Dopo l'occupazione della prefettura di mercoledì 16 gennaio i festeggiamenti per un anno di presidio sono continuati nel fine settimana. Intanto venerdì sera una partecipatissima cena organizzata da FornaciMordaci intitolata "Resisteremo un menu in più". Ottimo il menu che prevedeva come antipasto il Pan degli Egizi, come primo la Ribellita e come secondi fariNATO al broccolo fiolaro (per la salvaguardia del glocale), insalata di rinforzo, quattro Sarli in padella e polenta della leghista incattivita. Sabato era poi la giornata nazionale del Patto di Mutuo Soccorso in solidarietà con la Campania. Noi come presidio abbiamo organizzato un'iniziativa all'aeroporto Dal Molin con il ragionamento che il miglior modo per portar solidarietà ai campani è quello di continuare la propria nel territorio. Visto che sono riprese le bonifiche all'interno del Dal Molin, abbiamo pensato bene di andare a bonificare l'area del parco pubblico andando a levare tutto quello che aveva a che fare con il militare. In circa 200 verso le due e mezza siamo arrivati all'entrata di Viale Sant'Antonino, abbiamo accompagnato il furgone lungo la rete fino ad arrivare davanti alle piante che abbiamo piantato il 15 settembre scorso. E' stato appeso uno striscione di nylon sulla rete, sono stati disegnati degli alberi e il portone d'ingresso del "giardino della Pace". Contemporaneamente alcuni operai dell'AltroComune hanno iniziato le operazioni di bonifica tagliando il filo spinato sopra la rete per alcuni metri. Questa ennesima azione pacifica si è svolta con uno schieramento di forze dell'ordine esagerato. All'interno del Dal Molin all'altezza della pista erano schierati i militari dell'aeronautica assieme agli idranti e reparti delle forze dell'ordine. Queste erano presenti però anche all'esterno dell'area dalla parte dell'entrata civile con tanto di mezzo blindato dei carabinieri e sia dalla parte verso il semaforo con Viale del Verme a chiuderci. Finita l'iniziativa siamo tutti tornati indietro al presidio anche  perchè alle 17 si è svolto un incontro organizzato dal gruppo donne con una filosofa. In serata a chiudere i festeggiamenti del  compleanno del presidio il concerto degli Skaartcrew.
Abbiamo festeggiato il compleanno del presidio alla nostra maniera: andando ad occupare la Prefettura, ossia l'ufficio territoriale del Governo. Abbiamo scelto la Prefettura il 16 gennaio non a caso, ma appunto perchè un anno fa Prodi da Bucarest disse Sì al Dal Molin. Un'azione per dire che a un anno di distanza siamo ancora qua e non molliamo, nonostante Costa & Co. dicano che ci sono tutte le autorizzazioni, che il progetto va avanti. L'azione si è svolta con un blitz di una trentina di persone che è entrata tutta assieme dentro l'androne della Prefettura, poi velocemente si è diretta verso le scale, qui ha trovato un tentativo di opposizione da parte di qualche agente di polizia, ma con tranquillità e determinazione tutti sono riusciti ad incatenarsi lungo la rampa delle scale sulla ringhiera. Tutto ciò nonostante un atteggiamento un po' provocatorio delle forze dell'ordine. La situazione si stabilizza una volta che si è tutti seduti. Il passaggio lungo le scale non viene ostruito, vengono esposte delle bandiere No dal Molin. Nel frattempo all'esterno arriva subito una cinquantina di manifestanti che si posizionano davanti al portone della Prefettura ed attacano uno striscione "Prodi stiamo arrivando". Infatti questa è l'inizio di una serie di iniziative che il presidio ha intenzione di compiere in questi mesi con la volontà di contestare i vari responsabili di questa vicenda. Arrivano i rinforzi della polizia, arriva il nuovo questore, la digos, i funzionari di piazza. Si apre un minimo di confronto, ma sembra che non ci siano molti margini: le forze dell'ordine vogliono sgomberare. Vengono tutti identificati e vengono fatti entrare i carabinieri in tenuta antisommossa da un'entrata secondaria, avviene così lo sgombero. La trentina di No Dal Molin viene fatta uscire dal portone principale. A questo punto spontaneamente di sceglie di muoversi in corteo per le vie del centro nonostante la pioggia battente. Si va verso Piazza Matteotti e si blocca Ponte degli Angeli, mandando in tilt la circolazione in un orario di punta. Dopo una mezz'oretta si scioglie il blocco, si va tutti a casa ad asciugarsi, perchè poi alla sera c'è l'appuntamento al presidio per festeggiare un anno di presidio. Sono stati proiettati i video delle iniziative di questo anno, complimenti poi a chi ha fatto il tiramisù (era buonissimo!). Poi la serata si è conclusa con il "bentornato" alle ultime componenti della delegazione delle donne vicentine in Chiapas arrivate oggi. Prodi, stiamo arrivando... noi oggi il messaggio l'abbiamo mandato e crediamo sia pure arrivato a destinazione....
oggi il presidio permanente compie un anno. Sono passati 365 giorni da quando Prodi da Bucarest ha detto Sì al Dal Molin, ma soprattutto 365 giorni di presidio. Ricordo ancora la sera del 15 gennaio quando con un nebbione incredibile e senza illuminazione in un terreno che vedevamo per la prima volta abbiamo montato un tendone. Un'impresa da folli a ripensarci bene, ma ci siamo riusciti. Per non parlare poi della fiaccolata dell'indignazione la sera del 16 quando in 5000 siamo entrati dentro la stazione occupando i binari. Poi tutti in presidio per "l'inaugurazione"!! Era pieno di gente e avevamo i mezzi delle tv nazionali che ci illuminavano a giorno la zona. Le prime notti svegli attorno al fuoco in un campo di "sorgo". I vicini che ci portavano pranzi e cene gustose a suon di polenta, salsicce, pasta. Un sacco di curiosi, uno scaffale stracolmo di panettoni e pandori. Ora certamente abbiamo due tendoni, il riscaldamento, un container da dove trasmette Radio No Dal Molin, in un anno ne abbiamo fatte di tutti colori, ma quei primi giorni difficilmente verranno dimenticati.

SABATO 5 GENNAIO 2008
VICENZA PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA
ore 17.30 Contrà Gazzolle

CAMPANIA, EMERGENZA RIFIUTI
PRESIDIO NO DAL MOLIN SOLIDALE CON LE COMUNITA’ IN LOTTA

Da alcuni giorni i telegiornali ci raccontano dei roghi di rifiuti nel napoletano; dimenticano di dirci il vero dramma che sta dietro l’emergenza rifiuti della Campania: la mano della camorra che, grazie a connivenze politiche e istituzionali, specula sui rifiuti mettendo a rischio la salute dei cittadini e la difesa dell’ambiente.

Per noi vicentini non è semplice comprendere la lotta delle comunità che difendono la propria terra da maxidiscariche e inceneritori; noi, abituati all’opulenza del nordest, facciamo fatica ad immaginarci una città immersa nell’immondizia e darne una spiegazione razionale. In questi mesi di mobilitazione No Dal Molin abbiamo imparato a diffidare dei resoconti giornalistici e farci raccontare le vicende da chi le ha vissute in prima persona.

Dalle realtà campane abbiamo imparato cosa vuol dire vivere in un territorio nel quale i rifiuti diventano un business ai danni degli abitanti. Ora sappiamo interpretare le immagini che ci mostrano le televisioni: sappiamo che quella delle comunità del napoletano e dell’intera Campania non è una battaglia “nimby”, come vorrebbero rappresentarcela i fautori di maxidiscariche ed inceneritori. Sappiamo che in gioco ci sono i beni comuni, il futuro di tante donne e tanti uomini, la gestione collettiva delle risorse del territorio.

Il Presidio Permanente No Dal Molin è al fianco dei cittadini campani: siamo lontani territorialmente, ma vicini nella determinazione ad impedire la devastazione dei nostri luoghi di vita.

Per questo daremo vita, Sabato 5 gennaio, ad un’iniziativa pubblica davanti alla Prefettura di Vicenza; l’appuntamento è per le ore 17.30.

Presidio Permanente, Vicenza, 3 gennaio 2008

in questi mesi abbiamo avuto modo di conoscere ed entrare in contatto con le comunità campane che si stanno mobilitando sulla vicenda dei rifiuti. Siamo scesi in piazza quando il presidio di Serre è stato caricato dalla polizia, eravamo presenti il 13 ottobre ad Acerra alla manifestazione nazionale contro gli inceneritori. Di conseguenza siamo vicini e seguiamo con interesse quello che sta succedendo in questi giorni a Giugliano e a Pianura in provincia di Napoli. Le comunità locali sono costrette a subire da 15 anni un'emergenza generata dalla salvaguardia degli interessi dei soliti noti e della camorra. Alti livelli di malattie e tumori, agricoltura compromessa per la complicità o il non intervento delle istituzioni politiche. Di seguito da globalproject un articolo che approfondisce gli elementi di questa vicenda.

Anche la commissione europea decide di fare un nuovo richiamo ufficiale all’Italia per il dramma dei rifiuti in Campania. Sei mesi dopo il primo richiamo ufficiale (all’epoca il commissario straordinario era Guido Bertolaso) la Ue torna a chiedere all’Italia la rapida risoluzione dell’emergenza rifiuti.
Al momento le uniche soluzioni sono , cosi’ come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore (parlare di emergenza dopo 15 anni e nessun piano strutturale e’ ridicolo) sulla questione rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici, parcelle a sei zeri e note spesa infinite e che, dal primo gennaio, è guidato dal neo-prefetto Cimmino.
La chiusura definitiva, il 31 dicembre scorso alle ore 18, del deposito di ecoballe di Taverna del Re a Giugliano dopo tre mesi di lotte, cariche indiscriminate contro il Presidio Permenente, una decina di feriti complessivamente ed una media di oltre 50 camion al giorno in quello che, a tutti gli effetti, e’ divenuto il cimitero dell’agricoltura campana, porta ad uno scenario dove non ci sono piu’ luoghi da avvelenare con altra monnezza indifferenziata. Ed allora la "genialita’" del commissariato straordinario individua nella discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli il sito ideale per stoccare i rifiuti che provengono dai Cdr. La discarica di Pianura ha accolto per 30 anni i rifiuti della citta’ di Napoli ed e’ stata chiusa alcuni anni fa dopo un periodo di riapertura di alcuni mesi. Da tre giorni e’ stato installato il presidio permanente da parte dei cittadini della zona, che hanno gia’ visto distrutta la collina dei Pisani da decenni di sversamento della spazzatura. I Tg nazionali e la stampa main stream ci raccontano dei roghi in fiamme la notte di San Silvestro, dove anche un bambino avrebbe potuto immaginare che lasciare centinaia di tonnellate di rifiuti in strada a Capodanno nella citta’famosa per la bravura dei suoi maestri fuochisti, non sarebbe stata cosa salutare...
Dimenticando pero’ di ricordare che i roghi, quelli che avvengono tutti i giorni sotto i ponti delle strade di periferia, ai bordi delle statali e della A1, quelli di rifiuti speciali, hanno mandante ed esecutore : la camorra e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali da tutta Italia. Si sprecano in questi giorni gli appelli per inviare l’esercito in Campania per massacrare le popolazioni che difendono la loro terra da una logica di sversamento che procede a tentoni senza nessuna strategia, ed omettono di dire che governi ed enti locali di centro destra e centro sinistra da 15 anni non sono stati capaci di elaborare un piano rifiuti completo che parta dal naturale inizio della filiera del rifiuto, ovvero la raccolta differenziata "porta a porta", per cui dal 1996 2.600 lavoratori sono stati assunti nei consorzi di bacino e vengono pagati senza lavorare, perche’ le istituzioni non applicano la raccolta differenziata con la costruzione delle infrastrutture necessarie.
Chiedono l’esercito per passare sopra le teste di chi caparbiamente si oppone alla difesa degli interessi dei poteri forti, della Fibe di Romiti, della Fisiaitalimpianti, delle ditte di trasporto e movimento terra legate alla camorra, agli interessi dei politici di destra e di sinistra che fanno affari con i rifiuti come dimostrato dalla magistratura napoletana. Le alternative alle discariche ed agli inceneritori ci sono , ed a chiare lettere i comitati di lotta in difesa della salute e dell’ambiente l’hanno detto all’ex commissario Pansa nel mese di ottobre, proponendo un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, attraverso la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. La risposta e’ stata quella della difesa degli interessi dei poteri forti.
Per questi farabutti solo fumo nero....


Global Project Napoli
 

L'Ultimo dell'anno al presidio ha visto una grossa partecipazione. La cena è andata molto bene. Il tendone era da tutto esaurito, alcune persone hanno dovuto mangiare nell'altro tendone (quello storico) adibito a discoteca. Ottime le tartine e gli spritz come antipasti, poi penne con radicchio e noci di primo. La cena è proseguita con un bell'arrosto "di Hullweck" in abbinata alla porchetta. Di contorno le immancabili lenticchie e purè. Infine dolci a volontà. Il tutto bagnato da vino rosso o bianco a scelta. Finito di mangiare, i nostri dj hanno fatto ballare tutti fin da subito in attesa della mezzanotte. Musica latinoamericana, anni '80 ha fatto ballare grandi e piccini. A mezzanotte pioggia di spumante per tutti e poi perfino lo spettacolo pirotecnico gentilmente offerto dal presidio. Finiti i fuochi d'artificio, di nuovo tutti dentro a ballare, ma prima spazio alla lotteria, per molti truccata, visto che uscivano solo biglietti rosa o gialli e mai verdi ed azzurri. Alla fine si riprendono le danze fino all'improvviso black-out: era finito il gasolio nel generatore e nessuno si era accorto che stava finendo. I minuti al buio in attesa del rifornimento hanno un po' svuotato la pista, c'è chi ne ha approfittato per andare a casa. Una volta tornata la luce gli irriducibili hanno continuato a ballare fino a notte inoltrata. L'appuntamento per tutti ora è domenica 6 con la Befana al presidio nel pomeriggio.