20 Febbraio, 2007 21:57
....e adesso cominciamo a levarci qualche soddisfazione
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| CONSIGLIERE COMUNALE FRANCA EQUIZI |
Vicenza, 17 febbraio 2007OGGETTO: articolo odierno de Il Gazzettino dal titolo: “IL SINDACO «Temo una seconda Genova, saranno in 80mila»Premesso che nell’articolo si legge:«Spero non sia una nuova Genova e perché ciò non accada bisogna essere preparati e pronti a bloccare eventuali infiltrazioni». A dirlo è il sindaco Enrico Hullweck che ieri, alla vigilia della manifestazione contro l'ampliamento della base americana, non ha nascosto la sua preoccupazione. E che, da una Sala degli Stucchi mai così gremita di giornalisti e telecamere, ha spiegato: «I manifestanti che arriveranno in città dovrebbero essere 80mila e abbiamo notizia di gruppetti di persone, provenienti dall'estero, che vogliono essere presenti». Due giorni fa era stato il ministro degli Interni Giuliano Amato a mettere in guardia su possibili infiltrazioni di personaggi turbolenti e analoghi sono i timori del primo cittadino. «Credo che i cittadini siano se non spaventati quanto meno preoccupati», prosegue Hullweck. «Non dimentichiamoci che basta una partita di calcio per provocare conseguenze drammatiche ed immaginiamoci cosa può succedere quando una massa enorme di persone viene da fuori città per ragioni politiche». Da qui l'appello ai vicentini. «Chi vuole manifestare lo faccia ma sia prudente ed eviti le provocazioni. Il mio invito parte dal presupposto che qualunque posizione ideologica è accettabile ma deve essere espressa senza cedere alla violenza». Per Vicenza quella di oggi sarà la seconda manifestazione anti Dal Molin dopo quella, decisamente meno numerosa, dello scorso 2 dicembre. Con una differenza. «All'epoca», ricorda Hullweck, «l'esecutivo non aveva ancora detto un sì od un no all'ampliamento e quella mobilitazione aveva un significato forte perché avrebbe potuto influire sulla decisione. Oggi, invece, quella decisione è stata presa e non c'è dubbio alcuno che il corteo sarà contro il governo". Perché "nessuno può pensare che la base l'abbia voluta il sindaco di Vicenza e chi attacca questa amministrazione mettendola sullo stesso piano del governo è un ignorante perché dimostra di non conoscere la legge: le autorità locali, infatti, non hanno alcun potere decisionale su questo tipo di materia».” Tutto ciò premesso si chiede al sindaco:
- se si è reso conto che la manifestazione era sia contro il governo sia contro questa amministrazione;
- se, dopo che migliaia di suoi concittadini sono scesi in piazza per contestare sia questa amministrazione sia il governo, si senta un occupante abusivo di Palazzo Trissino non godendo più della fiducia della maggioranza dei cittadini;
- se, dopo lo smacco subito, sia intenzionato o meglio senta il dovere di rassegnare le dimissioni proprio perché sfiduciato dai suoi cittadini;
- se non abbia voluto il referendum proprio perché cosciente, come per altro ha lui stesso dichiarato alla stampa, che i vicentini non vogliono la nuova base USA;
- se non voleva la base, perché ha proposto come primo firmatario e votato favorevolmente, insieme con BAGNARA, BORO’, COPPOLA, DAL LAGO MANUELA, DAL LAGO ORNELLA, DAL SANTO, DORI, FURLAN, GALLA, LUCIFORA, MASCOTTO, MILANI, NANI, PELLIZZARI, PORELLI, ROSSI, RUCCO, SANDOLI, SARRACCO E TAPPARELLO, il famigerato ordine del giorno del 26/10/2006 che esprimeva parere favorevole al nuovo insediamento USA;
- se, come dichiara “le autorità locali non hanno alcun potere decisionale su questo tipo di materia” perché la Regione Veneto ha chiesto, in data 05/04/2006 proprio al sindaco, un parere urbanistico sul progetto;
- perché alla riunione del COMIPA ha sconfessato il parere tecnico negativo espresso dall’ing. Pasini alla richiesta menzionata al punto precedente;
- se concordi che compito di un sindaco sia quello di ascoltare i propri cittadini e non essere servo dei potentucoli locali (interessati solo al proprio tornaconto personale a scapito del bene della città) e dei politici nazionali;
- se il sindaco, considerato che il suo amico nonché testimone di nozze Berlusconi considera antiamericani i contrari alla nuova base di Vicenza, proporrà al capo di Forza Italia di cedere la tenuta di Arcore agli USA, ovviamente in sostituzione del Dal Molin, permettendoli di dimostrare con in fatti la sua amicizia con il governo Bush;





21/02/2007, 13:46
davvero, una soddisfazione unica.
21/02/2007, 16:50
Sì al Dal Molin ad Arcore!!!! tanto è solo un dormitorio,no?
21/02/2007, 23:52
Simone Sabattini per il “Corriere del Veneto”
«Sull'eventuale costruzione della base di Vicenza credo che le cooperative debbano avere gli stessi diritti delle altre aziende» . Paolo Cattabiani pesa le parole. Sa che sull'ampliamento della base americana a Dal Molin la situazione è delicata.
(Pierino il diessino - U.Pizzi)
Ma il presidente di Legacoop Emilia Romagna non esita a difendere la scelta di tre coop di costruzioni ( Ccc di Bologna, Cmc di Ravenna e Cmr di Ferrara), che hanno inviato all'esercito americano una pre-domanda per la costruzione del complesso militare, e che già si trovano ad aver a che fare con minacce di boicottaggio da parte dei comitati “no base”.
(Manifestazione a Vicenza contro la base USA - Foto da Lapresse)
Minacce che fanno opporre al Ccc un infastidito «no comment», ma che non preoccupano Cattabiani: «Troveremo un punto d'incontro anche con queste sensibilità, ma non vedo perché un'azienda non possa concorrere alla realizzazione di un'opera autorizzata» .
(Manifestazione a Vicenza contro la base USA - Foto da Lapresse)
Un'opinione condivisa anche dal presidente bolognese di Legacoop, Giampiero Calzolari («È un'opera come un'altra, credo che il Ccc faccia bene») , da quello di Coop Adriatica, Gilberto Coffari, e da molti presidenti delle cooperative «rosse» bolognesi, che proprio in queste settimane si trovano nel mezzo di una tornata congressuale cominciata all'insegna di una definitiva indipendenza dalla politica.
(Manifestazione a Vicenza contro la base USA - Foto da Lapresse)
«Non c'è nulla di strano», dicono quasi in coro Adolfo Soldati, Paolo Bedeschi ed Elisabetta Calari, membri del comitato direttivo della lega di Bologna. «Realizzare un'opera approvata da due governi credo dia garanzie sufficienti - aggiunge Soldati -: non c'è nulla di disdicevole» , e anche Calari osserva che «quando un'azienda opera sul mercato e tratta bandi pubblici, non possono esserci pregiudiziali di carattere etico» .
(Manifestazione a Vicenza contro la base USA - Foto da Lapresse)
Già, l'etica. E i valori del mondo cooperativo? Anche su questo Cattabiani è sereno. «Non vedo nessuna contraddizione con i nostri principi: questa vicenda non toglie un grammo alla vocazione pacifista di Legacoop» . Ma qualche perplessità sull'opportunità di imbattersi in quella che la stessa Calari definisce una «patata bollente», in effetti, c'è. I mal di pancia sulla scelta del Ccc avevano già fatto la loro comparsa nei corridoi del congresso bolognese dello scorso 12 febbraio.
(Manifestazione a Vicenza contro la base USA - Foto da Lapresse)
«Non conosco nel dettaglio la questione di Vicenza - dice Lucio Cavazzoni, presidente di Conapi - ma è evidente che quando alcune comunità locali esprimono forti preoccupazioni bisognerebbe muoversi coi piedi di piombo: difendere certi valori significa anche praticarli» .
E sono anche altri a condividere la necessità di un chiarimento interno alla lega sui principi ispiratori: «Non mi sento di esprimere solidarietà a una scelta che divide le coscienze - dice il presidente della coop Ex- aequo, Tullio Maccarone -, tanto più che la Lega ha più volte votato documenti per la pace» . «Non è facile coniugare etica e affari - aggiunge infine il presidente del Consorzio Cooperative Sociali, Fabrizio Pedretti -, ma certe cose non mi sembrano molto compatibili con i nostri valori: non credo che al posto di Collina (il presidente del Ccc, ndr) avrei fatto la stessa cosa» .
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ma tu guarda, non sono gli stessi che devono costruire la TAV? sono proprio ottime queste coop
22/02/2007, 09:15
BRAVI !!!
E ADESSO CHI E' IL COGLIONE ???!!!
22/02/2007, 10:20
Bisogna intravedere la luce in fondo al tunnel.
Un osservatore straniero penserebbe che ieri si è svolta una follia e nemmeno tanto lucida.
Prendendo a base il vero significato della politica, quale strumento per concorrere alla amministrazione della cosa pubblica (della collettività), si può giungere alla conclusione che la politica attuale E' MALATA.
Ponetevi nelle veci di un osservatore estero che osserva una maggioranza di centro sinistra che propone una votazione per il rifinanziamento delle missioni (anche di guerra).
L'osservatore penserebbe: tutto facile, anche in presenza di due coscienze contrarie all’utilizzo delle armi per risolvere le questioni internazionali.
Ci penseranno i Senatori a vita e parte dell’opposizione moderata, perchè in politica estera, normalmente, avviene una sorta di convergenza specialmente se chi propone l’uso delle forze armate è un governo di sinistra.
Già tempo fa proposi l’osservazione che la lotta NO TAV avrebbe incontrato notevoli resistenze da parte di coloro che avrebbero beneficiato della incredibile massa di miliardi in gioco.
Identiche resistenze da parte dei poteri forti si ripropone per la lotta NO DAL MOLIN per le identiche ragioni di interessi economici in gioco e non solo per la realizzazione di Ederle 2 ma, specialmente, per gli indiretti contributi all’industria italiana nelle commesse di Guerra (penso al caro Bersani che si è recato giorni fa a Washington per firmare l’accordo per la costruzione dei caccia F 35).
In conclusione, unitamente alla minima apertura del Governo sui DICO, possiamo finalmente capire le ragioni per le quali la follia di ieri si è consumata: i principali registi della disfatta del Governo sono stati i tre senatori a vita, Cossiga, Pinifarina e Andreotti.
Ad ognuno di questi personaggi si possono riferire (anche se non in modo così asettico) le resistenze di cui parlavo sopra:
NO TAV Pinifarina
NO DAL MOLIN Cossiga
DICO Andreotti.
Questi sono i responsabili che hanno voluto così colpire anche i movimenti che si stanno battendo contro la TAV, contro il DAL MOLIN ed in favore dei DICO.
Paradossalmente la caduta del Governo sul rifinanziamento delle missioni sarà visto quale conseguenza dell’attivismo dei movimenti da me citati.
I soldi e la Chiesa sono stati gli ispiratori dei falchi che hanno voluto così punire le forze più democratiche del paese: i poteri forti contro i movimenti.
Bisogna capire e riflettere senza trovare nei due dissidenti dei capri espiatori.
L’attuale politica è affetta da disturbo bipolare
saigon
22/02/2007, 13:09
grande! ma adesso come procediamo, visto che, a complicare le cose, è appena caduto il governo Prodi?
La posta in gioco non è solo la base...
Diventa fondamentale tenersi in contatto pensare ad altre iniziative, magari non solo a Vicenza.
23/02/2007, 12:11
I movimenti devono saldarsi ulteriormente e l'inesistenza dei DICO nei dodici punti del futuro governo Prodi produrranno un interssante convergenza con i SI DICO !
A Roma 10 Marzo 2007 ore 15,00 Piazza Farnese per ribadire la necessità sociale di dotare l’Italia di una legge sulle UNIONI CIVILI