27 Gennaio, 2007 11:39
Venerdì 26. Assemblea pubblica alla coop. Insieme.
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Quello di Vicenza Est è un comitato di quartiere atipico rispetto agli altri.
Uno, perchè una base ce l'ha già in casa.
Due, perchè è uno degli ultimi nati. I cittadini hanno iniziato a mobilitarsi quando una delle prospettive che sembravano essere state messe in campo per la base è stata Via Aldo Moro, giusto dietro la Ederle.
Questi cittadini hanno la base in casa, e su questo non esagero. Molti vengono svegliati dalle sirene che danno la sveglia ai soldati. Hanno le torrette di guardia alla stessa altezza dei loro balconi. Escono la mattina attorniati da un centinaio di soldati che corrono e rincasano la sera con il defender dell'esercito italiano che gli fa la ronda davanti al portone. I bambini hanno il muro del giardino della scuola che è, a tutti gli effetti, muro della caserma.
La Ederle si trova, e vi prego di notare il paradosso, in Viale della Pace. E' adiacente al carcere dove i suoi soldati non entreranno mai, perchè per qualsiasi contenzioso civile o penale vengono giudicati da un tribunale militare statunitense.
Qui si sviluppa l'humus di chi, con la base, ci convive, senza grossi problemi.
Eppure la questione Dal Molin ha rimesso in discussione gli equilibri. Vicenza, è vero, non è mai stata una città che ha costruito barricate. Eppure il risveglio culturale e di impegno a cui stiamo assistendo non ha precedenti.
Il comitato di Vicenza est è stato il primo a parlare di riconversione ad usi civili della base. Ne ha fornito le premesse invitando un medico di Emergency a raccontare la guerra sul campo; un sindacalista per analizzare il nodo problematico dei posti di lavoro; Andrea Licata, dell'Università studi della pace di Trieste per parlare di riconversione effettiva. Lo fa alla cooperativa Insieme, che possiamo definire un modello di sviluppo differente, a misura d'uomo; è un posto multietnico. Qui vengono anche molti americani per fare i loro acquisti e, nonostante la cooperativa, sempre attenta alle problematiche ambientali, sia per il no, non gli tratta certo da nemici.
Davanti alle duecento persone presenti sono emersi spunti interessanti. Esempi di basi già riconvertite, come nelle Filippine; ora al posto della base militare sorgono due fabbriche che danno lavoro a 50.000 persone. Questo è un dato significativo, che ci fa toccare con mano che ci sono, soprattutto nel nostro ricco Nordest, altre possibilità.
Ma quello che colpisce sono poi gli interventi del pubblico; in particolare si chiede a gran voce uno sciopero generale; assemblee nelle fabbriche per capire cosa sta succedendo; molti hanno proposte, domande, riflessioni.
Nel frattempo in Casa per la pace una riunione di 30 persone che da varie propsettiva ha affrontato la questione Dal Molin si trova per creare un coordinamento che dia via a informazione e comunicazione rispetto alle varie iniziative, cosa molto importante dato che ve ne sono molte in giro.
In presidio, passa un signore americano 75enne. Ha vissuto a Vicenza da piccolo, ogni anno viene qui a trovare gli amici d'infanzia. Quando gli propongono di venire a vedere il presidio è un pò imbarazzato, teme le reazioni delle persone.
Ci tiene a chiarire da subito che è con noi, anche solo per il fatto che a loro, senza le basi, diminuirebbero le tasse.
Ci lascia come ricordo, nella boccia delle offerte, due dollari, che siano visibili.
Non tutti gli americani sono con Bush.





27/01/2007, 15:42
Sono un cittadino di Asiago, ma conosco bene la vostra zona e le problematiche che voi affrontate: avete la mia completa solidarietà e il 17 Febbraio sarò senz'altro lì con voi con tutta la mia famiglia.
Non potendo fare molto di più, dati il tempo e la distanza, cerco almeno di tenere alta l'attenzione sulla base americana al "Dal Molin" nel forum del sito ufficiale dell'Ulivo, continuando a risollevare la questione (la cui importanza all'esterno delle nostre zone non è sempre capita - vedi i dati dell'ultimo referendum SWG pubblicato oggi).
Se anche qualcuno di voi intervenisse in quella sede in proposito sarebbe, secondo me, molto utile.
A presto dunque, con stima e simpatia
Tita Stern (Gianbattista Rigoni Stern)
27/01/2007, 16:47
Domani, domenica 28/01, pomeriggio alle 14.30 al campo da rugby per la partita della Rangers Vicenza contro l'Oderzo...
che ne dite di prendere posto sulle gradinate sventolando un po' di bandiere No Dal Molin e giusto per dare un po' di folklore, magari sotto gli occhi del presidente Sante Sarracco favorevole da sempre all'arrivo degli yankee?
Magari assisteremmo anche ad una bella partita di rugby...
L'ingresso è libero.
Ancora per poco... in tutti i sensi!
27/01/2007, 17:45
bisogna coordinarsi
perche anche se la cosa e sentita dalla citta la maggioranza legge il giornaletto di vicenza e si fanno disinformare da tva
27/01/2007, 17:45
bisogna coordinarsi
perche anche se la cosa e sentita dalla citta la maggioranza legge il giornaletto di vicenza e si fanno disinformare da tva
28/01/2007, 11:23
comunque per quanto voi facciate... gli italiani sono persone serie e lavoratrici,non a caso sulle necessità primarie(statistica)la prima di tutte è il lavoro......
Non toccate il lavoro e i soldi delle persone...vi mangeranno vivi....
Dal MOLIN= opportunità lavorativa= lavoro=reddito..... potete dire e fare quello che volete ma è cosi!!!
Si al DAL MOLIN
28/01/2007, 13:54
Ok, ho capito come si fa a cambiare l'immagine nell'intestazione! Contattatemi quando vi serve aiuto.
28/01/2007, 16:31
Sono d'accordo con te, se al primo posto metti il denaro. In questo caso, ma solo in questo, avresti ragione.
Ah! Sai quanti nuovi posti di lavoro porebbero nascere da politiche diverse dall'attuale? Pensa solo al miglioramento dell'efficienza energetica delle nostre case; immagini quanti posti di lavoro per imprese che si occupano della salvaguardia ambientale? E delle opere d'arte che abbiamo? Del turismo?
28/01/2007, 16:34
pazzesco! sei di un superficiale mai visto (anzi... visto fin tropo!). Non riesci ad affrontare una di quelle questioni che hai sollevato. D'altra parte, "COMUNISTI!" spiega tutto.
leggi, pensa, prima di esporti in questo modo
28/01/2007, 21:49
Cosa vuol dire COMUNISTI?
Oggi ho guardato il campo d'aviazione, quando ero bambino andavo a vedere i lanci dei paracadutisti e le frecce tricolori, gli aeromodelli. Ho guardato il prato, il verde e ho pensato ad un altro pezzo di Vicenza che se ne va, con i miei ricordi di bambino. Cancellano altro verde per dare spazio agli assassini, ai criminali che sterminano donne e bambini e violentano bambine e ragazze. Altro verde che lascia spazio al rosso del sangue, anche nostro.
28/01/2007, 23:05
Sarebbe importante prendere contatto con gruppi attivi e dissenzienti che fanno politica accanto ad altre basi militari. Se a Cameri crescerà la contestazioine sarà un altro punto forte. Il passo più difficile è quello della soglia, questo è fatto, la strada della pace, della democrazia partecipata, delle decisioni sulla nostra vita è davanti a noi. guerrino35
29/01/2007, 12:01
Inviterei, anche se sono un ateo, per il 17.2.07, anche il Vescovo di Alessandria, Fernando Charrier, il monsignore contro i caccia Usa:
Indirizzo della Curia:
Via Vescovado, 1
15100 Alessandria (AL)
Recapiti:
Tel. 0131 512211
Fax. 0131 444897
E-mail: curia-al@libero.it
No alla produzione di strumenti di morte, compresi aerei caccia militari.
Lo ribadisce il vescovo di Alessandria, Mons. Fernando Charrier (insieme a Mons.Tommaso Valentinetti Arcivescovo di Pescara - Penne - Presidente di Pax Christi Italia) in qualità di delegato Patorale sociale e il lavoro della Regione Ecclesiastica Piemonte attraverso un comunicato ripreso dal sito internet di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace.
Lo spunto per riaffermare tale posizione è l’assemblaggio in territorio novarese di aerei F35 da guerra.
"Desideriamo riaffermare, come comunità cristiana", scrivono, "la necessità di opporsi alla produzione e alla commercializzazione di strumenti concepiti per la guerra. Ci riferiamo, in particolare, alla problematica sorta recentemente sul nostro territorio piemontese relativa all’avvio dell’assemblaggio finale di velivoli da combattimento da effettuarsi nel sito aeronautico di Cameri (Novara).
Il discorso ovviamente si allarga non solo al caso piemontese: "Riteniamo che la produzione di armamenti non sia da considerare alla stregua di quella di beni economici qualsiasi ed è per questo motivo che, oltre ai principi etici applicabili all’economia, occorre tenere conto di altri principi più specifici in rapporto alla natura stessa di tali strumenti di distruzione.
La loro produzione, infatti, manifesta una palese contraddizione tra lo spreco di risorse per la realizzazione delle attrezzature militari e la somma dei bisogni vitali attualmente non soddisfatti e tragicamente presenti in molte parti del mondo. Scienza e tecnologia devono essere poste al servizio della vita e non della morte!
L’enciclica di Paolo VI Populorum Progressio del 1967 al n. 53 ribadiva: "Quando tanti popoli hanno fame,... ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci prima che sia troppo tardi". E riprendendo lo spirito dei messaggi precedenti, Benedetto XVI nel suo primo messaggio per la Giornata della Pace del 1 gennaio 2006 afferma: "... non si possono non registrare con rammarico i dati un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo. Quale cammino di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove?".
Abbiamo, quindi, la speranza che si arrivi ad un ripensamento e ad una soluzione non temporanea o solo legata ad una questione locale, arrivando a cogliere l’occasione per una riflessione più allargata capace di incidere nella mentalità delle persone singole e delle Istituzioni per renderle capaci di operare delle scelte non dettate dall’interesse e dal potere, ma da una sincera ricerca del bene comune in vista di una Pace finalmente universale".
29/01/2007, 17:40
"Gli italiani persone serie e lavoratrici"
ahahahaahahhahhhahah
non ridevo così tanto da quando si era dimesso quell'infame di Scajola per aver definito "rompicoglioni" Marco Biagi (lui l'ha detto).
Una nazione di mezzeseghe frustrate in cui l'uniche cosa che aumentano sono il debito pubblico investito in opere grandi per la loro inutilità e il consumo di cocaina che prendete per eccitarvi e tenervi svegli quanto basta per fare i vostri lavori di merda.
La necessità primaria dell'uomo è il cibo e il sesso.Al massimo il lavoro si fa per procurarsi il cibo,ma ora la moda sembra essere lavorare per lavorare,che è una delle più grosse cagate mai inventate dalla mente umana.
Mai sentito parlare di riconversione dal militare al civile,dei progetti dei pacifiti vicentini di trasformare le basi in fabbriche di fotovoltaico e pannelli solari di cui avremo tanto bisogno con la fine del petrolio ?
No ?
Beh magari era scritto su un volantino che non potevi prendere perchè sennò arrivavi in ritardo al lavoro.
Se preferite continuare a lavorare in fabbriche di morte affari vostri ma non sperate che io vi difenda quando avrete i vostri problemi sindacali;
se non avete il coraggio di apprendere nuovi lavori (magari più soddisfacenti dell'attuale)
non sperate di avere il mio rispetto.
N.B.:la frase iniziale era contenuta nel post di una certa Anna, ma il commento è indirizzato ai "lavoratori" in generale,ai fissati del lavoro,e a quanti credono di vivere in un paese serio.Scordatevelo,che in giro vedo sempre più pazzi e squilibrati e riaprire i manicomi non servira proprio a niente:la strage di Erba insegna
Aprite gli occhi! E non fatevi fregare!
29/01/2007, 17:40
"Gli italiani persone serie e lavoratrici"
ahahahaahahhahhhahah
non ridevo così tanto da quando si era dimesso quell'infame di Scajola per aver definito "rompicoglioni" Marco Biagi (lui l'ha detto).
Una nazione di mezzeseghe frustrate in cui l'uniche cosa che aumentano sono il debito pubblico investito in opere grandi per la loro inutilità e il consumo di cocaina che prendete per eccitarvi e tenervi svegli quanto basta per fare i vostri lavori di merda.
La necessità primaria dell'uomo è il cibo e il sesso.Al massimo il lavoro si fa per procurarsi il cibo,ma ora la moda sembra essere lavorare per lavorare,che è una delle più grosse cagate mai inventate dalla mente umana.
Mai sentito parlare di riconversione dal militare al civile,dei progetti dei pacifiti vicentini di trasformare le basi in fabbriche di fotovoltaico e pannelli solari di cui avremo tanto bisogno con la fine del petrolio ?
No ?
Beh magari era scritto su un volantino che non potevi prendere perchè sennò arrivavi in ritardo al lavoro.
Se preferite continuare a lavorare in fabbriche di morte affari vostri ma non sperate che io vi difenda quando avrete i vostri problemi sindacali;
se non avete il coraggio di apprendere nuovi lavori (magari più soddisfacenti dell'attuale)
non sperate di avere il mio rispetto.
N.B.:la frase iniziale era contenuta nel post di una certa Anna, ma il commento è indirizzato ai "lavoratori" in generale,ai fissati del lavoro,e a quanti credono di vivere in un paese serio.Scordatevelo,che in giro vedo sempre più pazzi e squilibrati e riaprire i manicomi non servira proprio a niente:la strage di Erba insegna
Aprite gli occhi! E non fatevi fregare!