27 Febbraio, 2007 03:30
breve ma significativa rassegna stampa su altri fatti a carico di militari americani
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I l giornale di vicenza
GIOVANE BASSANESE DENUNCIA AI CC «MALMENATO DA 4 SOLDATI USA»
«Sono stato aggredito e malmenato da quattro soldati americani. Il motivo? Aver fatto loro i fari con la mia macchina, mentre procedevano a zig zag. Spero che quanto mi è accaduto non succeda più a nessuno, e ritengo che sia necessaria maggior tutela nei confronti degli statunitensi».
A parlare è Alessandro B., 24 anni, studente che vive a Bassano. Assistito dall’avv. Bianchin di Bassano, ha formalizzato una querela nei confronti dei quattro militari su cui stanno svolgendo accertamenti i carabinieri della Setaf che non dovrebbero essere lontani dall’individuarli. [...]
il giornale di vicenza
NUMEROSE LE VIOLENZE ATTRIBUITE AGLI AMERICANI. LA DENUNCIA DI UNA BARISTA
(d. n.) Ubriachi, rissosi e vandali. Non ha mezzi termini Luigina Stecco, titolare di un bar della zona Est della città nel definire i paracadutisti della caserma Ederle. Non siamo tornati negli anni Settanta, quando le devastazioni erano quotidiane - spiega senza indicare il nome del suo locale perchè teme ripercussioni - ma poco ci manca. Ieri, per lennesima volta, hanno rotto bicchieri e bottiglie nel mio bar. Sono sempre loro. Quelli che tornano dall' Iraq vivono in un altro pianeta, bisogna fermarli in qualche modo. La cronaca delle ultime settimane dà ragione allo sfogo dell'esercente. Sono sempre più numerosi, infatti, gli episodi di violenza che vedono coinvolti cittadini americani. Per citare gli ultimi e più clamorosi, un accoltellamento fuori dalla discoteca "Nordest" di Caldogno, l'arresto di un militare per maltrattamenti e sequestro di persone, le sei denunce per danneggiamenti sabato notte fra corso Padova e viale Margherita, il caos generato all'esterno del ristorante "Da Remo". [...]
l gazzettino (Vicenza)
MILITARE USA E TUNISINO ACCOLTELLATI AL NORDEST
(B. B.) Accoltellamento all'alba davanti al Nord Est, la frequentatissima discoteca di Caldogno, meta anche di moltissimi militari Usa. Qui, l'altra mattina alle quattro, è scoppiata una rissa furiosa. La lite, che sarebbe degenerata a causa dell'alcol, è stata talmente violenta che sono volati coltelli. Sono rimasti gravemente feriti Marcus Klenn, 22 anni, militare alla Caserma Ederle, e un extracomunitario tunisino. [...]
il gazzettino (Vicenza)
PARÀ TEPPISTI
Undici auto danneggiate. E' il risultato di un raid dei sei parà della caserma Ederle tutti un po' alticci. La notte tra sabato e domenica i militari americani hanno sfogato la loro rabbia causata dai fumi dell'alcool prendendosela con le auto parcheggiate soprattutto in via Padova. Sono stati denunciati e riportati dalla polizia militare nella caserma di viale della Pace.
VICENZA: STUPRATORE STATUNITENSE RICEVE ATTENUANTI PERCHE' HA FATTO IL SOLDATO IN IRAQ
La gravità di uno stupro va attenuata se a commetterlo è stato un militare appena tornato dalla guerra, per le tremende prove che è stato costretto a subire. «Appare verosimile che l’imputato, nel suo lungo periodo di permanenza in Iraq, abbia quantomeno assistito a scene di violenza che nulla avevano a che fare con la necessaria violenza bellica».
È un passaggio della motivazione della sentenza con cui il collegio ha condannato un soldato americano ritenuto responsabile di violenza sessuale e lesioni. Il parà è stato condannato in novembre a cinque anni e otto mesi e a versare 100 mila euro alla vittima, una nigeriana di 27 anni. Perchè la picchiò selvaggiamente, la ammanettò e poi la violentò con modalità orribili causandole lesioni che la costrinsero a restare in ospedale per 20 giorni.
I fatti risalgono al 22 febbraio 2004. [...]
l giornale di vicenza
STUPRÒ BALLERINA, 3 ANNI 4 MESI
Venerdì 10 Marzo 2006
Lei contro lui. Due versioni diametralmente opposte. Il giudice ritiene che il racconto della ragazza sia veritiero. Si traduce che il sesso estorto con la violenza psicologica, prima ancora che fisica, costa 3 anni 4 mesi di reclusione e un risarcimento parziale, ma subito esecutivo, di 25 mila euro.
Il parrucchiere della caserma Ederle Cristopher Johnson, una ragazzone di colore di 23 anni, che fu arrestato a ottobre dai carabinieri della Ederle, si proclama innocente. [...]





27/02/2007, 11:54
Please, can You read my post? Click 'n' Go!
27/02/2007, 16:51
* Come un aviere Usa stupra in Italia una bambina ma guadagna l'impunità per l'ignavia del ministero dell'ing. Castelli http://www.dsonline.it/magazine/documenti/dettaglio.asp?id_doc=22954
* Da: Il Gazzettino di Venezia del 10/05/2004
Tre soldati Usa bloccati a Ca' Grimani
Venezia
Sono stati notati - poco dopo le 19 - da una pattuglia dei vigili urbani in servizio nella zona mentre cercavano, tranquillamente,di scavalcare il muro di cinta di palazzo Grimani sede della Corte d'Appello. Immediatamente è scattato l' altolà da parte degli agenti di polizia municipale, ma i quattro a quel punto erano già saltati nel cortile interno.E' stato subito chiesto, quindi, l'ausilio anche di una Volante della polizia e dei carabinieri per entrare all'interno, dove i quattro sono stati dapprima inseguiti e poi fermati. Autori dell'inspiegabile bravata - che costerà loro cara - tre militaria mericani della caserma "Ederle" di Vicenza e una ragazza che era in loro compagnia, tutti in apparente stato di ubriachezza. Dopo essere stati tutti denunciati, i tre militari americani sono stati fatti rientrare in caserma a Vicenza.
* Il Giornale di Vicenza- Furibonda rissa nella notte: 15 americani prendono di mira alcuni marocchini in discoteca e li seguono in città. Militari della Ederle distruggono l’interno di un bar
Pesanti danni al "Naat house" di via Moro: statunitensi scatenati placcati solo dai Cc Setaf
(d. n.) Militari americani scatenati. Dopo essere finiti nei guai nei giorni scorsi tanto a Roma (un parà della Ederle accoltellato durante una baruffa) quanto a Firenze (tre colleghi arrestati per rissa), la notte scorsa hanno provocato il pandemonio in un bar di Vicenza. I danni all’interno del "Naat house" di via Moro sono ingenti. Quindici militari della caserma di via della Pace sono stati denunciati dai carabinieri della Setaf prontamente intervenuti per calmarli. I marocchini contro i quali se l’erano presa se la sono cavata con qualche botta. L’episodio di violenza risale alle 5 della scorsa notte ma ha un importante antefatto. Gli americani infatti avevano deciso di passare una nottata di festa e divertimento all’interno della discoteca "Nordest" di Caldogno. Nelle sale da ballo erano entrati in contatto con alcuni marocchini e, complice l’alcol bevuto in quantità, era nata un’accesa discussione. Al momento i motivi del contendere non sono chiari, ma potrebbe trattarsi, più che di ragioni religiose, politiche o geografiche, semplicemente di uno sguardo di troppo ad una donna.
I titolari e i dipendenti del locale, visto che gli animi si stavano surriscaldando, avevano provveduto a mandare fuori tanto gli americani che i marocchini. E lì la baruffa sembrava essersi conclusa.
Gli africani, per concludere la serata, avevano deciso di andare a fare colazione al "Naat house", un locale che resta aperto fino all’alba e che in passato era stato spesso al centro delle cronache. Nei mesi scorsi c’era stata anche una sparatoria con la polizia.
I militari della Ederle li hanno seguiti e quando i due gruppi si sono ritrovati faccia a faccia è scoppiato il pandemonio. Urla, spintoni, pugni ma anche tavolini e sedie spaccati e buttati dappertutto, porte divelte, bagni danneggiati, armadi scardinati. Il titolare, Vincenzo Piero Consoli Noto, ha chiesto aiuto al 112. In via Moro sono arrivate più pattuglie dei carabinieri della Setaf che hanno calmato gli animi ed hanno riportato gli americani alla base Usa. Sono stati identificati, come pure i due africani, e tutti denunciati per rissa e danneggiamento aggravato. Difficile che il titolare del locale riesca però a vedere i soldi per i danni che ha subito.
Negli ultimi mesi spesso i carabinieri sono dovuti intervenire per calmare le intemperanze degli americani. Qualche settimana fa cinque parà erano stati arrestati per rissa a Vicenza est.
** Notare il passaggio che segue:
Dalla caserma Ederle, quando in primavera fu arrestato da parte della Squadra mobile un paracadutista della 173esima per violenza sessuale, giunsero voci rassicuranti: era in corso un servizio di supporto psicologico per chi era tornato dalla guerra fra i militari a stelle e strisce e le bande irachene. [...]
* IL GIORNALE DI VICENZA.IT A Venezia luglio 2006
Militare americano picchia vigili e Cc
Venezia. Alla festa del Redentore ha decisamente esagerato. In preda ai fumi dell’alcol se l’è presa prima con i vigili urbani e poi con i carabinieri. Dopo aver smaltito la sbornia in cella, ieri il giudice ha convalidato il suo arresto e lo ha rimesso in libertà. Sono stati gli uomini della Militar police della Ederle ad andare a Venezia a recuperare il connazionale Richard Nowelod, 21 anni, e a riportarlo a Vicenza.
L’episodio risale ad un paio di notti fa. Il militare americano di stanza alla Ederle era andato a Venezia a festeggiare ed aveva alzato un po’ troppo il gomito. Vicino a palazzo Ducale ha iniziato ad infastidire i passanti, correndo e buttandosi contro a chi passava. Per questo erano stati chiamati i vigili urbani che gli avevano chiesto i documenti, ma non erano riusciti a calmarlo, anzi, visto che lo statunitense ha reagito. Per questo gli agenti avevano chiesto aiuto ai carabinieri, ma per tutta risposta il giovane li ha aggrediti prima con toni intimidatori, e poi sferrando calci a destra e a manca. Inevitabili le manette; per lui si sono aperte le porte della galera. Ieri mattina l’udienza di convalida e la scarcerazione.
28/02/2007, 16:32
Naturalmente il buon Roberto Cattaneo, i suoi seguaci e tutti quelli che non hanno mai protestato contro la base, i nostri governanti e amministratori, non citeranno mai questi fatti.
Per questa gente i soldatini americani sono tutti angioletti custodi che portano nelle tasche dei vicentini tanti bei soldini. O forse considerano che accollarsi questa marmaglia sia solo il piccolo prezzo da pagare per avere "qualche dollaro in più"?
Sciagurati. Cosa possono fare di buono, 2-3 mila militari poco più che ventenni, che si ritrovano a transitare da queste parti per caso, in attesa di una chiamata per una partenza che per alcuni di loro sarà anche senza ritorno? Non so se provare più pena per loro o per chi vuole a tutti costi la base.
Propongo una pubblica manifestazione di DOLORE PREVENTIVO per rendere omaggio ai militari della 173 brigata che non torneranno indietro vivi dalle missioni.
Piangiamoli finchè sono vivi, perchè dopo a che serve?
01/03/2007, 10:40
....e cosa potrebbero fare i circa 65000 extracomunitari illegali che abbiamo qui a vicenza, se non incrementare la criminalita' la violenza e il vero degrado della nostra citta'(vedi viale milano e dintorni).
Non so se provare piu' pena per te o per le fette di salame che hai negli occhi...
01/03/2007, 12:22
le cipolline ce le metti tu?
01/03/2007, 14:20
Vedete le fette di salame negli occhi degli altri e non vi accorgete dei prosciutti che traboccano dalle vostre orbite.
I veri extracomunitari siete voi. La vostra mentalità è extracomunitaria. Volete essere più americani degli americani, loro meritano rispetto, voi appena appena la mia risposta.
01/03/2007, 15:50
...come volevasi dimostrare, uno tenta di aprire un dialogo che potrebbe avere un senso e come risposta riceve un mucchio di insulti, penso ancora che in questo blog ci siano persone intelligenti con le quali valga la pena di confrontarsi e mettersi in discussione..... persone "operation" non meriterebbero di avere nemmeno il vostro rispetto, anzi e' da persone come loro che dovete guardarvi bene, perche' con il loro odio non porteranno mai a dei risultati.
01/03/2007, 16:02
Adesso giocate la carta di fare le vittime. Vi ha istruito bene il vostro vero padre Silvio.
01/03/2007, 16:16
...piu' continui e piu' ti stai ridicolizzando agli occhi di quelle persone che vorrebbero un dialogo aperto, e stai ridicolizzando anche il loro lavoro, non ti rispondero' piu', lascero' che lo facciano proprio quelli che tu pensi che siano daccordo con te ..... sta a voi adesso giudicare.....
ciao
01/03/2007, 17:28
....non girare la frittata continuamente. Qui si sta parlando di extracomunitari americani!!! Operation ha fatto bene.
01/03/2007, 19:21
IL GAZZETTINO (NORDEST)
Corsi di reinserimento per i reduci di guerra
Tremila militari Usa rieducati alla vita civile
Vicenza- Film sulle missioni dei soldati americani in Medio Oriente ne sono stati girati parecchi: l'ultimo apparso sugli schermi italiani è stato "Jarhead" del regista Sam Mendes ed era basato soprattutto sull'infinita e frustrante attesa di un soldato di "fare la guerra" vera e propria.
Una frustrazione bellica alla quale può far seguito un altro tipo di frustrazione quando si torna alla normale vita quotidiana nelle proprie case. Certo, anche di film su reduci di guerra se ne sono già visti molti, ma pochi forse sanno cosa accade in una base Usa quando centinaia di giovani soldati rimettono piede in territorio amico dopo i lunghi mesi trascorsi al fronte.
Ebbene, per i tremila militari della Caserma Ederle di Vicenza - appena tornati dalla missione operativa "Enduring Freedom" in Afghanistan (libertà duratura) - la nuova parola d'ordine è rieducazione. Sistemate alcuni aspetti burocratici più o meno importanti, tipo le valutazioni della carriera militare con eventuali promozioni, le visite mediche, le buste paga e l'assegnazione di alloggi e veicoli, il soldato (ma ci sono anche soldatesse: più o meno il 7-8\% del contingente è infatti composto da militari donne) viene sottoposto ad una sorta di lavaggio del cervello finalizzato a riconvertire "il cacciatore di talebani" in una persona tranquilla e pacata. L'obiettivo del "Programma contro l'abuso di alcol e altre sostanze tossiche" diretto da Ann Campbell fa parte integrante del reinserimento dei reduci nella vita quotidiana. Non bastano chiaramente gli abbracci delle persone care e gli striscioni "Welcome Home" (Bentornati a casa) piazzati un po' ovunque. Ci vogliono le singolari lezioni della Campbell, che si tengono al mattino nel theater (cioè il cinema) della Caserma Ederle.
Gli argomenti principali? Alcol, sesso e la combinazione alcol & sesso. I soldati presenti in sala sono per lo più ancora ventenni: chiaro che davanti a certi discorsi alcuni di loro si mettano a sogghignare. Tuttavia c'è ben poco da ridere visto che anche di recente si sono verificati casi di violenze sessuali ad opera di reduci americani su di giri. Per non parlare delle risse e degli incidenti. Non è solo un problema di autodistruzione ma anche di danni arrecati a terzi. La Campbell comunque sa il fatto suo, non si limita ad una normale predica, anzi, cerca di demolire il bullismo che serpeggia tra i giovani militari imitando e ridicolizzando i tipici comportamenti del soldato in libera uscita un po' alticcio: ad esempio la tendenza ad attaccare brighe. «State alla larga dagli americani sbronzi» suggerisce la Campbell agli italiani. «Il problema principale con i reduci è che soffrono della smania di recuperare il tempo perduto e quindi si buttano a capofitto sull'alcol e sul sesso. Queste persone tendono a prendere rischi fatali quando sono alla guida». Suona la campanella: è il momento della ricreazione. I giovani soldati americani escono dalla sala : in una mano una sigaretta, nell'altra una pallina anti-stress. Basteranno a placare l'aggressività di questi reduci? (*)
Enrico Soli
(*) Nota: alla luce di questo articolo, vi riporto quanto questa stessa rassegna ha pubblicato lo scorso 9 ottobre. Anche questo è la guerra.
L’ARENA di Verona del 9 ottobre 2005
Parà Usa a processo per violenza
Lei tra le lacrime in aula racconta la notte d’orrore
In aula c’erano tutti e due, la vittima e il suo aguzzino. Ovvero James Brown, il marine di 26 anni dell’Oregon che una settimana dopo il suo rientro alla Ederle dalla missione in Iraq fu arrestato dalla polizia di Vicenza perchè ritenuto responsabile di una violenza carnale dai risvolti agghiaccianti. Per le modalità, per la crudeltà, per la ferocia con cui si accanì su una giovane. Ad accusarlo c’erano lei e le lesioni che obbligarono la giovane a restare più di venti giorni di ospedale. Le aveva fatto di tutto. Lui ha negato, ha detto che lei, quella bellissima ventenne nigeriana, si era inventata tutto per avere dei soldi.
Eppure le manette con cui l’aveva immobilizzata erano le sue, quelle in dotazione ai soldati americani, così come il sangue in macchina era della ragazza che all’alba di quel tremendo giorno di febbraio venne trovata rannicchiata in mezzo alla strada. Nuda, legata e massacrata.
E quella notte da incubo l’altro giorno lei l’ha raccontata in tribunale a Vicenza, nel corso del processo in cui è parte offesa ed è assistita dall’avvocato Davide Adami.
Quella ragazza che all’epoca del fatto, nel febbraio 2004, viveva a Verona ma aveva smesso di fare la prostituta.
Lo ha detto in aula, con una dignità ritrovata a fatica ma con dignità, senza cedere alle provocazioni della difesa di Brown. Forse senza nemmeno rancore, mentre con voce ferma ha raccontato lo scempio che lui di lei fece quella notte. Quando la fece salire in auto, cercò di ammanettarle i polsi dietro la schiena: «Sapevo che se fosse riuscito per me sarebbe stata la fine».
Lui ha spiegato che era una tecnica di immobilizzazione imparata in Iraq per rendere inoffensivo il nemico, legarle i polsi davanti era invece un modo per eccitarsi.
Poi iniziò il supplizio: «Ho continuato a supplicarlo di non farmi del male, che avrei fatto quello che voleva», ha raccontato lei, senza singhiozzi ma con le lacrime che le rigavano il volto. «A un certo punto gli dissi che così mi avrebbe ucciso.
Ma lui rispose che non gliene fregava niente se morivo». E ha continuato a picchiarla, poi il resto, le lesioni al retto e nelle altri parti intime. Senza alcuna pietà.
Lui ha negato tutto, ha detto che prima non aveva parlato perchè quella sera aveva bevuto parecchio (anche se il regolamento vieta ai reduci dalle missioni di guerra di bere alcol) e aveva perso la memoria.
Lei, umiliata per la seconda volta, ha mantenuto quella dignità ritrovata con grande forza. Immobile è rimasta accanto al suo avvocato e lo ha guardato andarsene scortato dalla polizia americana. Perchè Brown è detenuto in un carcere militare in Germania. Già, perchè scaduti i termini della carcerazione preventiva fu liberato ma poche ore dopo fu riarrestato dai militari statunitensi. (f.m.)
01/03/2007, 19:30
IL GAZZETTINO (VICENZA)
SETTE UFFICI, SETTE CONTROLLI
Enrico Soli
Per rilassarsi fumano una sigaretta e giocano con una pallina anti-stress. Sono tutti ventenni e hanno trascorso gli ultimi dodici mesi in Afghanistan, tra aiuti umanitari alle popolazioni locali e caccia ai talebani. Adesso che sono tornati alla base Setaf della Caserma Ederle, i soldati americani passano dalle operazioni militari all'operazione reintegrazione nella quotidianità. Ieri nel theater della Setaf (l'equivalente del nostro cinema) è andato in scena un film piuttosto particolare: non una pellicola, ma una sorta di lavaggio del cervello finalizzato a reinserire nel migliore dei modi i reduci dell'Afghanistan nella più tranquilla e rassicurante vita della caserma. Protagonista dell'insolito spettacolo è stata Ann Campbell, direttore del programma di prevenzione contro alcol e altre droghe. Del resto non sono certo mancati negli ultimi tempi casi di violenza sessuale e di incidenti ad opera di soldati americani di ritorno da una missione di guerra. La storia è sempre la stessa, ma la Campbell fa bene a ricordare la lezione ai suoi alunni particolari: «Bisogna fare i conti con il desiderio di recuperare il tempo perduto - spiega il direttore con l'aiuto di alcune immagini eloquenti proiettate sullo schermo del cinema - la tendenza è quindi quella di bere molto e in poco tempo». Segue un divertente siparietto con i soldati avente come argomento l'origine della birra che si beve di solito e in quali quantità. Lo stile della Campbell punta a ridicolizzare le più bieche abitudini maschili, scatenando così i risolini del pubblico, per poi metterla giù molto seriamente sulle possibili conseguenze di quelle azioni. «I reduci di guerra tendono poi a prendere rischi fatali alla guida. L'alcol è causa di incidenti stradali ma anche di comportamenti sessuali pericolosi. Non smetterò mai di raccomandare l'uso del profilattico per avere rapporti sicuri». Quello di Anna Campbell è una sorta di corso accelerato per prevenire quel processo di autodistruzione che colpisce il militare americano tornato dalla guerra carico di aggressività e frustrazione. Ma poi questi reduci vivono tra noi, nella nostra città, frequentano i locali e le strade di Vicenza, e quindi potrebbero rappresentare un pericolo non solo per loro stessi e i loro amici, ma per tutta la comunità vicentina. Cosa fare? Come comportarsi con reduci alterati dall'alcol? «Semplicemente starne alla larga. Anche perchè quando sono sbronzi tendono ad essere ostili e rissosi con tutti più che allegri ed amichevoli».