25 Gennaio, 2007 12:08
Oggi passo solo la sera al presidio. Il perchè? Contrariamente a ciò che molti pensano o molto boaramente ci urlano dai finestrini delle macchine in corsa (-Ve a lavorare!!!- Ma scusa, passi alle due del mattino, o faccio il fornaio o è difficile....), la maggior parte di noi lavora tutto il giorno.
Io insegno, tra le altre cose, e una mia alunna è una dipendente Ederle. Visto, che estremista che sono?!
La settimana scorsa non è venuta a lezione perchè doveva andare a Roma, a manifestare contro la perdita dei posti di lavoro, trasferta organizzata dal fronte del si. Le chiedo com'è andata e di raccontarmi alcune curiosità. Ad esempio, sono state considerate ore di lavoro, quelle del viaggio? Si. Si sono dovuti prendere un permesso, quindi rinunciare ad un giorno di ferie, ma le ore sono risultate sotto contratto. Dato che Forza Italia sta facendo una colletta per rimborsare le spese dei lavoratori, che cifre hanno dovuto sborsare? 13 euro a testa. Il resto è stato messo dalla Cisl. Come mai ha deciso di partecipare? Perchè tutti i suoi colleghi le hanno detto:- andiamo, che se no gli americani se ne devono andare e qui si riempie di immigrati e zingari-.
Allora, le ho detto. Io accetto le idee diverse dalle mie. Ma me le devi giustificare. cioè, spiegami il passaggio logico per cui se se vanno gli americani lo spazio che lasciano si riempie di immigrati e zingari. Che poi, tra l'altro, immigrati e zingari sono gli stessi uomini con cui hanno relazioni sentimentali sia lei che le sue colleghe...
Ma ciò che mi sorprende e mi rattrista di più è il fatto che anche un sindacato non faccia niente per contrastare queste parole d'ordine. Sono fatte apposta per andare a far leva sui pregiudizi delle persone. Sono prive di qualsiasi significato. Ad esempio, non sono anche gli americani degli extracomunitari? Si, lo sono. Quindi, la Ederle è già piena di extracomunitari. Giusto? O questo termine ci fa venire in mente solo il classico vu cumprà? Ci fa comodo per attaccare delle categorie sociali deboli?
Comunque, la mia alunna appena arrivata a Roma è andata a farsi un giro. Beh, un viaggio così economico, bisogna approfittarne.
Un'ultima considerazione. Questa rispetto alla difesa del lavoro.
Vogliamo difendere la perdita di posti di lavoro? Ok, facciamolo. Ma senza tante ipocrisie. Parliamo dei lavoratori della Ederle (la prossima settimana partono i soldati per l'Irak; la caserma rimane quasi vuota; la mia alunna è molto preoccupata da un'eventuale diminuzione dell'orario di lavoro, perchè si sta pagando la scuola), come delle aziende che delocalizzano, dei contratti precari, della mancanza di diritti generalizzata dei lavoratori. Ho letto una lettera sul giornale di Vicenza di un ex operaio del signor Calearo, quest'ultimo presidente di una delle categorie economiche che hanno accusato il fronte del no di irresponsabilità nei confronti dei 700 che avrebbero perso il lavoro. Questo operaio è rimasto senza impiego a causa della localizzazione della sua azienda. Bello puntare il dito sugli altri, eh, signor Calearo?
Parliamo dei 5000 operai del tessile di Schio. Dei lavoratori della Marzotto, con cui personalmente un anno fa ho fatto i picchetti. Di Daniele, licenziato in tronco con scuse banali perchè portava avanti le sue rivendicazioni sindacali. Dov'era la Cisl, in quel momento?
Un'altra cosa: consideriamo la Ederle come una grande azienda. Credete che se anche loro, per scelte interne al Ministero della Difesa o All'esercito Statunitense decidessero di “delocalizzare”, si farebbero molti problemi rispetto ai lavoratori?
Chiedete cos'è successo a chi lavorava al panificio interno alla casema, che poi è stato chiuso. Molti sono stati tutelati dalla legge italiana e quindi ridestinati nella pubblica amministrazione. Altri, che non rientravano nei tempi previsti, no. E si sono dovuti cercare un altro lavoro, senza poter utilizzare un fronte del no come capo espiatorio.
Stasera al presidio c'è assemblea.
Arrivo e si fa fatica a muoversi. Trecento persone affollano il tendone...non c'è neanche il megafono, è sparito a Roma. Cerchiamo di condensare l'assemblea per punti.
Uno, la gestione tecnica del presidio. Decidiamo che domani sera faremo un'assemblea apposta per questo; due, giovedì e venerdì sarà in città la commissione difesa. Visiterà il Dal Molin. Crediamo sarebbe importante che diano un segnale di rottura, in particolare la Menapace, sempre in prima linea contro le guerre.
Vogliamo convincerla a venire al presidio a sentire le ragioni del nostro no, invece che entrare al Dal Molin. A quanto pare sembra disponibile a farlo. Decidiamo di aspettare la commissione difesa fuori dall'aeroporto, in presidio e di chiedere un incontro. La discussione è animata, c'è spazio per tutti. (anche senza megafono...) Anche per il dissenso sulle linee da seguire. Non è facile creare reale partecipazione quando i numeri sono così alti, ma ci si prova il meglio possibile.
Lanciamo una conferenza stampa per domani, tra l'altro Giorgio finisce lo sciopero della fame e continua il digiuno a staffetta.
Leggiamo tutti insieme l'appello per il 17 febbraio. Si invitano tutti a lasciare a casa le bandiere di quei partiti che ci hanno tradito.
L'appello è firmato presidio permanente. Questo perchè ciò che è nato è diverso dall'assemblea permanente, che raccoglieva un tot di persone in un determinato percorso. E' un passaggio che tiene conto del carattere moltitudinario che ha assunto la protesta. E vuole superare i vecchi blocchi e schieramenti che sempre si formano, nella nostra città, quando succede qualcosa di grosso.
Sappaimo che non tutti si riconoscevano nel percorso dell'assemblea permanente. Ma il presidio è una cosa diversa. E' dinamismo, movimento. E' opinioni e il suo contrario. Non si può tornare ai vecchi tatticismi, allle riunioni ristrette, ai coordinamenti con i portavoce. Il presidio non ha dei veri e propri portavoce. Ha dei responsabili semmai.





25/01/2007, 12:30
Ieri, 24 gennaio, a trento noi del centro sociale autogestito Bruno abbiamo fatto un blocco simbolico dei binari della stazione da cui passeranno nei prossimi giorni i carichi di armi diretti al Dal Molin... Cogliamo l'occasione per scusarci, come già fatto sul posto, con tutte le persone che hanno avuto dei disagi per il ritardo da noi causato.
Con questo gesto vogliamo far sentire ai compagni vicentini che Trento c'è e non starà a guardare... NO DAL MOLIN! STOP GLOBAL WAR!
un "disobbediente"
25/01/2007, 13:41
Scusate io non voglio commentare niente sono contro qualsiasi strumento di guerra .Vi invito a guardare il mio blog dato che da noi verra' 1 vostra rappresentante a Lentini per quanto riguarda sigonella giorno 3 -febbraio.Ciao
25/01/2007, 14:45
Via la basi U$A!
Nè a Vicenza,nè ad Aviano,nè a Livorno,nè a Napoli,nè alla Maddalena,nè a Sigonella.....
ITALIA LIBERA,SOVRANA,INDIPENDENTE!
25/01/2007, 15:33
[19.06, 22 Gen.]
( DA RADIO ONDA D'URTO BS)
Uno degli incontri promossi questa mattina al forum in corso di Nairobi era dedicato alle basi militari statunitensi sparse nel mondo. Altissima la partecipazione, tra militanti filippini, coreani, sudanesi, iracheni che vogliono unirsi, creare un movimento contro la costruzione di nuove basi militari. Tra gli altri, è intervenuto anche Nicola De Lussu, dei Cobas, che ha letto un documento redatto oggi da un'assemblea contro l'allargamento della base militare a Vicenza.
25/01/2007, 15:45
Basterebbe guardarsi indietro, allor quando il gatto e la volpe, vestiti gli abiti di agenti segreti si recano al comando USA, ad insaputa dei cittadini, e gli vendono l'areoporto. Cosa importa ai cittadini di un enorme spazio verde dove screscono solo ortiche, avranno pensato dentro di loro.
In ogni basdta ed avanza chi oggi si schiera per il sì da ragione a questo modo di fare politica, avalla il paternalismo politico, leggittima il pensiero che i cittadini non sono in grado di decidere sul loro destino che sono degli sprovveduti così come indicati con altri termini dal cavaliere nella campagna elettorale delle ultime politiche.
Una storia sbagliata, un esempio estremo di distorsione dei principi democratici quand'anche di democrazia rappresentativa si trattasse. Tutto ciò si inserisce in momento storico di passaggio, dopo anni di errori, dopo che Aznar, Bush, Blair, Berlusconi hanno storicamente, e quindi pesantemente perso, la lotta contro il terrorismo integralista. Tutto ciò si inserisce in un momento in cui gli stessi cittadini USA chiedono per il 60% il disimpegno dall'Iraq.
Se tornassi indietro all'epoca di De Gaspari non avrei dubbi nel scegliere il patto Atlantico, ma più addietro avrei avverso parimento il fascismo. Parimenti sono contento che sia arrivato lo zio Tom prima di Ivan a liberarci dai nazifascisti e nella stessa misura penso non sia giusto dimenticare i giovani americani morti nella nostra Patria.
A sessant'anna di distanza questa è un'altra storia
25/01/2007, 16:06
Vedo con piacere che i forum si moltiplicano
http://www.piudemocrazia.it/forum/forum.php
25/01/2007, 16:10
ah ecco, tu sei quello del 'Sito si'
25/01/2007, 17:41
Le dichiarazioni di Prodi dalla Dacia (ora Romania) appaiono mendaci e deludenti perché chiamano a scusante un impegno berlusconiano di nessun valore legale e comunque modificabile da un Governo che verso gli USA ha fatto ben di più ritirandosi dall'Iraq. Deludenti perché denotano anche in Prodi una sudditanza personale alla politica di potenza e bellicista USA ed una sottovalutazione del ruolo internazionale nostro e dell'Europa sol che i nostri governanti fossero capaci di indipendenza e dignità.
Prodi, nel dire che egli non é contrario e nel rimettere tutto alla amministrazione comunale di Vicenza ha fatto affermazioni suscettibili di dare profondità all'impegno per la pace e contro ogni base militare, compreso il Dal Molin.
1.Le dichiarazioni da Sofia sono sue, non del Governo, quindi non siamo di fronte ad un atto giuridico ma solo politico.
2.Date le contrarietà diffuse fra i ministri appare difficile che sul punto il Governo possa adottare provvedimenti di natura legale e quindi vincolanti.
3.Le affermazioni che il Governo non é chiamato a nessuna decisione, rimessa invece al consiglio comunale di Vicenza, e che si tratta di problemi urbanistici e amministrativi significa che l'allargamento della Ederle é estraneo alla competenza governativa. Cioè non si tratta di una struttura di difesa o della Nato. Altrimenti sarebbero applicabili non le norme urbanistiche ma quelle sulle opere di difesa o pubbliche che -a certe condizioni- sottraggono al comune ogni decisione sulla gestione del territorio ed il Governo non potrebbe rinviare tutto alla amministrazione comunale berica ma dovrebbe prendere in proprio le decisioni.
Ne consegue che:
A)Per costruire la base é necessaria una concessione edilizia (C.E. D'ora in poi). Ma il vigente p.r.g. Non lo consente perché il Dal Molin, nella sua totalità, é definito come zona F 12, cioè “Zona destinata allo svolgimento del traffico aereo: potranno essere costruiti edifici ed attrezzature di servizio” . Non c'è posto per fabbricati ad uso dei paracadutisti USA e delle loro attrezzature belliche. Ancor più rilevante é l'indice di edificabilità previsto: 0,01 mq/mq; Cioè ogni mq di terreno si possono costruire 10 dm quadri. Posto che il Dal Molin al catasto di Vicenza misura 7097,37 mq, il p.r.g. consente di edificare soltanto 70,98 mq a fronte di un progetto USA che pretende 167.000 mq di superficie edilizia e 37.000 mq di sottotetto: in tutto 204.000 mq. Le pretese USA comportano l'applicazione sul terreno del Dal Molin di un indice di fabbricabilità di 28,74 mq/mq. Cioè per ogni mq di terreno gli USA esigono di poter fabbricare 28,74 mq. di edifici secondo un indice ventotto volte quello di p.r.g. Dal momento che il Governo li fa nostri “padroni” essi esigono di esserlo a 360°. Tale densità non é prevista dal pino che arriva al massimo di 3 mq/mq del PP6 (ex Gresele) e PP7 (ex Beltrame).
Ma la densità edilizia tanto cara a Bush non é possibile secondo l'ordinamento italiano che, all'art. 7 del D.M. 2/IV/1968 n° 1444, prevede per città come Vicenza un massimo di 6 mq/mq. Perciò. Non trattandosi né di opera di difesa né di opera pubblica ma solo di edificazione di uno stato straniero su terreno nazionale secondo le norme di diritto comune, quella volumetria voluta dagli USA -alla luce delle dichiarazioni di Prodi- non appare realizzabile.
B)Qualcuno può pensare ad una variante particolareggiata al p.r.g. Ma questo tipo di provvedimenti, specie per edificazione di questa mole, non appare legittimo a sensi della L.R. 11/2004 perché ogni innovazione é rimessa al PAT, da approvare in consiglio comunale, e perché l'art. 50 L.R. 61/1985, che consentiva appunto le varianti particolareggiate al p.r.g., é stato abrogato.
C)L'area in questione é ”demanio pubblico ramo difesa aeronautica” Però il Ministro della Difesa non potrà chiedere la C.E. Perché -stanti le parole di Prodi- non si tratta di opere di difesa né di opere pubbliche. Quindi, sempreché la base si possa fare, é prevedibile la concessione dell'area agli USA che chiederanno in proprio la C.E.
D)C'è poi la questione ambientale e dei vincoli paesaggistici perché, a sensi dell'art.142DLGS 22/1/2004 n° 42, le eventuali future costruzioni dovranno stare a non meno di 140 mt. dall'argine del fiume Bacchiglione, salvo il nulla osta della Regione, che però é tuto da vedere e da discutere
E)Sull'ambiente abbiamo una serie di obblighi ed accertamenti:
la valutazione di impatto ambientale secondo la direttiva europea 27/VI/1985 n. 85/337
la valutazione di assetto strategico stabilita dalla direttiva CEE 2001/42/CE che deve precedere il rilascio della concessione edilizia relativa all'esecuzione dell'opera sia pubblica che privata
la valutazione di assetto strategico a sensi dell'art. 4 della legge regionale 23/IV/2004 n. 11
Il rilascio della C.E da parte del comune di Vicenza e l'emissione degli altri provvedimenti e pareri positivi sono ben lungi dall'arrivare. Si pensi all'impegno del consiglio comunale nell'approvare il PAT ed alle battaglie che si possono fare nel caso preveda al Dal Molin la base USA, attualmente impossibile con la vigente pianificazione.
CONCLUSIONI
Il consiglio comunale deve approvare il PAT che destini -o meno- alla base USA il Dal Molin
dare la valutazione ambientale strategica
Il dirigente comunale dell'edilizia privata deve rilasciare -o meno- la concessione edilizia
Gli USA devono produrre la VIA ed il comune deve verificarla, anche in relazione ad altre relazioni contrapposte
La regione dovrà rilasciare -o meno- il nulla osta paesaggistico
Il Ministro della Difesa dovrà rilasciare -o meno- agli USA la concessione del terreno.
E i limiti di densità edilizia stabiliti da legge statale?
Ce ne sono di passaggi da attraversare, di procedimenti e provvedimenti delle autorità pubbliche nei quali inserirsi e da impugnare in sede giudiziaria, in più gradi
Ce ne sono di autorità competenti e momenti per investirle con mobilitazioni e manifestazioni
Se i cittadini e le organizzazioni che non vogliono la base USA terranno duro, credo che gli USA avranno di che attendere ed inciampare su qualche ricorso.
Come si diceva una volta “resistere un minuto di più del padrone”
C'è infine l'arma oggi più importante ed efficace: il referendum comunale consultivo.
Altroché tutto é già deciso! Non siamo ancora all'inizio!
Nel frattempo manteniamo alta la mobilitazione ed iniziamo le sottoscrizioni per finanziare le spese del probabile referendum e le future spese legali perché di vertenze giudiziarie ne faremo molte!
Vicenza 20/1/2007
Fulvio Rebesani
http://www.piudemocrazia.it/forum/forum.php
25/01/2007, 19:47
"Vergognatevi voi finti paladini di Vicenza,voi comunisti,democratici che avete infangato la citta'di Vicenza e il buon nome dell'Italia.A voi che non importa nulla di centinaia e centinaia di concittadini che perdono il lavoro,voi,sappiate,siete il marcio della nostra'societa'.Voi e i vostri finti ideali sarete spazzati via dalla storia.Sappiate che la'fuori c'e'gente piu'incazzata di voi,che vi odia con tutto il cuore,attenti a non scherzare troppo.Noi siamo l'Italia,voi siete solo spazzatura"
tutti a difendere sti posti di lavoro, sacrosanti posti di lavoro, ma negli ultimi 15 anni ci son piu' aziende vicentine in romania e nell'Europa dell'est che nelle nostre zone industriali, e voi venite a dire che diffendete i posti di lavoro?
Quelli come te dovrebbero segregarli a vita in una biblioteca!
Trovo molto interessante un blog che racconti passo passo, ahime' non fatevi scoraggiare dai tanti boccaloni che credono alle parole del comune.
ciao