13 Aprile, 2007 08:47
Il "Buongiorno" di Vicenza Est ai soldati americani
Posted by nodalmolin under [ Generale ][ (26) Commenta ] | [ (87) Trackback ]
In questi giorni ogni mattina il comitato di Vicenza Est organizza in via Casermette un presidio dove escono i soldati americani la mattina per andare a correre in giro per la città. L'appuntamento è alle 6.30 con striscioni in inglese dove si chiede ai soldati di non andare in guerra e di disertare.
Ecco un breve video esempio di come si svolge l'iniziativa





13/04/2007, 10:33
...mamma mia quanti siete....
vorrei dirvene di tutti i colori ma giustamente non sarebbe etico e intellligente...
dico solo: LASCIATE IN PACE VICENZA!!!!!
13/04/2007, 13:50
Pacifismo è anche non rompere i coglioni ai vicentini .
Non ci rappresentate quindi non dite cose in mio nome
13/04/2007, 15:49
Belli, quasi credibili questi vicentini che si lamentano per non "essere lasciati in pace".
Cosa volete che sia un bella spignattatata e un po' di baldoria... se la base verrà fatta, i rompimenti di maroni di ieri sera saranno solo bei ricordi.
I casini, quelli VERI, con i quali Vicenza potrebbe diventare tristemente famosa, e con i quali voi e i vostri figli potrebbero, Dio non voglia, dovere fare fronte un giorno, sono tutt'altra cosa.
L'ignoranza di certa gente e l'ipocrisia a volte fa restare davvero basiti.
13/04/2007, 16:28
va la va la matteo , che triste uomo devi essere
13/04/2007, 16:45
Luigino, certi commentini su argomenti tanto seri non mi sembrano da persone intelligenti.
Non si tratta di tristezza, ma di questioni dannatamente serie.
Poi uno fa quello che vuole naturalmente, ma per esempio io con la moglie abbiamo deciso di spostare l'attività altrove (un piccolo laboratorio di taratura strumentale, dove lavorano poche persone) un una città lontana da Vicenza. I due nostri figli, ancora molto piccoli, preferiamo crescano in un posto diverso.
13/04/2007, 17:35
mi sa che la fai un po' troppo drastica.
Sono 40 anni che vivo a vicenza e mai mi sono sentito dire da nessuno di aver tali problemi .
non voglio difendere i marins ma almeno non parliamo di alieni quando non esistono.
13/04/2007, 20:14
Se penso a Luigino..................gli alieni esistonooooooooo
13/04/2007, 20:57
Non si tratta di essere drastici o catastrofisti, si cerca solo di prefigurarsi uno scenario che potrebbe concretizzarsi per mettere in atto le più opportune contromisure. Se poi l'unica possibilità individuale sarà andare via da Vicenza, che sarà diventata più invivibile che mai (e già ora il livello di godibilità della città non è certo esaltante), pazienza... si ricomincerà altrove. Ma intanto facciamo di tutto perchè non succeda.
*********************************************
Ma il punto non è tanto questo, quanto riflettere su cosa significa una presenza così massiccia di soldati americani intorno a noi. Lo so, si dice sempre che a Vicenza la Ederle c'è da decenni e non ha mai dato fastidio a nessuno (?) ma adesso le cose sono molto cambiate: l'America è un paese in guerra, e i soldati che a Vicenza si addestrano, dopo qualche settimana PARTONO PER IL FRONTE. Non sono più una presenza quasi folcloristica e divertente, sempre in maglietta anche in pieno inverno, a passeggio per il corso magari con le mogli italiane. Non hanno più le facce da ragazzoni tirati su a vitamine e palestra, non vengono più allenati a presidiare luoghi strategici per scenari di conflitti ipotetici e futuri, come ai tempi della guerra fredda. Sono qui per prepararsi a combattere VERAMENTE E PRESTISSIMO oltretutto su un fronte insidioso e vischioso in cui devono difendersi da tutti e da nessuno.
Io quei ragazzi li vedo tutte le mattine, passano sotto le mie finestre in centro e poi vanno a fare ginnastica in piazza dei Signori: spesso li guardo anche da vicino, se esco di casa più presto del solito e, credetemi, mi commuovono ogni volta. Sono quasi tutti giovanissimi e persino un po'infantili e, anche se la divisa, lo zaino, i capelli tagliati corti danno loro un aspetto che vuole essere forte e virile, anche se qualche volta scherzano fra loro nonostante l'affanno, hanno lo sguardo disperato di chi non ha alternative.
Non posso fare a meno di pensare a come molti di loro sono stati arruolati e all'inganno terribile che ha fatto credere loro che morire potesse essere un prezzo accettabile per uscire dalla miseria.
Li ho visti simulare di essere feriti dal fuoco nemico, buttarsi a terra con un grido ed essere soccorsi da un compagno che se li carica sulle spalle e li porta "al sicuro". Ne ho visto uno che arrancava dietro al gruppo senza riuscire a tenere il ritmo, tutto inclinato in avanti sotto il peso dello zaino, con i piedi che gli si incrociavano minacciando di farlo inciampare ad ogni passo: mi ha fatto una tenerezza incredibile, non ho potuto non pensare alle vittime designate di tanti film di guerra, quelle che tutti i compagni cercano di difendere al fronte ma che ugualmente cadono per prime. Ho visto una ragazza questa mattina che sembrava una Barbie solo un po' più casareccia, la pelle chiara e i capelli biondi, le mani piccolissime che non riuscivo a immaginare armate, si sistemava un ciuffo di capelli con lo stesso gesto delle sue quasi coetanee che poco più in là ridevano andando a scuola. Ho visto un ragazzone alto e robusto, l'immagine del gigante invincibile, con la mandibola da Big Jim e lo sguardo di ghiaccio, ma appena mi ha superato correndo ho visto spuntare dai pantaloni corti i suoi polpacci bruciati da un sole primaverile per lui inusuale.
E quando li vedo in gruppo fare le flessioni sulle braccia fra le colonne della piazza avrei voglia di invitarli a guardarsi intorno per riempirsi gli occhi con la bellezza di una città in pace. Forse l'ultima che potranno vedere per molto tempo.
"Pori tosi", ha detto poco tempo fa una mia anziana vicina di casa che la guerra l'ha conosciuta bene, e come darle torto?
**************************************
Per questo - e per molte altre ragioni, ma mi sono già dilungata fin troppo - plaudo all'idea del presidio di invitare i soldati alla diserzione o quanto meno a un ripensamento. E' già successo durante la guerra del Vietnam, magari la storia può ripetersi. Fra l'altro, nel mio piccolo, io questo "lavoro ai fianchi" l'avevo già messo in pratica da un po': da qualche settimana ho aggiungo uno striscione sulle mie finestre, che dice appunto "FRONTLINE ? SIR, NO SIR !" (Prima linea ? Signornò !) con una tremenda e inquietante sagoma di carrarmato. Se tutti quelli che abitano lungo i tragitti abituali dei soldati americani fanno qualcosa del genere (bastano dei cartelli in inglese da esporre anche solo nelle fasce orarie dei loro passaggi) si può amplificare al massimo l'azione dei picchetti. Che ne dite ?
Buona notte presidio, e grazie.
Ciao a tutti
13/04/2007, 22:05
Cara marina, io sono felice che questi ragazzoni che fanno tenerezza "qualche" anno fa, nel 45, siano entrati a vicenza. E tutti li benedivano, per fortuna non c'erano manifesti del tipo "FRONTLINE ? SIR, NO SIR !"
Ora sicuramente replicherete che la questione è ben diversa.... già, è diversa, ora non ci servono più, posso tornare a casa.
14/04/2007, 06:48
ma sei mai stata a milano?
hai mai provato a vedere alcuni quartieri tipo rho rozzano di notte o quartiere cinese .... quanto belli e vivibili sono?
eppure mica ci sono i marins.
Ci sono stupri all'ordine del giorno violenza pestaggi e qualche volta sparatorie,colpa degli americani dite voi?
14/04/2007, 12:35
Certo che questi paragoni tra la questione dei cinesi a Milano e i militari americani a Vicenza davvero non li capisco. Boh.
Magari se chi scrive certe cose motiva pure, altrimenti ci fa solo la figura da imbecille e deviato.
Ah! Ti do anche qualche suggerimento: l'emergenza rifiuti in Campania, magari riesci a farci un collegamento anche con quella.
14/04/2007, 13:04
Sta di fatto che mentre i simpatici elicotteri dei simpatici marines rilascieranno dei simpatici peti sopra le teste dei vicentini, chi magari simpatico non è ed è in possesso di un'antipatico mezzo non Euro X potrà solo restare a guardare, sognando magari di andare comperare il pane che ha dimenticato per evitare i rimproveri dell'antipatica suocera
14/04/2007, 13:05
Personaggi non identificati tra i poliziotti negli scontri a ChinaTown - Chi c’era insieme alla polizia negli scontri scoppiati ieri a Chinatown?
14/04/2007, 13:22
Certo Zona Sarpi a Milano è sicuramente una zona particolare. Tu proporresti di smantellare la zona cinese... come se qualcuno
si sognasse mai di smantellare la Chinatown di New York o di qualche altra vera metropoli, città globale.
14/04/2007, 13:55
Temo di non essere stata chiara.
Per gip
Non è che io non voglia più vedere gli americani, vorrei che NON ANDASSERO A MORIRE. Non voglio cacciarli dalla città in cui vivo (non la "mia" città, non considero di mia proprietà nessun luogo in particolare) considerandoli colpevoli di chissà quali episodi di violenza (che mi pare tu attribuisca soprattutto agli immigrati, ma ti assicuro che molti "bravi ragazzi" italiani non sono da meno), ma vorrei poter fermare, anche con la mia minuscola voce, l'assurda follia della guerra. Se non lo facessi non meriterei di essere una donna.
Per giopen
Sulla questione della liberazione da parte degli Americani si potrebbe discutere per ore e non è il caso. E' ovvio che se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dai nazifascisti oggi nè te nè io potremmo discutere liberamente, ma di anni ne sono passati tanti da allora, le condizioni geopolitiche sono cambiate e forse bisogna cominciare a ragionare in termini diversi. E per prima l'America - che è la maggiore potenza mondiale e quindi ha un "certo" peso sugli equilibri - dovrebbe cambiare politica, dovrebbe convincersi che la via delle armi non può essere sempre percorsa per sanare le "controversie internazionali", nè deve essere mai scelta per favorire gli interessi economici di questo o quel gruppo di potere. Per dirla con Eduardo, " 'a nuttata è passata ", ma se non vogliamo piombare in un'oscurità ancora peggiore, da cui solo i vulcaniani potrebbero tirarci fuori, dobbiamo cominciare SUL SERIO a costruire la convivenza mondiale.
Quanto al "Frontline ? Sir, no sir !" vorrei che fosse chiaro per tutti che è un invito rivolto ai soldati americani perchè non si facciano mandare in prima linea : per questo ho usato l'espressione militare "signornò". Non significa che io mi sento sulla linea del fronte solo perchè vedo qualche divisa al mattino. Ancora una volta, se così fosse non meriterei di essere una donna.
Fra l'altro, "Sir, no sir!" è il titolo di un film-documentario americano del 2005 sul movimento pacifista e antimilitarista nato all'interno dell'esercito americano per opporsi alla guerra in Vietnam (in rete ci sono diversi siti che ne parlano). Insisto: ripartiamo dalla storia, sarà un bel passo avanti.
Ciao a tutti.
14/04/2007, 21:48
Marina, ribadisco che anche il "signorSI" in condizioni geopolitiche diverse a noi è stato necessario! Ma anche volendo ignorare questo... anche l'america cambia! Bush sta finendo il suo mandato e tuttora i congresso non è dalla sua. Chi ti dice che tra 6 mesi l'america cambierà politica estera, almeno in parte? Io non credo che la soluzione venga dalla diserzione dei militari, ma dal voto degli americani.
15/04/2007, 07:11
ragazzi non ntendevo via paolo sarpi che tra l'altro conosco bene e vi garantisco che è molto vivibile, ci sono altre zone dove ci sono anche e soprattuto italiani che sono invivibili
15/04/2007, 10:08
Vabbè tutto, ma adesso andarsi a confondere le idee con le problematiche dei cinesi a Milano, che come ghetto ha naturalmente i soliti problemi dei ghetti, vedi quelli italiani in usa per esempio 100 anni fa...
azzo c'entra con la base?
15/04/2007, 12:55
Condivido quanto detto nel post n.ro 18:le problematiche dell'immigrazione sono molteplici e complesse ma mi sembrano off-topic.
Vi dispiace se torniamo al punto ? Cosa ci suggerisce la VISTA dei soldati americani in città ? E come possiamo utilizzarla per ribadire le nostre posizioni ?
Dico la mia: fino a poco tempo fa vederli fare ginnastica in piazza mi infastidiva non poco. Non solo mi sembrava una dimostazione di "cattivo gusto" che le architetture pallladiane non meritavano, ma mi faceva pensare ad una sorta di affermazione di dominio del territorio che gli USA volevano imporci. Una specie di "imperialismo ginnico ", insomma.
Adesso, pur non rinnegando del tutto queste valutazioni (di cui spero si possa cogliere anche il alto ironico, a scanso di altre sterili polemiche), ho deciso di vedere il lato "positivo" della questione: in fondo vederli accanto a noi, con i segni palesi di quello che andranno a fare, ci spinge a toccare con mano la realtà della loro missione e ci fa capire con drammatica evidenza il senso del loro addestramento. Finchè se ne stanno chiusi in caserma, molti vicentini possono anche fingere che non esistano o dimenticare che per alcuni di loro Vicenza può essere l'ultima tappa verso la morte. Perchè è proprio questo che da un po' di tempo mi vien da pensare quando li vedo: forse il soldato che mi sfiora sul marciapiede, proprio quello e non un altro, fra qualche settimana sarà morto come le centinaia di suoi anonimi compagni già caduti fra l'indifferenza di chi li ha mandati a morire. Mi viene voglia di guardarlo bene in faccia per imprimermelo bene in mente e ricordarlo, almeno uno, almeno lui.
Scusate se tutto questo suona inopportabilmente retorico, se potessimo parlarne direttamente a voce il discorso sarebbe senz'altro meno enfatico, ma quando si parla di guerra e di morte il rischio di scivolare nell'eccesso è sempre in agguato.
Per quanto riguarda il "che fare", ribadisco che l'iniziativa del presidio è ottima e va sostenuta: se si dovesse pensare di estenderla anche al centro, con picchetti analoghi magari in piazza dei Signori (ci pensate alla visibilità? Lo sapete che fanno ginnastica anche fra i banchetti del mercato il giovedì ? Se non fossero drammatici sarebbero persino un po' comici), io ci sarei con entusiasmo . Inoltre forse si potrebbero prendere spunti dal movimento anni 70 di cui parlavo nel mio post precedente: il sito www.sirnosir.com è ricco di dettagli e sottolinea fra l'altro come la protesta sia nata e si sia diffusa inizialmente nelle coffe house delle varie cittadine intorno alle basi di addestramento. Qui di bar frequentati dagli americani credo ce ne siano diversi, magari qualcuno potrebbe pensare a qualche iniziativa da mettere in atto lì. Certo abbiamo il problema della lingua, ma non tutti sono ignoranti come me e i giovani del movimento sono senz'altro più padroni dell'inglese di quanto sia la mia generazione.
Voi che ne dite ?
Ciao a tutti
16/04/2007, 22:19
Potrebbe essere interessante qualche cartellone provocatorio.
Il primo che mi viente in mente:
"Noi forse un giorno vedremo Ederle 2. Ma voi?..."