre ad Aviano, anche i Comuni di Sacile, Fontanafredda e Roveredo in Piano
Lavori all’oleodotto Aviano-Vicenza, è polemica
(Donatella Schettini)
I sindaci non ne sanno nulla, la questione in Parlamento: interventi senza autorizzazione
La rete dovrebbe rifornire di cherosene la nuova base Usa raddoppiata in Veneto
PORDENONE. L’oleodotto dei misteri. E’ quello che rifornisce la base di Aviano e quella di Vicenza, al centro di una nuova polemica che si inserisce in quella ben più grande dell’ampliamento della caserma Ederle della città veneta. L’allarme arriva dalla provincia di Treviso: il sindaco di Susegana, Gianni Montesel, ha scoperto, del tutto casualmente durante una operazione di sminamento da ordigni bellici di un’area del suo comune nei pressi del Piave, che il tratto di oleodotto che passa sul territorio del suo Comune è stato interessato da lavori di potenziamento. Interventi rapidi visto, che lo stesso sindaco spiega che sono stati realizzati in un mese: sarebbe stata sostituito un tratto che passa dieci metri sotto il livello del fiume. Lavori, si sospetta, necessari in vista dell’ampliamento della caserma vicentina e, di conseguenza, qualcuno avanza l’ipotesi che l’aeroporto Dal Molin diventi un avamposto da dove far decollare gli aerei verso gli obiettivi sensibili in Medio Oriente.
Ulteriore benzina sul fuoco del dibattito sull’ampliamento della base di Vicenza. Secondo i Comunisti italiani, infatti, si tratterebbe addirittura di un raddoppio delle dimensioni delle condotte.
Le dichiarazioni di Montesel hanno scatenato una serie di reazioni, tanto che ieri Severino Galante, capogruppo del Partito dei Comunisti italiani in commissione Difesa alla Camera, ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Difesa, Arturo Parisi.
Chiarezza è stata chiesta, con una dichiarazione ufficiale, anche da Iacopo Venier, parlamentare triestino responsabile esteri dei Comunisti Italiani. «Apprendiamo la notizia che sarebbero in corso nel trevigiano dei lavori per il potenziamento dell’oleodotto che collega la base Nato di Aviano con la Base Usa stanziata a Vicenza – spiega Galante –. Sembra che suddetti lavori per l’ampliamento di questo oleodotto, sottoposti al segreto militare, siano stati autorizzati alla Nato per trasportare il cherosene additivato finora usato per far decollare gli aerei dall’avamposto friulano». Galante chiede di sapere se il Governo intenda attivarsi per sapere se il cherosene partirà da Aviano in direzione Vicenza o viceversa. Nel primo caso per Galante «sarebbe un’equivocabile conferma dell’intenzione statunitense di utilizzare l’aeroporto dal Molin, presso il quale si vuole edificare quella che diventerà la più grande base Usa d’Europa, come avamposto logistico da cui far decollare aerei militari verso obiettivi strategici per l’amministrazione Bush in Medioriente».
Un ulteriore argomento, quindi, per la manifestazione di protesta contro l’ampliamento della base di Vicenza, in programma nella città berica sabato 17 febbraio.
Ad Aviano, almeno ufficialmente, esiste un solo oleodotto per il trasporto di cherosene, costruito agli inizi degli anni ’70. Proviene dal Veneto, presumibilmente da Vicenza, e prima di arrivare all’aeroporto Pagliano e Gori, sede del 31º Fighter Wing, attraversa i comuni di Sacile, Fontanafredda e Roveredo in Piano. I sindaci dei tre paesi – rispettivamente Roberto Cappuzzo, Giovanni Baviera e Renzo Liva – affermano di non avere avuto richieste di interventi sulla rete, come prevedrebbe la legge in caso di ampliamenti. A quanto pare neppure la Comipar, la commissione mista paritetica per le servitù militari, che deve visionare e approvare qualsiasi progetto militare sul territorio del Friuli Venezia Giulia, è mai stata informata di progetti di ampliamento della rete. I militari, invece, si trincerano dietro il segreto militare. Il mistero, quindi, continua.
(30 gennaio 2007)
31/01/2007, 11:56
veinite a vedere l`aeroporo di vicenza....sfido chiunque a far partire una caccia....
forse la l`ingegneria non e' vostra materia
31/01/2007, 14:08
Sono con voi da Bologna!
Ci vediamo il 17 febbraio!
Grazie per la vostra lotta!
31/01/2007, 14:53
In effetti è difficile cominciare una caccia nell'aereoporto.
I caccia invece sì.
Non a caso la protesta riguarda l'allargamento dell'aereoporto militare.
01/02/2007, 10:11
Ricordo a tutti che i caccia partono anche da portaerei su piste lunghe 200m.
La pista del Dal Molin è lunga 1500m.
Fonte: airportvicenza.com/a_33_IT_54_1.html
e c'è anche un'altra voce interessante:
Operating Agency MILITARY - CIVIL JOINT USE AIRPORT
quindi è già una pista ad uso misto militare-civile, lo provano i C130 avvistati qualche mese fa mentre atterravano.
01/02/2007, 17:56
scusate ma c'era un errore interno del server e invece il post partiva lo stesso.
Gio(vanni)
02/02/2007, 18:08
la pista Dal Molin e' sempre stata usata dagli aerei U.S.A. per i lanci di esercitazione dei paracadutistied e' capiente per i C 130. Ricordo che per i bombardamenti effettuati in Corno d'Africa dall'esercito U.S.A. nelle scorse settimane sono stati utilizzati C130 MODIFICATI, dotati di artiglieria e di sistemi di puntamento per i bombardamenti. altro che allegri dumbo da trasporto!
07/04/2007, 11:02
Un video di vergognatevi.com dedicato a tutti gli amici che dicono no alla guerra!
29/04/2007, 17:10
http://regionhouse.info