Sabato 17 novembre cade l'anniversario del bombardamento degli americani dell'aeroporto Dal Molin. Nel 1944 la zona, che adesso viene bonificata dagli stessi che bombardarono, fu oggetto di una pioggia di bombe ben 304 tonnellate sganciate dagli aerei americani, causando 317 vittime civili. Il comitato no dal molin di Polegge in collaborazione con il comitato acqua per la pace di Dueville e il forum per la pace di Monticello Conte Otto ha organizzato per domenica 18 novembre una giornata in ricordo delle vittime civili dei bombardamenti americani.  Ecco il programma:

ore 15.00 presso il teatro Zuccato di Polegge Testimonianze:

- Vicenza 18 novembre 1944, il racconto di chi l'ha vissuto

- Cermis 3 febbraio 1998, si poteva evitare. Ecco cos'è successo, con Werner Pichler, Comitato 3 febbraio per la giustizia.

- 2007, storie e drammi quotidiani dalle guerre nel mondo con Emergency.

- Riflessioni, considerazioni ed idee per costruire la Pace con Don Maurizio Mazzetto, Pax Christi. 

ore 17.00 Videoproiezioni all'aperto

ore 17.30 Fiaccolata silenziosa da Polegge al Presidio attraverso l'allestimento delle croci della Fattoria Artistica Antersass

ore 18.30 al Presidio permanente memorie musicali: archi (senza frecce) suonano per la pace. 

 

Come approfondimento storico proponiamo l'articolo apparso sul Giornale Dal Molin di novembre sui bombardamenti del 1944 (Continua)

domani sera al presidio permanente a partire dalle ore 21 proiezione di Blunotte G8 Genova 2001, la puntata andata in onda su rai3 del programma di Carlo Lucarelli, che ricostruisce le giornate del G8 di Genova nel 2001.
La riuscita dei blocchi ha portato gran entusiasmo e venerdì alla festa di chiusura dei 3 giorni di blocchi al presidio c'era proprio una bella atmosfera. Sembrava di tornare alle primissime settimane del presidio con il tendone pieno non solo per le assemblee, tutti attorno al fuoco. Sicuramente l'effetto sospensione della bonifica ha inciso molto. Su questo blog è stato raccontata la notte di martedì e la giornata di mercoledì, ma la nostra iniziativa è durata fino a venerdì. La notte di mercoledì è stata caratterizzata dall'arrivo a Sant'Antonino del proiettore. Puntate dei Griffin e il film Brasil hanno tenuto sveglio chi era di notte. Alle prime ore della mattina di giovedì sono arrivate le brioches e bevande calde e poi mattinata tranquilla senza minaccia di sgombero: per il secondo giorno di fila la bonifica è stata bloccata. Il resto della giornata ha visto un viavai continuo di gente. Da segnalare il pranzo da signori al blocco di Viale Ferrarin: pappardelle al tartufo, pollo e un po' di recioto. A Sant'Antonino nel pomeriggio si è risposto con una bella marronata e novello. La notte di giovedì leggermente meno fredda della precedente è passata con film a Sant'Antonino, carte e dadi in Viale Ferrarin. Anche dalla parte militare si è tentato di guardare un film, ma l'assenza di un cavo ha vanificato tutto. Verso le 5 e mezza del mattino c'è pure tempo per una decina di minuti di pioggia. Avevamo lanciato l'appello di essere in tanti venerdì mattina e tanti eravamo. Una buona presenza da ambo i blocchi con l'arrivo di un po' di studenti in sciopero dalla parte di Viale Ferrarin. A ora di pranzo durante la conferenza stampa arriva la notizia che la ditta di Firenze si ritira dall'appalto. Grande gioia, abbracci, esultanza, incredulità si alternano. Poi arriva un super vento e tutti impegnati a tener fermo il tendone. Nel primo pomeriggio si cominciano a smontare i blocchi in attesa della festa della serata. Purtroppo nel pomeriggio arriva in parte la smentita sull'Abc. Non è vero che si è ritirata dall'appalto, ma ha sospeso la bonifica fino a quando non riceverà garanzie da parte della questura di poter svolgere nella massima sicurezza il lavoro. Nonostante questa marcia indietro, il clima è lo stesso di soddisfazione. Siamo stati in grado di essere efficaci, di poter incidere veramente. Ora la bonifica per il momento è sospeso. E' ora di non mollare, bisogna far capire a queste ditte che eseguire la bonifica non sarà una passeggiata. Abbiamo dimostrato che si può bloccare la base, che non è ancora tutto deciso, basta crederci. Per questo abbiamo già annunciato che se la bonifica riprenderà saremo pronti a ribloccarla.

Se i lavoratori della aziende incaricate della bonifica torneranno al Dal Molin, noi torneremo a presidiare gli ingressi dell’aeroporto e ad impedir loro l’ingresso.

 

I primi tre giorni di blocco sono stati molto positivi; la bonifica è stata sospesa ed i lavoratori sono stati richiamati dall’azienda che ora dichiara di non voler continuare il lavoro in quando non vi sono le condizioni necessarie. Noi non siamo contrari alla bonifica in sé, bensì alla nuova base militare che si vuole realizzare e per la quale è in corso la bonifica.

 

Abbiamo scritto una lettera aperta al titolare dell’ABC di Firenze, azienda che stava svolgendo le bonifiche, per spiegare le nostre ragioni e motivare le nostre iniziative. Ci auguriamo che il titolare dell’azienda specializzata voglia confermare la propria determinazione a non proseguire nei lavori di bonifica per non rendersi complice della costruzione di un’opera devastante imposta alla comunità locale.

 

Alleghiamo di seguito il testo della lettera.

 

Presidio Permanente, Vicenza, 9 novembre 2007

 

Alla c.a. sig.

MELA GIANFRANCO

Abc S.a.s

Piazza Donatello 4

50132 Firenze

 

Egregio Signor Mela,

siamo le donne e gli uomini del Presidio Permanente No Dal Molin di Vicenza.

Come sa, in questi giorni abbiamo presidiato gli ingressi dell’aeroporto Dal Molin per impedire ai lavoratori della Sua azienda di accedere e proseguire nel lavoro di bonifica iniziato lo scorso 17 ottobre. Con queste righe vogliamo spiegarle le ragioni della nostra iniziativa.

 

Naturalmente noi non abbiamo nulla in contrario allo svolgimento di una bonifica bellica; purtroppo, come lei sottolinea nella Sua intervista a Il Sole 24 Ore, il mondo è pieno di ordigni, tra cui le mine antiuomo, che quotidianamente mietono decine di vittime.

 

La bonifica in corso all’interno dell’aeroporto della nostra città, però, ha uno scopo ben preciso: quello di permettere l’edificazione di una nuova installazione militare statunitense per ospitare la 173° Brigata Aerotrasportata. Da più di un anno ci battiamo per impedire la realizzazione di questo progetto che farebbe di Vicenza un avamposto di guerra e che sarebbe devastante dal punto di vista ambientale ed urbanistico.

Non vogliamo che la nostra città diventi il punto di partenza delle future guerre che porteranno morte e distruzione nel mondo, così come non vogliamo che l’equilibrio idrogeologico del nostro territorio venga compromesso irrimediabilmente. Lei certamente sa che, sotto l’aeroporto Dal Molin, c’è la più grande falda acquifera del nord Italia e che l’area è l’ultimo grande polmone verde della città; d’altra parte, è sicuramente a conoscenza del fatto che la nuova base sarebbe edificata ad appena 1.500 m in linea d’aria dal centro cittadino di Vicenza, patrimonio Unisco, con tutte le conseguenze che ne derivano.

 

Non avremmo mai pensato di interrompere una bonifica bellica se ciò fosse stato il preludio per un utilizzo a soli scopi civili del territorio; ma la bonifica che la Sua azienda sta svolgendo è funzionale alla realizzazione del progetto statunitense di militarizzazione della nostra città.

 

Noi continueremo a batterci perché la nuova base Usa non venga realizzata; abbiamo apprezzato le Sue parole su Il Sole 24 Ore e ci auguriamo che Lei voglia confermare la determinazione a non proseguire i lavori per non rendersi complice della realizzazione di un’opera che è stata imposta alla comunità locale.

 

D’altra parte, pur portando grande rispetto per coloro che lavorano, vogliamo ribadirle la nostra intenzione di continuare a mettere in campo iniziative di blocco e boicottaggio dei lavori di bonifica, fino a quando questi saranno utili alla realizzazione di un’installazione militare.  Continueremo, inoltre, a sensibilizzare le tante realtà che, in tutta Italia, ci sostengono e che in questi giorni hanno organizzato iniziative di solidarietà e appoggio. 

 

Vicenza, 9 novembre 2007

 

Cordiali saluti,

 

                                                                                              Il Presidio Permanente No Dal Molin

 

ieri sera verso le 8 c'era già molto fermento in presidio. Domenica pomeriggio durante un'assemblea straordinaria erano stati decisi i blocchi.  Alle 9 il tendone è strapieno di gente, si danno le ultime indicazioni, ci si divide in due gruppi numericamente eguali e si parte... Primo serpentone di macchine va in Viale Ferrarin, il secondo qualche minuto dopo in viale Sant'Antonino. Non facciamo nemmeno in tempo ad arrivare in Viale Sant'Antonino davanti all'ingresso dell'aereoporto civile che ci troviamo davanti già la polizia e i giornalisti, in più arriva la notizia che dall'altra parte è stato investito Francesco da una macchina impazzita di un militare italiano, che dopo aver rallentato, ha accellerato con la volontà di passare a tutti i costi, investendo chi si trovava davanti. Francesco viene portato all'ospedale dove si trova tutt'ora. Comunque tornando a Viale Sant'Antonino, dopo i primi minuti di ambientamento cominciamo a scaricare il furgone, disponiamo le panche, i tavoli, i bidoni per fare il fuoco e soprattutto cominciamo il montaggio del tendone. Mentre viene allestito il blocco, un gruppo per sicurezza va a mettere dei plinti di cemento davanti al cancello più avanti verso la fine della recinzione. Viale Ferrarin nel frattempo è bloccata. Non passa nessuno. All'inizio della via c'è un blocco di visibilità, mentre in fondo alla via a 100 metri dall'ingresso della base viene allestito il secondo blocco con gazebi, strutture, bidoni, panche,etc. I nostri "gruppi di contatto" vanno a spiegare le nostre intenzioni ai funzionari di polizia. A noi interessa bloccare la bonifica, non bloccare del tutto il funzionamento dell'aeroporto civile e della base militare italiana. Quindi i militari italiani che sono dentro li facciamo uscire. Per chi deve entrare prima vogliamo avere garanzie che non siano operai della bonifica e dopo casomai possono entrare. Verso l'una di notte la situazione si stabilizza, si capisce che nella notte non avverrà uno sgombero se da Viale Ferrarin la mattina seguente dalle 7 alle 8 sarebbe stato garantito l'accesso ai dipendenti militari e civili della base militare italiana. Il questore mette la sua parola d'onore che prima delle 8 non sarebbero entrati operai della bonifica. Dopo le assemblee dei due blocchi si decide di far passare fino alle 8 i dipendenti militari e civili, lasciando libera una sola careggiata in modo tale da controllare che non ci siano brutti scherzi. Dalle 8 di mattina in poi però sarebbe potuto succedere di tutto. Così intanto ci si appresta a passare la notte, i bidoni col fuoco diventano i poli attrattivi, c'è chi crea un "letto" con dei bancali, materassini, coperte e sacchi a pelo. E' il tentativo di dormire un po' resistendo al freddo. Stesso discorso in Viale Ferrarin, c'è chi addiritura dorme sotto uno strato di foglie per star comodo. In Viale Sant'Antonino all'alba succede il miracolo: arrivano un vassoio di brioches e i primi thermos di caffè e thè caldo. Nemmeno nei primi tempi del presidio non sono mai arrivate così tante brioches!! Infatti in tutta la mattinata saranno arrivati 4 o 5 vassoi o sacchetti!! Verso le 8 comincia il continuo scambio d'informazioni con il blocco di Viale Ferrarin, tutta la polizia e i carabinieri si dirigono là. Sembra che il questore voglia effettuare lo sgombero, il blocco riunito in assemblea decide di respingere l'ultimatum "a breve dovete andarvene", affermando di voler mantenere il blocco almeno fino a venerdì. Questa cosa sblocca la situazione, la situazione si tranquilizza e così col passare dei minuti si capisce che otteniamo la prima vittoria: la bonifica oggi non si fa! I lavori sono stati bloccati! In Viale Sant'Antonino ci si dà alla lettura dei quotidiani, c'è chi prova a prendere un po' di sole. Il clima di rilassa e quindi si comincia già a pensare al pranzo. Tra pane, polpette, pizze e spaghetti i nostri stomachi vengono accontentati per bene. Nel pomeriggio chi ha fatto la notte e la mattina prova a dormicchiare, chi gioca a carte, chi va a casa, anche perchè nel frattempo è arrivato il cambio. Stasera assemblea straordinaria e domani andiamo avanti con i blocchi.

Sabato scorso, con una fiaccolata, migliaia di vicentini avevano dato l’ultimatum a Costa: o dichiara che il futuro dell’aeroporto Dal Molin è civile e la bonifica in corso è funzionale a questa conversione, oppure i lavori di ricerca degli ordigni bellici saranno bloccati.

Mancano poche ore alla scadenza dell’ultimatum e dal commissario governativo, come ci aspettavamo, non è arrivata alcuna risposta soddisfacente. Così come siamo in attesa di conoscere la sorte della moratoria promessa dai parlamentari contrari alla base e rimasta inattesa.

Una volta scaduti i sette giorni dati a Costa, qualunque momento è buono per iniziare i blocchi della bonifica. Impedire la realizzazione della nuova base Usa è un diritto della comunità locale che, da sempre, ha dimostrato la propria contrarietà al progetto di militarizzazione.  

A poco più di un mese dalla tre giorni europea, Vicenza è in piena mobilitazione. In queste settimane sono iniziate le bonifiche e nel frattempo la Giunta comunale è tornata all’attacco del Presidio Permanente, aprendo una procedura di abuso edilizio volta allo sgombero e alla demolizione del luogo simbolo della lotta contro il Dal Molin.

Non solo: il Sindaco, nel goffo tentativo di mettere il silenziatore al movimento vicentino, ha proposto di spegnere le luminarie natalizie durante la tre giorni di mobilitazione: una ritorsione politica contro una città che non accetta le imposizioni dell’Amministrazione locale e del Governo.

La mobilitazione continua, mentre si moltiplicano le adesioni alla tre giorni europea da tutta Italia e dall’Europa [l’appello è disponibile sui nostri siti internet]. Nei prossimi giorni inizieranno i blocchi: ci appelliamo a quanti, in tutta Italia, ci hanno sostenuto in tutti questi mesi di mobilitazione, perché si moltiplichino le iniziative di appoggio in ogni territorio. Il vostro sostegno è la nostra forza: il futuro è nelle nostre mani.

Presidio Permanente, Vicenza, 2 novembre 2007

La fiaccolata di sabato 27 ottobre partirà dal presidio permanente alle ore 17.30!!!

IN DIFESA DEL PRESIDIO, SIMBOLO DELLA LOTTA DI TANTI VICENTINI E DELL'OPPOSIZIONE ALLA MILITARIZZAZIONE

CONTRO LA BONIFICA FUNZIONALE ALLA COSTRUZIONE DELLA NUOVA BASE USA

DIAMO L'ULTIMATUM A COSTA: O LA BONIFICA SERVE AL PARCO OPPURE LA FERMEREMO!!

 

 

L’incontro tra la delegazione del Presidio Permanente ed i commercianti è stato molto positivo, a dimostrazione che il dialogo è l’unica strada per trovare soluzioni. Con il confronto con i commercianti e la fiaccolata di sabato 27 ottobre, il percorso di avvicinamento alla tre giorni europea entra nel vivo.

Ha sbagliato chi ha rifiutato a priori il confronto. I commercianti presenti – una quindicina – hanno ascoltato le nostre ragioni e motivazioni ed hanno espresso i propri dubbi, le proprie proposte, anche le proprie critiche in un clima sereno e costruttivo.  Da parte dei presenti non è venuta alcuna chiusura ideologica.

Quello di oggi è stato soltanto un primo incontro. Da parte nostra c’è la massima disponibilità al dialogo e la volontà di far diventare la tre giorni di mobilitazione europea un’occasione per la nostra città.

L’incontro è stato utile anche per chiarire che, diversamente da quanto sostenuto in modo strumentale da alcuni politici che vorrebbero terrorizzare Vicenza, non ci saranno tre giorni di manifestazioni, ma soltanto uno. La maggior parte del tempo sarà dedicato a dibattiti, convegni e conferenze, ed il corteo si svolgerà in una sola giornata con un percorso ancora tutto da definire.

Presidio Permanente, Vicenza, 22 ottobre 2007

ieri pomeriggio durante una conferenza stampa molto partecipata, oltre 200 persone, abbiamo dato da bere alle piante del parco pubblico inaugurato un mese fa al Dal Molin. E' stata anche l'occasione per dire la nostra sulla bonifica e sul rischio demolizione presidio. Muniti di canna di gomma da giardino e furgoncino autobotte i giardinieri dell'altrocomune da fuori la recinzione hanno dato da bere alle piante all'inizio non con un grande gettito, ma poi l'operazione è riuscita. Questa era l'occasione per dire che questi lavori della bonifica verranno bloccati se non sono finalizzati alla costruzione del parco pubblico. Se non è così, allora ci inviteremo delle iniziative di blocco dei lavori. Intanto invitiamo tutti sabato prossimo alla fiaccolata al Dal Molin. E' ora di far luce sulle troppe ombre che avvolgono questa bonifica alla faccia della trasparenza tanto proclamata da Costa. E' stata anche l'occasione per ribadire che il presidio non va toccato e che presto inizieranno i lavori di allargamento del presidio. Poi è stato anche il momento di dire due parole sulla vicenda commercianti in vista dell'incontro di domani mattina. E' sempre più evidente che la strumentalizzazione politica della Jannò su una categoria che poi non è così compatta come ci vogliono far credere. Ci sembra di assistere a un film già visto prima del 2 dicembre e del 17 febbraio con una campagna mediatica allarmistica e completemente falsa. La gente non evita il centro perchè c'è un corteo, la gente sta a casa per colpa di questo clima mediatico costruito ad arte. Stesso discorso vale per le raccolte firme della Lega... (Continua)

Fra un po' avranno inizio gli unici lavori di ampliamento che accettiamo, ossia quelli del presidio. Mentre Hullweck e la sua giunta vogliono far partire i controlli con il chiaro obiettivo di sgomberarci, noi stiamo ragionando per raddoppiare il presidio. Altro che raddoppio della Ederle, qui si sta parlando di rendere il presidio più grande, accogliente ed attrezzato. La lotta sarà lunga, quindi meglio renderlo il più confortevole possibile visto l'arrivo dell'inverno. Non vogliamo anticipare niente sul restyling, nel frattempo gli operai dell'Altrocomune si stanno preparando a nuovi lavori "egizi". L'abbiamo detto già in passato che il presidio non si tocca e che la meticolosa ricerca da parte dei tecnici comunali del cavillo burocratico è solo il pretesto per provare a fermare la lotta contro il Dal Molin. La giunta comunale dovrebbe più che altro occuparsi della vicenda Aim oppure dei vari abusi edilizi o delle speculazioni fatte dai vari boss dell'edilizia locale. (Continua)

dal Giornale di Vicenza di venerdì:

DAL MOLIN. Il difensore civico Pecori chiede un incontro con il prefetto per dissipare gli allarmismi fra i residenti
Bonifica, parlano gli Usa «L’opera durerà 9 mesi»
Prima si farà l’ispezione dei 400 mila metri quadrati e poi toccherà ai buchi fino a 7 metri di profondità per calare le “calamite” nel terreno Gian Marco Mancassola
La bonifica durerà nove mesi. Lo dicono gli americani, che ieri per la prima volta hanno riassunto le operazioni che verranno eseguite su un’area di 400 mila metri quadrati. Il giorno dopo l’arrivo delle ruspe, il comando Setaf ha delineato il quadro dei lavori attraverso il responsabile per le relazioni esterne, il maggiore Ryan Dillon, che spiega: «È tutto pronto per iniziare la bonifica dagli ordigni inesplosi. Gli appaltatori hanno mobilizzato le loro attrezzature e sono pronti a iniziare la rimozione. L’equipaggiamento consiste in due ruspe con trivelle e un piccolo metal detector azionato a mano. Tutte le operazioni sono state coordinate con le autorità governative e militari italiane».
«La squadra, di cui fanno parte dalle 3 alle 5 persone - spiega Dillon - ha iniziato l’ispezione per identificare le zone da trivellare. Una volta completata l’ispezione, faranno dei buchi di 10 centimetri fino a sette metri di profondità per ottenere la magnetolettura e poter identificare la presenza di anomalie metalliche nel terreno. I buchi verranno fatti a distanza di 2,8 metri l’uno dall’altro per un’area complessiva di circa 400 mila metri quadrati».
«Appena un ordigno sarà localizzato - precisa il maggiore - gli esperti militari italiani si assumeranno la responsabilità di assicurarsi che tutte le misure di sicurezza vengano adottate per disinnescarlo. In questa impresa la sicurezza ha la priorità assoluta; non soltanto la sicurezza di coloro che partecipano al progetto di bonifica ma soprattutto della popolazione delle zone circostanti. Sono previsti 9 mesi per portare a termine la bonifica. Potrebbe essere richiesta un’ulteriore bonifica una volta che verrà stabilito il luogo esatto del consolidamento della base».
I timori per quello che sta accadendo hanno indotto molti abitanti dei quartieri vicini al Dal Molin a chiedere chiarimenti. Alcuni si sono rivolti al difensore civico Massimo Pecori, che conferma: «C’è un certo allarme. Il fatto è che si tratta di un’area militare, dove il Comune non ha competenze. Per questo ho chiesto un incontro al prefetto, perché solleciti a Roma una spiegazione dettagliata di quello che sta avvenendo».

In gran silenzio alle 4 di notte di nascosto hanno portato dentro i mezzi dentro all'aereoporto per iniziare la bonifica. Una decina circa tra tecnici ed operai eseguiranno le operazioni di bonifica. E' vergognoso come un'operazione così delicata come è una bonifica venga svolta senza informare i cittadini, di come avviene, che rischi ci sono, se esiste un piano di sicurezza o di evacuazione. L'arroganza del commisario Costa, il quale afferma che non gli interessa modi,tempi e modalità della bonifica, l'importante è che venga fatta mette in evidenza come l'assenza di trasparenza, il tenere all'oscuro la cittadinanza sia una costante di questa vicenda. 

COSTA: ECCO LA SUA TRASPARENZA

Le bonifiche iniziate nel più stretto segreto

 Il commissario Costa è venuto a Vicenza per imporre la nuova base Usa, non per rendere le procedure trasparenti. La bonifica dell’aeroporto Dal Molin degli ordigni inesplosi sganciati dagli statunitensi nel 1944 è iniziata quest’oggi all’alba senza che i cittadini fossero informati.

Se il commissario Costa nasconde ai vicentini anche la data d’inizio delle bonifiche, come è possibile credere che dirà la verità sulla realizzazione e sull’impatto che il progetto statunitense avrà sulla falda acquifera e sulla città? Costa sta dimostrando il suo metodo di lavoro: nascondere e mistificare per non far conoscere alla comunità locale quanto devastante sarebbe la realizzazione della nuova base Usa a Vicenza.

Non è una novità, del resto; la sua stessa nomina a commissario è stata, per mesi, priva di qualunque atto formale pubblico. Costa deve nascondere ai vicentini i progetti perché, altrimenti, sarebbe costretto ad ammettere che la sicurezza, la salute ed il futuro dei vicentini sono a rischio.

La mobilitazione contro questa opera continuerà; anche gli ultimi sondaggi dimostrano che la contrarietà è maggioritaria, e noi continueremo ad esprimere la nostra opposizione ed a costruire iniziative per impedire e rallentare la realizzazione della nuova base Usa.  Già stasera ci riuniremo per discutere il da farsi.

Presidio Permanente, Vicenza,  17 ottobre 2007

Apprendiamo dalla stampa locale [Il Gazzettino di Vicenza, 13 ottobre] che Anna Jannò, presidentessa dell’Associazione Vetrine del Centro, non intende incontrarci.

 

Cosa teme da un faccia a faccia? E’ chiaro che c’è chi sta strumentalizzando i commercianti e che la signora Jannò utilizza il proprio ruolo  per ragioni che sono esclusivamente politiche.

 

La democrazia si basa sul confronto e non sorprende che Anna Jannò lo rifiuti: chi vorrebbe impedire ai cittadini la libera espressione delle idee attraverso le manifestazioni non ha ben chiaro il concetto di partecipazione.

 

Rinnoviamo il nostro invito ai commercianti e agli artigiani vicentini. Vogliamo discutere con loro come valorizzare la nostra città, le sue opere artistiche ed architettoniche e le tante offerte culturali che essa può esprimere per avvicinare turisti e visitatori.

 

La tre giorni di dicembre non sarà soltanto un momento di opposizione alla nuova base Usa; per quanti giungeranno nella nostra città per partecipare a dibattiti ed assemblee, sarà anche un’occasione per conoscere i tanti tesori che Vicenza possiede; tesori messi in pericolo da quanti vorrebbero svendere la città per farla diventare un’immensa caserma militare.

 

 

Presidio Permanente, Vicenza,  13 ottobre 2007

Dopo la serata della settimana scorsa dedicata alla vicenda dei rifiuti in Campania, stasera la serata sarà dedicata al presidio di San Pietro di Rosà. Saranno nostri ospiti alcuni cittadini di questo presidio in lotta da cinque anni contro la zinchiera Valbrenta. E' una vicenda che parla di ecomafie e immobilismo delle istituzioni a pochi chilometri da casa nostra di cui se ne parla pochissimo. Durante l'incontro verrà proiettato il documentario "Davide e Golia" sulla storia del comitato. La settimana prossima si parlerà delle comunità zapatiste in Chiapas e soprattutto del ruolo delle donne indigene in questa lotta. Giovedì 25 poi incontro con il coordinamento contro gli F35 di Cameri in vista della manifestazione che si terrà a Cameri il 4 novembre.