20 Febbraio, 2007 12:03
un articolo su cui riflettere
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tratto dal sito di Repubblica.
Entrano in scena nuovi attori, come Geniodife, e nuove possibilità. Attenzione però che non sia solo una maniera per mettere in crisi il movimento e poter dire: ecco, non accettano niente, sono degli irriducibili.
Hanno fatto così anche con il TAV a Roma; chi negoziava subito ha avuto un risarcimento sull'esproprio delle case; chi l'ha fatto dopo invece ha avuto un altro alloggio, creando così divergenze e fratture insanabili tra i due gruppi.
Forse non si è ancora capito che negoziare le briciole significa comunque, per noi, essere COMPLICI. Inoltre è inutile dare ora tanto risalto a una notizia che era già vecchia; gli Stati Uniti hanno sempre detto che erano disposto a ridurre l'impatto sulla base, e vorrei ben vedere. Ma chi ci tutela poi quando gli anni passano?
Non c'è nessun tipo di fiducia per un governo che è abituato a livello mondiale a fare quello che vuole, tanto più che il nostro governo ha dimostrato di non avere forza per la contrattazione.
Quindi, coa ci si mette al tavolo a fare? No alla base, nè a Vicenza nè altrove.
ROMA - "Condoleezza Rice e Robert Gates hanno confermato ai ministri D'Alema e Parisi che l'allargamento della base di Vicenza si farà tenendo conto delle preoccupazioni della città di Vicenza: e in ogni fase, dalla progettazione alla costruzione, vigileranno le autorità italiane, che hanno sempre avuto e mantengono la sovranità su ogni centrimetro della base".
Fonti del ministero della Difesa e della Farnesina confermano a Repubblica che il governo americano, dopo il sì all'allargamento della base e dopo le richieste dei due ministri italiani, ha dato direttive precise al Pentagono per realizzare il raddoppio di Vicenza "nella maniera più compatibile possibile, sia dal punto di vista militare che da quello urbanistico". E su tutto il progetto, il controllo del governo italiano sarà quello decisivo.
La prima possibile modifica al progetto - evocata in qualche modo già nei giorni scorsi al ministero della Difesa - potrebbe essere lo spostamento delle nuove palazzine all'interno del perimetro dell'aeroporto Dal Molin. Il piano originale prevede la costruzione dei nuovi alloggi dei paracadutisti in un'area vicina all'uscita che sbuca su via Sant'Antonino, ad est della pista di volo dell'aeroporto Dal Molin. Alcuni cittadini protestano, perché in questo modo ritengono che via Sant'Antonino verrebbe intasata dalle auto dei militari che entrano ed escono dalla base.
L'alternativa possibile sarebbe spostare la costruzione dei nuovi edifici ad ovest, dalla parte dell'uscita di Viale Ferraris, una strada chiusa che termina proprio con l'ingresso all'aeroporto. Il problema è che in quell'area dell'aeroporto ci sono vecchi edifici dell'Aeronautica militare, in parte ancora utilizzati, e soprattutto questa zona "occidentale" è molto più piccola di quella "orientale".
"In ogni caso discussioni, valutazioni sui progetti sono ancora assolutamente possibili", dicono al ministero della Difesa, "ed è quello che i nostri funzionari faranno nelle prossime settimane con gli incaricati americani". Ieri una dichiarazione del sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi aveva lasciato intendere che il suo ministro, Massimo D'Alema, avesse parlato con il Dipartimento di Stato dopo la manifestazione di sabato scorso, ricevendo assicurazioni dagli uffici della Rice.
Ma D'Alema ha parlato con la Rice il 26 gennaio, e Craxi si riferisce a quei colloqui quando dice che il governo ha già chiesto agli americani di tener conto delle esigenze della città. Alla Difesa su questo punto sono abbastanza tranquilli: "Innanzitutto bisogna confermare una volta per tutte una cosa: la base è italiana, è stata concessa in uso gratuito agli Stati Uniti, ma non c'è un millimetro di ogni base militare in Italia che non sia italiano".
Questo significa che anche a Vicenza si rispettano le leggi italiane e che l'autorità che ha il controllo e la potestà legale sulla base e sulle sue modifiche è italiana. I nuovi piani sono stati sottoposti e verranno seguiti da una Commissione Mista Italia-Usa per le Costruzioni che a suo tempo ha dato il via libera all'utilizzo dell'aeroporto Dal Molin. "E la Commissione ha approvato la costruzione di edifici, non l'utilizzazione della pista di volo", dicono alla Difesa, "per cui la pista di volo non verrà utilizzata da forze non italiane".
Nelle prossime settimane si riunirà invece una Commissione di "Geniodife", la direzione del Genio militare, che nelle forze armate è l'organizzazione che si occupa delle basi e delle infrastrutture. Questa è una commissione tutta italiana, in grado di controllare passo passo la costruzione di Vicenza 2. Dice un generale: "Se vogliamo mandar via gli americani, possiamo dirglierlo ancora. Se vogliamo l'allargamento della base possiamo farlo, senza rinunciare a un grammo della nostra sovranità". Il governo Prodi ha scelto la seconda opzione: non sa come farla digerire agli elettori della sinistra radicale.





20/02/2007, 21:35
Da scemo che sono vorrei capire un attimo cosa si intende per "riduzione d'impatto".
Al di là che i dettagli del progetto si son ben visti da farceli vedere, ma che diavolo vuol dire "riduzione d'impatto"?
Vuol dire fare il tetto in coppi piuttosto che in lamiera? Vuol dire mettere 100 alberi coprenti invece di 50?
Che vuol dire, insomma!
Poi quella di spostarlo 100 o 200 metri più in là, da questa o quella parte del Dal Molin, ma che corbelleria è?
Ma i politici a questo punto davvero credono che la gente sia deficiente al cubo.
21/02/2007, 16:32
posto qui perchè blogga è in tilt e ho voglia di postare. mi scuso per l'off-topic. Intanto avanti duri. Nessun tavolo di trattative: cosa ci mettiamo a discutere? delle tinte esterne dei fabbricati? LA BASE NON SI FA. NON C'E' BISOGNO DI TRATTATIVA. OGNI TRATTATIVA E' UNA SCONFITTA. RICORDIAMOCELO SEMPRE. La partita sarà vinta quando avremo in mano un pezzo di carta dove c'è scritto cosa ne sarà dell'area DAL MOLIN per i prossimi 90 anni (tanti ne prevedeva l'utilizzo della base).
Poi sui fatti di oggi:
09:14 D'Alema: "Non parlerò di Vicenza"
Il titolare della Farnesina ha detto che non parlerà di Vicenza e del raddoppio della base Usa. "Non ho nulla da aggiungere al ministro dell'Interno che segue la questione"
10:41 Giannini (Prc): "Voterò ancora per questo Governo"
"Bisogna concedere un referendum al popolo vicentino" dice il senatore Fosco Giannini di Rifondazione comunista che riporta così l'attenzione sulla base Usa. "Vorrei votare contro il Governo ma non posso regalare il Paese alla destra eversiva e antioperaia e voterò, ancora una volta, a favore di Prodi. Ma tutto dovrà cambiare"
10:46 Turigliatto (Prc): "Non parteciperò al voto"
"Se D'Alema in sede di replica non dice che il governo ripensa la decisione su Vicenza, io non parteciperò al voto". Lo dice Franco Turigliatto, uno dei senatori dissidenti di Rifondazione.
12:14 Turigliatto: "Voto sì se si parla di Vicenza"
"Per ora resta ferma la mia scelta di uscire dall'Aula. Ma se D'Alema dichiarasse su Vicenza che c'è una sospensione per andare a parlare con la comunità vicentina, in questo caso potrei votare la mozione". Così il senatore del Prc Franco Turigliatto, uno dei due "dissidenti" all'interno della maggioranza.
12:44 D'Alema: "Ci confronteremo con i vicentini"
Contrariamente alle aspettative D'Alema parla della base Usa di Vicenza: ""Io ritengo che se il governo revocasse la decisione su Vicenza sarebbe un atto ostile nei confronti degli Usa ma abbiamo posto loro l'esigenza di una valutazione più approfondita. Non rimettiamo in discussione l'orientamento preso e apriremo un dialogo con i cittadini di Vicenza".
13:46 Cossutta: "Voto sì, ma dissento su Afghanistan"
"Credo che molto severo sarebbe il giudizio futuro su tutti noi, indistintamente governo e partiti, se una linea di politica estera, nell'insieme giusta, venisse interrotta e poi rovesciata''. E' con queste parole che il senatore Pdci, Armando Cossutta, motiva il suo voto favorevole. Critiche, invece, le parole su Afghanistan e la base di Vicenza.
16:47 Giordano: "Il governo deve continuare"
"Il governo deve continuare". Lo afferma il segretario Prc, Franco Giordano, uscendo da Plazzo Chigi, dove è in corso una riunione dei leader dell'Unione.
La questione DAL MOLIN è tutt'altro che sfumata dopo la manifestazione. La carica dei 150.000 non si è fermata.
La questione continua a pesare come un macigno sulle sorti di Governo. D'Alema è costretto a parlare di Vicenza se vuole raccattare il voto di Turigliatto; la sinistra estrema punta le forche verso Prodi che se vuole stare in piedi, ha bisogno del loro voto e loro, il voto, lo danno solo se si parla del DAL MOLIN. Se non sarà crisi, (in barba alle geriatriche dichiarazioni di Napolitano sul potere della piazza), Vicenza sarà il perno su cui ruoterà la sopravvivenza del Governo. La soluzione più rapida resta quella del dietro-front. Non facciamoci intimorire dagli sproloqui del baffino degli Esteri che dichiara che sarebbe un atto di ostilità verso gli USA. Povero scemo: mica gli tiriamo i missili agli USA, gli chiediamo solo di andare a rompere le oopps...di spostare la base in qualche paese che la desidera ardentemente. Intanto mi propongo come nuovo ministro degli Esteri, tanto per vedere se fanno proprio così paura questi americani, ai quali dobbiamo sempre dir loro di sì a capo chino. Operation alla Farnesinaaaaaa!!!!!
21/02/2007, 19:30
a rincoglioniti!!!!!!!!!!!!
impachettate il vostro tendone da circo e tornatevene a casa....non capite che i vostri politici vi hanno nesso nella merda fino al collo e adesso vi fanno pure l'onda.......trattenete il respiro!!!!
22/02/2007, 10:09
Sono perfettamente cosciente della crisi, non solo politica, all'interno della coalizione che io stesso votato, ma soprattutto morale.
Vivo nella mia anima e nella mia coscienza un'angoscia profonda e cerco uno scoglio cui aggrapparmi.
Un Ideale, quello che ho respirato insieme a decine di migliaia di persone, la stragrande maggioranza delle quali non inalberava vessilli o scritte.
Il No al Dal Molin, non è un'utopia.
E' il simbolo della difesa non di un egoismo, di un interesse di parte. E' la difesa della sacralità del Diritto, calpestata sia in ambito locale che nazionale.
Con puerili e risibili giustificazioni , gli opposti schieramenti hanno cercato di rimpalalrsi la responsabilità di una scelta che esprime solo una Schiavitù, dalla quale il nostro Paese, non sa emanciparsi.
Il Governo è caduto. Si badi bene! Per il voto di Andreotti, deus-ex machina di tante vicende politiche e non che hanno afflitto il Paese, dalla proclamazione della REPUBBLICA. Un custode di segreti , che, se svelati, sconvolgerebbero le coscienze di molti.
meditiamo e resistiamo.
piero
22/02/2007, 11:03
Ma resistete cosaaaaaa!!! dove come e in che modo!!!il vostro governo e caduto e anche se ci sara' il cosidetto voto di fiducia cosa pensate...che dopo tutto il casino dicano:VICENZA NON SI FA PIU'!!!
Ma chi volete prendere in giro......
Guardate la vostra franca rame cosa ha fatto ieri...meditate...
vi state aggrappnado ad un filo quasi rotto ormai....siate onesti...e' finita!
Se poi va su la destra.....
per voi saranno C@#$i AMARAI!!!!!
22/02/2007, 14:42
ritornate a casa straccioni....