Abbiamo festeggiato il compleanno del presidio alla nostra maniera: andando ad occupare la Prefettura, ossia l'ufficio territoriale del Governo. Abbiamo scelto la Prefettura il 16 gennaio non a caso, ma appunto perchè un anno fa Prodi da Bucarest disse Sì al Dal Molin. Un'azione per dire che a un anno di distanza siamo ancora qua e non molliamo, nonostante Costa & Co. dicano che ci sono tutte le autorizzazioni, che il progetto va avanti. L'azione si è svolta con un blitz di una trentina di persone che è entrata tutta assieme dentro l'androne della Prefettura, poi velocemente si è diretta verso le scale, qui ha trovato un tentativo di opposizione da parte di qualche agente di polizia, ma con tranquillità e determinazione tutti sono riusciti ad incatenarsi lungo la rampa delle scale sulla ringhiera. Tutto ciò nonostante un atteggiamento un po' provocatorio delle forze dell'ordine. La situazione si stabilizza una volta che si è tutti seduti. Il passaggio lungo le scale non viene ostruito, vengono esposte delle bandiere No dal Molin. Nel frattempo all'esterno arriva subito una cinquantina di manifestanti che si posizionano davanti al portone della Prefettura ed attacano uno striscione "Prodi stiamo arrivando". Infatti questa è l'inizio di una serie di iniziative che il presidio ha intenzione di compiere in questi mesi con la volontà di contestare i vari responsabili di questa vicenda. Arrivano i rinforzi della polizia, arriva il nuovo questore, la digos, i funzionari di piazza. Si apre un minimo di confronto, ma sembra che non ci siano molti margini: le forze dell'ordine vogliono sgomberare. Vengono tutti identificati e vengono fatti entrare i carabinieri in tenuta antisommossa da un'entrata secondaria, avviene così lo sgombero. La trentina di No Dal Molin viene fatta uscire dal portone principale. A questo punto spontaneamente di sceglie di muoversi in corteo per le vie del centro nonostante la pioggia battente. Si va verso Piazza Matteotti e si blocca Ponte degli Angeli, mandando in tilt la circolazione in un orario di punta. Dopo una mezz'oretta si scioglie il blocco, si va tutti a casa ad asciugarsi, perchè poi alla sera c'è l'appuntamento al presidio per festeggiare un anno di presidio. Sono stati proiettati i video delle iniziative di questo anno, complimenti poi a chi ha fatto il tiramisù (era buonissimo!). Poi la serata si è conclusa con il "bentornato" alle ultime componenti della delegazione delle donne vicentine in Chiapas arrivate oggi. Prodi, stiamo arrivando... noi oggi il messaggio l'abbiamo mandato e crediamo sia pure arrivato a destinazione....
oggi il presidio permanente compie un anno. Sono passati 365 giorni da quando Prodi da Bucarest ha detto Sì al Dal Molin, ma soprattutto 365 giorni di presidio. Ricordo ancora la sera del 15 gennaio quando con un nebbione incredibile e senza illuminazione in un terreno che vedevamo per la prima volta abbiamo montato un tendone. Un'impresa da folli a ripensarci bene, ma ci siamo riusciti. Per non parlare poi della fiaccolata dell'indignazione la sera del 16 quando in 5000 siamo entrati dentro la stazione occupando i binari. Poi tutti in presidio per "l'inaugurazione"!! Era pieno di gente e avevamo i mezzi delle tv nazionali che ci illuminavano a giorno la zona. Le prime notti svegli attorno al fuoco in un campo di "sorgo". I vicini che ci portavano pranzi e cene gustose a suon di polenta, salsicce, pasta. Un sacco di curiosi, uno scaffale stracolmo di panettoni e pandori. Ora certamente abbiamo due tendoni, il riscaldamento, un container da dove trasmette Radio No Dal Molin, in un anno ne abbiamo fatte di tutti colori, ma quei primi giorni difficilmente verranno dimenticati.

SABATO 5 GENNAIO 2008
VICENZA PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA
ore 17.30 Contrà Gazzolle

CAMPANIA, EMERGENZA RIFIUTI
PRESIDIO NO DAL MOLIN SOLIDALE CON LE COMUNITA’ IN LOTTA

Da alcuni giorni i telegiornali ci raccontano dei roghi di rifiuti nel napoletano; dimenticano di dirci il vero dramma che sta dietro l’emergenza rifiuti della Campania: la mano della camorra che, grazie a connivenze politiche e istituzionali, specula sui rifiuti mettendo a rischio la salute dei cittadini e la difesa dell’ambiente.

Per noi vicentini non è semplice comprendere la lotta delle comunità che difendono la propria terra da maxidiscariche e inceneritori; noi, abituati all’opulenza del nordest, facciamo fatica ad immaginarci una città immersa nell’immondizia e darne una spiegazione razionale. In questi mesi di mobilitazione No Dal Molin abbiamo imparato a diffidare dei resoconti giornalistici e farci raccontare le vicende da chi le ha vissute in prima persona.

Dalle realtà campane abbiamo imparato cosa vuol dire vivere in un territorio nel quale i rifiuti diventano un business ai danni degli abitanti. Ora sappiamo interpretare le immagini che ci mostrano le televisioni: sappiamo che quella delle comunità del napoletano e dell’intera Campania non è una battaglia “nimby”, come vorrebbero rappresentarcela i fautori di maxidiscariche ed inceneritori. Sappiamo che in gioco ci sono i beni comuni, il futuro di tante donne e tanti uomini, la gestione collettiva delle risorse del territorio.

Il Presidio Permanente No Dal Molin è al fianco dei cittadini campani: siamo lontani territorialmente, ma vicini nella determinazione ad impedire la devastazione dei nostri luoghi di vita.

Per questo daremo vita, Sabato 5 gennaio, ad un’iniziativa pubblica davanti alla Prefettura di Vicenza; l’appuntamento è per le ore 17.30.

Presidio Permanente, Vicenza, 3 gennaio 2008

in questi mesi abbiamo avuto modo di conoscere ed entrare in contatto con le comunità campane che si stanno mobilitando sulla vicenda dei rifiuti. Siamo scesi in piazza quando il presidio di Serre è stato caricato dalla polizia, eravamo presenti il 13 ottobre ad Acerra alla manifestazione nazionale contro gli inceneritori. Di conseguenza siamo vicini e seguiamo con interesse quello che sta succedendo in questi giorni a Giugliano e a Pianura in provincia di Napoli. Le comunità locali sono costrette a subire da 15 anni un'emergenza generata dalla salvaguardia degli interessi dei soliti noti e della camorra. Alti livelli di malattie e tumori, agricoltura compromessa per la complicità o il non intervento delle istituzioni politiche. Di seguito da globalproject un articolo che approfondisce gli elementi di questa vicenda.

Anche la commissione europea decide di fare un nuovo richiamo ufficiale all’Italia per il dramma dei rifiuti in Campania. Sei mesi dopo il primo richiamo ufficiale (all’epoca il commissario straordinario era Guido Bertolaso) la Ue torna a chiedere all’Italia la rapida risoluzione dell’emergenza rifiuti.
Al momento le uniche soluzioni sono , cosi’ come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore (parlare di emergenza dopo 15 anni e nessun piano strutturale e’ ridicolo) sulla questione rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici, parcelle a sei zeri e note spesa infinite e che, dal primo gennaio, è guidato dal neo-prefetto Cimmino.
La chiusura definitiva, il 31 dicembre scorso alle ore 18, del deposito di ecoballe di Taverna del Re a Giugliano dopo tre mesi di lotte, cariche indiscriminate contro il Presidio Permenente, una decina di feriti complessivamente ed una media di oltre 50 camion al giorno in quello che, a tutti gli effetti, e’ divenuto il cimitero dell’agricoltura campana, porta ad uno scenario dove non ci sono piu’ luoghi da avvelenare con altra monnezza indifferenziata. Ed allora la "genialita’" del commissariato straordinario individua nella discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli il sito ideale per stoccare i rifiuti che provengono dai Cdr. La discarica di Pianura ha accolto per 30 anni i rifiuti della citta’ di Napoli ed e’ stata chiusa alcuni anni fa dopo un periodo di riapertura di alcuni mesi. Da tre giorni e’ stato installato il presidio permanente da parte dei cittadini della zona, che hanno gia’ visto distrutta la collina dei Pisani da decenni di sversamento della spazzatura. I Tg nazionali e la stampa main stream ci raccontano dei roghi in fiamme la notte di San Silvestro, dove anche un bambino avrebbe potuto immaginare che lasciare centinaia di tonnellate di rifiuti in strada a Capodanno nella citta’famosa per la bravura dei suoi maestri fuochisti, non sarebbe stata cosa salutare...
Dimenticando pero’ di ricordare che i roghi, quelli che avvengono tutti i giorni sotto i ponti delle strade di periferia, ai bordi delle statali e della A1, quelli di rifiuti speciali, hanno mandante ed esecutore : la camorra e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali da tutta Italia. Si sprecano in questi giorni gli appelli per inviare l’esercito in Campania per massacrare le popolazioni che difendono la loro terra da una logica di sversamento che procede a tentoni senza nessuna strategia, ed omettono di dire che governi ed enti locali di centro destra e centro sinistra da 15 anni non sono stati capaci di elaborare un piano rifiuti completo che parta dal naturale inizio della filiera del rifiuto, ovvero la raccolta differenziata "porta a porta", per cui dal 1996 2.600 lavoratori sono stati assunti nei consorzi di bacino e vengono pagati senza lavorare, perche’ le istituzioni non applicano la raccolta differenziata con la costruzione delle infrastrutture necessarie.
Chiedono l’esercito per passare sopra le teste di chi caparbiamente si oppone alla difesa degli interessi dei poteri forti, della Fibe di Romiti, della Fisiaitalimpianti, delle ditte di trasporto e movimento terra legate alla camorra, agli interessi dei politici di destra e di sinistra che fanno affari con i rifiuti come dimostrato dalla magistratura napoletana. Le alternative alle discariche ed agli inceneritori ci sono , ed a chiare lettere i comitati di lotta in difesa della salute e dell’ambiente l’hanno detto all’ex commissario Pansa nel mese di ottobre, proponendo un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, attraverso la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. La risposta e’ stata quella della difesa degli interessi dei poteri forti.
Per questi farabutti solo fumo nero....


Global Project Napoli
 

L'Ultimo dell'anno al presidio ha visto una grossa partecipazione. La cena è andata molto bene. Il tendone era da tutto esaurito, alcune persone hanno dovuto mangiare nell'altro tendone (quello storico) adibito a discoteca. Ottime le tartine e gli spritz come antipasti, poi penne con radicchio e noci di primo. La cena è proseguita con un bell'arrosto "di Hullweck" in abbinata alla porchetta. Di contorno le immancabili lenticchie e purè. Infine dolci a volontà. Il tutto bagnato da vino rosso o bianco a scelta. Finito di mangiare, i nostri dj hanno fatto ballare tutti fin da subito in attesa della mezzanotte. Musica latinoamericana, anni '80 ha fatto ballare grandi e piccini. A mezzanotte pioggia di spumante per tutti e poi perfino lo spettacolo pirotecnico gentilmente offerto dal presidio. Finiti i fuochi d'artificio, di nuovo tutti dentro a ballare, ma prima spazio alla lotteria, per molti truccata, visto che uscivano solo biglietti rosa o gialli e mai verdi ed azzurri. Alla fine si riprendono le danze fino all'improvviso black-out: era finito il gasolio nel generatore e nessuno si era accorto che stava finendo. I minuti al buio in attesa del rifornimento hanno un po' svuotato la pista, c'è chi ne ha approfittato per andare a casa. Una volta tornata la luce gli irriducibili hanno continuato a ballare fino a notte inoltrata. L'appuntamento per tutti ora è domenica 6 con la Befana al presidio nel pomeriggio.
dopo le fatiche per i lavori del nuovo presidio e per la tre giorni, arriva il tanto sospirato momento di rilassarsi un po' e stare un po' assieme per divertirsi. Per questa ultima parte dell'anno sono state organizzate un po' di iniziative al presidio. Si parte domani giovedì 20 con il concerto degli Spiriti Roots, gruppo reggae vicentino. Poi grande appuntamento per tutti la sera della vigilia di Natale con la super tombola. Il giorno di S.Stefano invece è previsto la "cena degli avanzi". Ognuno è caldamente invitato a portare gli avanzi del cenone o del pranzo di Natale e mangiare tutti assieme. E poi per chiudere in bellezza questo lungo anno di mobilitazione lunedì 31 cenone di fine anno con musica. Per l'ultimo dell'anno è importante prenotarsi...
«Le opere da realizzare non manifestano effetti significativamente negativi»; anche la Giunta Regionale del Veneto, dunque, ammette che la nuova base Usa avrà effetti negativi sul territorio e sulle limitrofe aree protette, anche se per minimizzare li definisce “non significativi”.

Non ci vuole un esperto di idrogeologia, del resto, per capire che la cementificazione del Dal Molin devasterà la falda acquifera sottostante – la più grande del nord Italia – e metterà a rischio l’equilibrio del vicino fiume Bacchiglione e del bosco di Dueville (area protetta). Sanno tutti che un terreno permeabile farà filtrare nella falda sottostante inquinanti e sostanze nocive che la nuova base produrrà a dismisura.

Fino al 1992 presso Site Pluto erano custodite testate nucleari; nessuno lo sapeva, e gli statunitensi lo hanno ammesso solo quest’anno. Chi può escludere che al Dal Molin possa avvenire altrettanto, con lo stoccaggio di armamenti e materiali pericolosi e inquinanti all’insaputa della cittadinanza?

La nuova base Usa comprometterà la falda acquifera e creerà problemi di approvvigionamento idrico alle province di Vicenza e Padova; l’acqua verrà inquinata e diverrà una risorsa sempre più scarsa. La Giunta regionale, con la sua grottesca valutazione d’incidenza dell’opera militare, non può nascondere ciò che è evidente a chiunque: la nuova base Usa sarà devastante per il territorio vicentino ed avrà ricadute negative che l’intero Veneto pagherà.

Presidio Permanente, Vicenza, 18 dicembre 2007
ci scusiamo con tutti i lettori di questo blog, se non è stato aggiornato la settimana scorsa e soprattutto durante la 3 giorni europea, ma veramente non c'è mai stato un attimo di respiro. I preparativi della tre giorni c'hanno fatto lavorare continuamente al presidio per rinnovarlo. Chi infatti è passato si sarà sicuramente accorto che il presidio che vedete nella foto in alto al blog non c'è più, ma si è nettamente ingrandito. Al vecchio tendone abbiamo sostituito i teli e gli abbiamo aggiunto due moduli in più, quindi ora è molto più grande, compresa la pavimentazione nuova. In più c'è il secondo tendone. Durante la tre giorni il vecchio tendone è stato usato per i dibattiti, mentre il secondo come luogo ristoro e banchetti. Quindi prima di tutto bisogna ringraziare tutte le persone che per due settimane hanno continuato a lavorare mattina, pomeriggio e sera ogni giorno per trasformare il presidio. Ricordo poi che abbiamo pure la caldaia con i tubi che sparano caldo dentro i tendoni, che tradotto vuol dire tendoni riscaldati. Venerdì sera il nuovo presidio si è riempito per il primo dibattito sulla presenza delle basi militari in Europa con delegazioni da tutta Europa. Sabato è stato il giorno del corteo. C'è stata una grandissima risposta, nonostante il silenzio mediatico caduto su Vicenza in questi giorni. Oltre 50000 persone hanno sfilato per Vicenza. Il dato rilevante è che alta è stata la componente vicentina. Lo spezzone d'apertura dietro lo striscione con le parole d'ordine "No Dal Molin" e basta ha fatto sì che moltissime persone si sciogliessero nello spezzone d'apertura e quindi c'era un'enorme testa di oltre 30000 persone. Non avevamo un corteo fatto di spezzoni identitari e rimarcati, ma 30000 persone sotto il logo No Dal Molin. Questo è il primo dato importante e fondamentale della giornata. Quindi una città che risponde ancora, che dimostra che è contraria alla base, insomma una città che condivide il nostro percorso e le nostre scelte nella lotta contro il Dal Molin. Il resto della manifestazione era caraterizzato invece dai vari spezzoni identitari delle numerose realtà italiane presenti. Un corteo che ha espresso una forte radicalità nei contenuti, attaccando sia Prodi, ma anche la nuova first lady di Bush, ossia Napolitano. Un corteo che non aveva nessunissimo bisogno di "svolte radicali", non a caso nessuno ha seguito quei pochi che pensavano che il corteo passasse per la Gendarmeria Europea. Un corteo senza leader politici a fare da prime donne, ma dove i protagonisti erano la gente comune. Un corteo che mediaticamente a livello nazionale è stato oscurato ed a livello locale invece ha subito una campagna mediatica per qualche scritta col pennarello sul teatro, peraltro cancellate da noi il giorno seguente. Una giornata importante che ha dimostrato che la vicenda dal molin non è chiusa e che si è conclusa con un happening al presidio col il concerto dell'Osteria Popolare Berica. Il giorno dopo, la domenica, il presidio è stato ulteriormente attraversato durante i vari workshop di discussione organizzati. Un cenno va fatto anche a chi ha liberato durante quei giorni una ex-caserma militare in centro città per farne un ostello.  In questo modo è stato possibile ospitare oltre 200 persone provenienti da tutta Europa e si è dimostrato come uno spazio militare convertito ad uso civile sia molto più utile.
Eravamo tanti ieri a Roma alla convention della Cosa rossa. 4 pullman partono nella notte alla volta di Roma dal casello di Vicenza Est. Verso le 9.30 siamo tutti davanti all'entrata della fiera con le bandiere No Dal Molin e le pentole. Ci disponiamo ai due lati della scalinata per essere ben visibili ed "accogliere" con volantini della manifestazione del 15 tutte le persone che arrivano alla fiera. In queste due ore vanno via parecchi volantini e le persone sono "costrette" a passare sotto la bandiera No Da Molin. Sul corridoio che dalla scalinata porta al padiglione della convention alcune persone formano uno striscione umano con scritto "moratoria subito!". Questo è il senso della nostra visita a Roma, che non aveva il senso di essere una passerella a chiedere l'elemosina, ma andare giù determinati a spiegare alla componente "istituzionale" che dovrebbe esserci più amica che è finito il tempo delle parole e delle promesse. Ora vogliamo i fatti e chiarezza. Questi famosi parlamentari ci devono dire chiaramente se sono veramente contro il Dal Molin e sono disposti a mettere pure in crisi il governo oppure se si riempono la bocca di pace, democrazia e partecipazione e poi obbediscono ai diktat governativi. Noi abbiamo detto che bloccavamo i lavori e l'abbiamo fatto attraverso i blocchi, passando le notti al freddo e mettendoci in gioco in prima persona, è quindi è ora che i parlamentari mantengano quello che hanno promesso: presentare la moratoria subito senza tante raccolte firme e cose simili. Questo è lo spirito con cui siamo entrati in massa dentro al padiglione della fiera. Un grande serpentone rumuroso e ricco di bandiere. Al grido "vergogna", "no dal Molin" "moratoria subito" abbiamo puntato dritti al palco e là siamo arrivati. In poche parole abbiamo interrotto il rigido e monotono programma della convention e ci siamo presi il diritto di intervenire non in maniera compatibile e soft, ma, a costo di essere impopolari, di porre con chiarezza ed onestà delle questioni ed avvisare questi parlamentari che non basta portare una spilletta con i colori della pace per essere contro la guerra, che ci vogliono fatti concreti, altrimenti anche loro che sono al governo diventano complici della costruzione della base militare americana. Ci siamo stancati dello spauracchio o del fantasma di Berlusconi, perchè con questo stratagemma fanno passare di tutto, vedi l'aumento delle spese militari. E' stato emozionante vedere tutti noi sul palco e una volta tanto invece dei funzionari e dei professionisti della politica c'era la gente che lotta veramente nel quotidiano. Peccato che un po' di noi sono dovuti scendere altrimenti "crollava il palco". I burocrati di partito avevano le facce un po' imbarazzate, ma dalla platea arrivavano molti applausi. Finito l'intervento di Cinzia, siamo usciti dal padiglione in corteo e dopo un po' siamo ripartiti coi pullman. Vergognosa poi è stata la copertura mediatica del Corriere della Sera e di Repubblica che non hanno pubblicato nemmeno una parola sulla nostra iniziativa. 300 persone che irrompono durante una convention costituente di una nuova forza politica al governo con spirito critico, ma allo stesso tempo di apertura verso la base militante, non si vedono tutti i giorni. Questo silenzio è un segnale evidente che l'argomento Dal Molin deve essere nascosto, non deve emergere, che solo nominarlo crea problemi di gestione all'interno del governo. Segnale evidente che questa vicenda crea una grossa contraddizione e tensione dentro il Governo. Vedremo se a Gennaio la questione Dal Molin rientrerà nella verifica di governo, come annunciato da Rifondazione. Mentre questi stanno chiusi nelle stanze dei palazzi lontani dalla realtà sociale, noi intanto stiamo organizzando la tre giorni europea in vista della manifestazione di sabato. Stiamo ultimando i lavori del nuovo presidio, se volete dare una mano, qualcosa da fare c'è sempre...

“I sottoscritti chiedono che: si attui una Moratoria in merito all’inizio dei lavori per la costruzione di una nuova base militare americana nel sito "Dal Molin" di Vicenza, alla luce dalla discussione di merito della sopraindicata conferenza e in attesa dell’attivazione delle procedure relative alla V.I.A., come richiesto dal Ministro dell’Ambiente.”
28 giugno 2007
seguono 170 firme di Parlamentari di Sd, Verdi, PdCI, PRC

Da oltre un anno e mezzo migliaia di donne e uomini di Vicenza dedicano la propria quotidianità a contrastare la realizzazione di una nuova base Usa a Vicenza; fanno riunioni, assemblee, manifestazioni, azioni; rischiano, in alcuni casi, denunce, o, come è accaduto durante i blocchi, di farsi male.
Sono stati mesi entusiasmanti, ma anche carichi di delusioni. Le bugie del Governo, innanzitutto, che dopo aver più volte ribadito di voler ascoltare la comunità locale ha voltato le spalle a Vicenza e si è sottomesso alle richieste statunitensi. L’arroganza di Ministri e sottosegretari, il silenzio della stampa nazionale, la fuga delle grandi organizzazioni. E, da ultimo, il comportamento di quei Parlamentari che, dopo il si del Governo, avevano dichiarato di non volersi arrendere e di restare al fianco della comunità vicentina: ci avevano promesso di voler costringere il governo ad attuare la moratoria sui lavori di costruzione della nuova base, in attesa dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù militari.
Adesso il tempo delle promesse è finito. O i parlamentari dei partiti della sinistra radicale e i loro membri del governo pongono la discriminante a Prodi sul No al dal Molin e sulla moratoria, e lo fanno entro la grande manifestazione del 15 dicembre, oppure significa chiaramente che, per stare aggrappati al potere, sono disposti a cedere anche su questo.
L’8 e il 9 dicembre a Roma si terranno gli stati generali della “Cosa Rossa”, ovvero dell’aggregazione dei partiti della sinistra di Governo; quei partiti che, in questi mesi, hanno continuato a dirsi contrari al Dal Molin. Noi saremo a Roma, il 9 dicembre, per pretendere che le promesse vengano mantenute. Che il loro impegno contro la guerra e per la pace diventi azione concreta .
In questi mesi, una moltitudine di donne e uomini - tra cui gli stessi militanti dei partiti di governo - ha più volte riempito le piazze d’Italia chiedendo rispetto degli impegni presi e determinazione nel difendere i propri diritti.
Alex Zanotelli scrive che “dobbiamo reagire, protestare ,urlare!”; Vicenza non ha alcuna intenzione di farsi prendere in giro ancora una volta.
Noi saremo a Roma il 9 dicembre con le nostre bandiere e la nostra determinazione. Non vogliamo rappresentare nient’altro che noi stessi, guardiamo alle cose concrete e non alle diatribe ideologiche. Ma siamo convinti che se tutti iniziamo a riprendere in mano il nostro destino, questo mondo andrà meglio. Vogliamo impedire la militarizzazione della nostra città per mettere un granello di sabbia nei meccanismi della guerra; e pretendiamo altrettanto che chi ha detto di voler stare al nostro fianco.

La moratoria deve essere attuata subito!

Se non vi sarà una presa di posizione chiara in questo senso, invitiamo ministri e sottosegretari della “sinistra radicale”, a non partecipare alla manifestazione a Vicenza.

Se non ora, quando? Vola solo chi osa farlo. (Luis Sepúlveda)

Presidio Permanente, Vicenza, 30 novembre 2007

in presidio potete prenotarvi per i pullman che saranno a un prezzo accettabile. la partenza sarà nella notte di sabato. 

Arriva il primo no “istituzionale” all’allargamento della presenza militare statunitense nel territorio vicentino. Il Consiglio comunale di Quinto Vicentino, infatti, ha respinto la richiesta di realizzazione del un villaggio residenziale per le famiglie dei soldati statunitensi nel proprio territorio. A differenza della Giunta del capoluogo, l’amministrazione di Quinto Vicentino ha deciso di dar la precedenza alla tutela del territorio e all’ascolto della comunità locale. Un primo bastone tra le ruote dei progetti statunitensi è stato messo: e tanti altri ce ne saranno nel percorso che, secondo le intenzioni dei militari, dovrebbe portare alla militarizzazione del territorio vicentino. Un percorso che tanti cittadini continueranno ad ostacolare, per impedire che Vicenza diventi un avamposto di guerra. Nel frattempo, continuano le iniziative di boicottaggio delle ditte coinvolte nella bonifica del Dal Molin: quest’oggi gli attivisti napoletani hanno messo in atto uno Spamming Day contro le ditte Strago di Pozzuoli e ABC di Firenze col chiaro intento di bloccarne le attività informatiche. E non è finita qui… Presidio Permanente, Vicenza, 29 novembre 2007

L'avevamo promesso e alla fine il presidio raddoppia o se preferite si allarga e pure ad ovest. Mentre alla Ederle gli americani durante una conferenza stampa stavano confermando che accettavano l'opzione "ovest", noi eravamo già al lavoro per l'unico allargamento che possiamo accettare. Verso le 11 della mattina una squadra di egizi era già all'opera per scaricare il tir con i pezzi del nuovo tendone e soprattutto i circa 600 metri quadrati di pavimentazione in legno ovviamente tutto a mano altrimenti che egizi sarebbero!! Il tendone nel pomeriggio era stato montato con tanto di teli. Ora iniziano i lavori di sistemazione della pavimentazione e poi di allestimento e preparazione sia nell'immediato per la tre giorni europea e soprattutto per passare in maniera confortevole l'inverno. Non pensate che non ci sia bisogno di una mano, perchè da oggi inizia la fase dei lavori più lunga, quindi se siete disponibili tutti a dare una mano!!! Inoltre ricordiamo che continua la raccolta di sottoscrizioni libere per rendere possibile questo allargamento. Abbiamo deciso di premiare la fedeltà e la volontà con l'istituzione della "quota". Se versi minimo 50 euro ottieni una "quota" che ti darà diritto al 15% di sconto sul merchandising No Dal Molin.

La quota di versa sul C/C n.000000120140 presso la Banca Popolare Etica ABI 05018 CAB 11800 CIN B indicando nella causale "ANCH'IO VOGLIO IL PRESIDIO NUOVO" 

Una trentina di donne del Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa di Vicenza stanno presidiando i cancelli della ditta ABC a Firenze impedendo agli impiegati l’ingresso negli uffici.
L’ABC è una delle due aziende coinvolte nella bonifica bellica dell’aeroporto Dal Molin, funzionale alla costruzione della nuova installazione militare statunitense.
Una decina di giorni fa centinaia di cittadini vicentini avevano bloccato gli ingressi dell’aeroporto Dal Molin per impedire agli addetti alla bonifica di accedere, causando la sospensione dei lavori per tre giorni. Oggi le donne del Presidio attuano un nuovo blocco, questa volta alla sede legale dell’ABC, per impedire ai dipendenti di entrare e lavorare.
Le donne sono partite nella notte da Vicenza per raggiungere Firenze in prima mattinata; una volta giunte di fronte ai cancelli dell’ABC, hanno appeso striscioni contro la bonifica e chiuso il cancello d’ingresso della ditta con delle catene. Il presidio della sede dell’azienda fiorentina che sta attuando la bonifica all’interno del Dal Molin proseguirà per l’intera giornata per impedire agli impiegati l’ingresso all’interno degli uffici, i quali non hanno potuto entrare nella propria sede di lavoro.

C'è stato un incontro con il vicedirettore dell'Abc, il quale ha ribadito i soliti concetti del lavoro, che dà da mangiare a delle famiglie,etc... 

sul sito internet di rainews24 è possibile vedere una videoinchiesta sulla base di Sigonella in Sicilia. I giornalisti di rainews hanno scoperto che all'interno di questa base verrà installato un sistema radar integrato della marina americana, il MUOS. Per saperne di più e vedere il video cliccate a questo link:

http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/22112007_sigonella/default.asp 

Dopo il Sì di prodi nel gennaio scorso si è formato un fronte di 170 parlamentari contro il Dal Molin pronti ad annunciare battaglia affinchè la base non venisse fatta. C'è chi è anche venuto al presidio annunciando di mettersi davanti alle ruspe. C'è chi è andato negli Stati Uniti per avere ulteriori informazioni e soprattutto c'è chi ha promesso di portare in Parlamento la richiesta di moratoria sui lavori in attesa che venisse organizzata la conferenza nazionale sulle servitù militari. Mercoledì una delegazione del presidio oltre ad altre anime del movimento vicentino contro il Dal Molin ha incontrato  un gruppo di parlamentari per discutere concretamente sulla moratoria. Peccato che nessuno di questi abbia intenzione di presentarla in parlamento, ossia l'unica cosa che dovrebbero fare da parlamentari. Cosa ci stanno a fare là se non portano avanti la nostra battaglia nella loro sede di competenza? Essere i primi firmatari di una raccolta firme nazionale sulla moratoria che dobbiamo organizzare noi è semplicemente una presa in giro. E' troppo facile scaricare sui cittadini la paura e la totale assenza di coraggio di presentare in parlamento una richiesta di moratoria. Noi il nostro impegno per bloccare la base lo mettiamo quotidianamente, è ora che anche i parlamentari che si dicono contrari si diano fare, altrimenti le loro sono solo parole parole parole....
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