28 Marzo, 2008 19:52
Coop rosse... di vergogna!
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28 Marzo, 2008 11:06
Una Spy Story di basso livello...
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Se il mandato di perqusizione domiciliare utilizzato ieri ai danni
di tre "tosi" del presidio fosse la trama di una spy story, ci
troveremo di fronte a un filmaccio di pessima qualità. Più che altro si
potrebbe parlare di un film comico, peccato invece che sia tutto vero.
L'assemblea straordinaria di ieri sera ha dimostrato che questa
montatura costruita ad arte non ci sta minimamente spaventando, anzi ci
ha reso ancora più determinati. Le facce altamente indignate viste ieri
sera, gli interventi di solidarietà, ma soprattutto il caldo e lungo
applauso con cui sono stati accolti i tre perquisiti valgono più di
tante parole. Questi provvedimenti hanno dato più forza e hanno
compattato ancora di più il presidio.
Quello che è successo ieri è un film già visto parecchie volte, però è
giusto raccontarlo per bene, in modo tale che chi oggi legge i giornali
o vede le tv locali non creda alle fantasie di una magistratura berica,
che si è messa a fare politica. Ricordiamo infatti che il Pm è PECORI,
il padre del candidato sindaco dell'Udc, Massimo Pecori, e che queste
perquisizioni arrivano casualmente in piena campagna elettorale, dopo
che lo stesso Pecori aveva inviato due giorni dopo la presentazione
della lista Vicenza Libera 30 denunce per l'occupazione della
Prefettura. Veniamo però ora ai fatti...
A luglio dell'anno scorso, forse la notte tra il 4 e il 5 luglio, è avvenuto una sottospecie di attentato all'oleodotto militare nella zona di Polegge. Un "attentato" così pericoloso che nessuno se ne è accorto. Infatti una ventina di giorni dopo arriva alla stampa locale un dvd con un filmato di rivendicazione di questa azione da parte del sedicente "team antimperialista". Quindi non si sa con precisione quando sia avvenuto questo attentato, sempre che di attentato si possa parlare, visto che il video mostra una specie di pentola da cui fuoriesce una fiammata. Già questo fa pensare a una cosa buttata là per screditare e mettere dubbi sul nostro movimento. Sembra abbastanza arduo pensare che chi vuole fare un attentato rimane sul posto a filmare la scena, uno perchè potrebbe rischiare di rimanere ferito e secondo, perchè di solito si fugge via per non farsi beccare. Pare chiaro che ci troviamo di fronte a una buffonata. Nonostante ciò partono le indagini...
Il 10 marzo da una falla dell'oleodotto militare a Cavazzale si riversano litri su litri di cherosene nel Bacchiglione. Viene considerato il più grande disastro ambientale mai capitato a Vicenza. Nonostante ciò, questo incidente viene minimizzato dalle autorità e stampa locali e la notizia scompare presto dai giornali. Nessuno prende posizioni, la dinamica e le responsabilità non vengono chiarite. Gli americani non si degnano neanche di chiedere scusa alla città. Gli unici che in città portano avanti una campagna di denuncia, di informazione siamo noi del presidio. Organizziamo gazebi in città, diamo via migliaia di volantini sulla questione, mostriamo foto, facciamo annusare l'acqua al cherosene, decidiamo di fare anche un esposto alla magistratura.
Il 15 marzo viene presentata pubblicamente la lista Vicenza Libera No Dal Molin, che correrà alle elezioni comunali.
Due giorni dopo, puntuali come un orologio svizzero, arrivano 30 denunce a carico di uomini e donne del presidio per l'occupazione della Prefettura del 16 gennaio scorso. Non si capisce come mai in Prefettura sono entrate 24 persone, però ne vengono denunciate 30. Anche qui i capi d'imputazione sfiorano il ridicolo: danneggiamento aggravato, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico ufficio. A firmare queste denunce ovviamente Pecori, padre di Massimo, candidato sindaco dell'Udc. A rendere il tutto ancora più grave è che negli atti pubblici c'è un'appunto a penna probabilmente scritto dal procuratore capo Salvarani dove c'è scritto "FORSE E' NECESSARIO DARE UN SEGNALE, PERCHE' I LIMITI SONO STATI SUPERATI". Ma un magistrato non dovrebbe limitarsi ad accertare le responsabilità dei reati?
Ieri infine le perquisizioni. Gli indizi sono assurdi. Una è sospettata perchè ha visitato il sito del centro studi per la Pace di Trieste. Questo è un indizio, perchè Andrea Licata, ha ricevuto il dvd di rivendicazione. Come si fa a definire questo un indizio credibile? Allora tutti quelli che hanno consultato il sito internet del Giornale di Vicenza (altro destinatario del dvd) nel luglio scorso e magari è pure contro la base allora è sospettato. Siccome la sospettata è "fidanzata" con un videomaker, allora lui è stato l'autore del video. Peccato che, come si legge anche dalla stampa locale di oggi, i due si siano conosciuti a settembre, cioè due mesi dopo il presunto attentato. Il terzo sospettato è indiziato, perchè ha fatto una telefonata la notte del presunto attentato, rilevata dalla centralina della Strada Pasubio, cioè ad oltre 3-4 km da dove è avvenuto il pseudo attentato. Questo vuol dire che chiunque quella notte abbia fatto una telefonata nel raggio di 3-4 km dalla Strada Pasubio può essere sospettato, quindi per capirci anche se uno era in Piazza dei Signori. Ovviamente il fatto che quest'ultimo fosse amico dei due e tutti e tre sono attivi all'interno della lotta del presidio sono prove schiaccianti.
Il nostro è un movimento che si è sempre caratterizzato per aver fatto tutto alla luce del sole, mettendo in gioco le nostre facce ed assumendoci sempre le responsabilità per le azioni che abbiamo commesso. Per questo è un'offesa e una vergognosa provocazione. Noi andiamo avanti e già oggi alle 17 ci troveremo tutti davanti alla Prefettura per consegnare le oltre 6000 firme raccolte in un giorno in solidarietà alla lotta del presidio. Un consiglio a Pecori: lascia perdere le spy story e i thriller politici, non hai proprio la stoffa...
27 Marzo, 2008 08:36
Perquisizioni a militanti No Dal Molin
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Nei giorni in cui il Presidio denuncia con forza il disastro provocato dall’incidente all’oleodotto militare La Spezia – Aviano dello scorso 10 marzo, qualcuno ha pensato bene di rispolverare l’attentato avvenuto dieci mesi fa alla stessa struttura e di puntare il dito contro che si batte per difendere Vicenza. Abbiamo il sospetto che non sia una coincidenza.
A breve sarà convocata una conferenza stampa.
Presidio Permanente, Vicenza, 27 marzo 2008
21 Marzo, 2008 18:53
Basta con i comizi, noi facciamo assemblee
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Martedì 25 marzo, ore 21.00, P.za dei Signori
Vogliamo essere una lista fuori dal comune. Per questo martedì 25 marzo, alle ore 21.00, terremo un’assemblea pubblica sotto le finestre del Municipio, in Piazza dei Signori. Non un comizio, perché non dobbiamo convincere nessuno, ma un’assemblea, perché vogliamo partecipare tutti.
Un megafono, qualche sedia e tante buone idee che ognuno potrà portare. Parleremo dell’incidente all’oleodotto militare, di partecipazione e autogoverno, delle necessità di questa città.
La crisi della rappresentanza si esplicita nel dover scegliere “il meno peggio”; noi vogliamo ribaltare lo schema: non più i cittadini che delegano un candidato, ma i candidati che ascoltano e si confrontano con i cittadini; in un’assemblea alla pari, senza relatori, tavoli o palchi rialzati.
Ci metteremo in cerchio e discuteremo. La Sala Bernarda è troppo stretta per ospitare tutta la partecipazione di questa città: noi vogliamo portare il consiglio in piazza. Vicenza libera di decidere il proprio futuro.
Vicenza libera, 21 marzo 2008
www.vicenzalibera.it
21 Marzo, 2008 18:49
Dopo la presentazione della lista davanti alla stazione di pompaggio dell'oleodotto di Polegge, sono stati aperti alcuni siti internet dove poter leggere il programma e trovare tutte le varie iniziative.
21 Marzo, 2008 18:40
Silenzio di tomba sull'oleodotto
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11 Marzo, 2008 14:21
P.D.= Pestaggi Democratici
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11 Marzo, 2008 13:34
Disastro ambientale a causa dell'oleodotto
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07 Marzo, 2008 10:32
Rompere i meccanismi della rappresentanza; sostituire la delega con la partecipazione diretta; costruire forme di condivisione che evidenzino l’ipocrisia degli spot elettorali. Una lista di donne e uomini per aprire un nuovo percorso politico di partecipazione: sarà questa la presenza all’interno della campagna elettorale di coloro che a Vicenza hanno scelto la mobilitazione contro l’imposizione.
Una lista che non è un fine, bensì un mezzo: non corriamo per conquistare il Palazzo, ma per sperimentare forme altre di autogoverno e autogestione. In queste settimane, per descriverci il percorso che abbiamo fatto, abbiamo usato la metafora della chiocciola: lenti, ma sempre in movimento; riflessivi, ma con un grande bagaglio di esperienze, sensibilità, diversità che ci portiamo sempre sulle spalle.
Abbiamo discusso in modo permanente, trovandoci la sera e riconvocandoci il giorno successivo; abbiamo ascoltato cosa aveva da dirci Vicenza, senza costruire eventi mediatici ma sfruttando i gazebo della raccolta firme: perché ascoltare è diverso dal fare propaganda. Ci siamo chiesti che significato ha la crisi della rappresentanza, come dovrebbe comportarsi un consigliere comunale, quali contenuti dovrebbe avere un programma.
Ne abbiamo concluso che un programma non è un testo, ma un percorso; che la crisi della rappresentanza nasce dai processi di delega; che un consigliere comunale dovrebbe essere al servizio di molti e non in rappresentanza di alcuni. Abbiamo deciso di metterci in gioco ancora una volta, dicendoci che abbiamo ancora tanto da imparare, una lunga strada da fare. Vogliamo provare a costruire collettivamente pratiche di gestione collettive della nostra comunità; la nostra non sarà una lista di persone, ma un intreccio di pensieri.
Abbiamo saputo dar vita al Presidio Permanente, spazio di diversità e confronto, ma soprattutto di partecipazione; abbiamo dimostrato che condividere è possibile: ora portiamo la nostra sfida nel campo di coloro che più ci sono lontani. Vogliamo mettere in discussione il monopolio del potere decisionale fondato sulla delega: perché partecipare non solo è democrazia, ma è anche vita.
Presidio Permanente, Vicenza, 6 marzo 2008




