19 Dicembre, 2007 23:47
e adesso anche un po' di relax
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dopo le fatiche per i lavori del nuovo presidio e per la tre giorni, arriva il tanto sospirato momento di rilassarsi un po' e stare un po' assieme per divertirsi. Per questa ultima parte dell'anno sono state organizzate un po' di iniziative al presidio. Si parte domani giovedì 20 con il concerto degli Spiriti Roots, gruppo reggae vicentino. Poi grande appuntamento per tutti la sera della vigilia di Natale con la super tombola. Il giorno di S.Stefano invece è previsto la "cena degli avanzi". Ognuno è caldamente invitato a portare gli avanzi del cenone o del pranzo di Natale e mangiare tutti assieme. E poi per chiudere in bellezza questo lungo anno di mobilitazione lunedì 31 cenone di fine anno con musica. Per l'ultimo dell'anno è importante prenotarsi...
19 Dicembre, 2007 23:44
Anche la Regione dà l'ok alla base
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«Le opere da realizzare non manifestano effetti significativamente
negativi»; anche la Giunta Regionale del Veneto, dunque, ammette che la
nuova base Usa avrà effetti negativi sul territorio e sulle limitrofe
aree protette, anche se per minimizzare li definisce “non
significativi”.
Non ci vuole un esperto di idrogeologia, del resto, per capire che la cementificazione del Dal Molin devasterà la falda acquifera sottostante – la più grande del nord Italia – e metterà a rischio l’equilibrio del vicino fiume Bacchiglione e del bosco di Dueville (area protetta). Sanno tutti che un terreno permeabile farà filtrare nella falda sottostante inquinanti e sostanze nocive che la nuova base produrrà a dismisura.
Fino al 1992 presso Site Pluto erano custodite testate nucleari; nessuno lo sapeva, e gli statunitensi lo hanno ammesso solo quest’anno. Chi può escludere che al Dal Molin possa avvenire altrettanto, con lo stoccaggio di armamenti e materiali pericolosi e inquinanti all’insaputa della cittadinanza?
La nuova base Usa comprometterà la falda acquifera e creerà problemi di approvvigionamento idrico alle province di Vicenza e Padova; l’acqua verrà inquinata e diverrà una risorsa sempre più scarsa. La Giunta regionale, con la sua grottesca valutazione d’incidenza dell’opera militare, non può nascondere ciò che è evidente a chiunque: la nuova base Usa sarà devastante per il territorio vicentino ed avrà ricadute negative che l’intero Veneto pagherà.
Presidio Permanente, Vicenza, 18 dicembre 2007
Non ci vuole un esperto di idrogeologia, del resto, per capire che la cementificazione del Dal Molin devasterà la falda acquifera sottostante – la più grande del nord Italia – e metterà a rischio l’equilibrio del vicino fiume Bacchiglione e del bosco di Dueville (area protetta). Sanno tutti che un terreno permeabile farà filtrare nella falda sottostante inquinanti e sostanze nocive che la nuova base produrrà a dismisura.
Fino al 1992 presso Site Pluto erano custodite testate nucleari; nessuno lo sapeva, e gli statunitensi lo hanno ammesso solo quest’anno. Chi può escludere che al Dal Molin possa avvenire altrettanto, con lo stoccaggio di armamenti e materiali pericolosi e inquinanti all’insaputa della cittadinanza?
La nuova base Usa comprometterà la falda acquifera e creerà problemi di approvvigionamento idrico alle province di Vicenza e Padova; l’acqua verrà inquinata e diverrà una risorsa sempre più scarsa. La Giunta regionale, con la sua grottesca valutazione d’incidenza dell’opera militare, non può nascondere ciò che è evidente a chiunque: la nuova base Usa sarà devastante per il territorio vicentino ed avrà ricadute negative che l’intero Veneto pagherà.
Presidio Permanente, Vicenza, 18 dicembre 2007
19 Dicembre, 2007 19:22
ci scusiamo per la pausa...
Posted by nodalmolin under [ Generale ][ (0) Commenta ] | [ (3) Trackback ]
ci scusiamo con tutti i lettori di questo blog, se non è stato aggiornato la settimana scorsa e soprattutto durante la 3 giorni europea, ma veramente non c'è mai stato un attimo di respiro. I preparativi della tre giorni c'hanno fatto lavorare continuamente al presidio per rinnovarlo. Chi infatti è passato si sarà sicuramente accorto che il presidio che vedete nella foto in alto al blog non c'è più, ma si è nettamente ingrandito. Al vecchio tendone abbiamo sostituito i teli e gli abbiamo aggiunto due moduli in più, quindi ora è molto più grande, compresa la pavimentazione nuova. In più c'è il secondo tendone. Durante la tre giorni il vecchio tendone è stato usato per i dibattiti, mentre il secondo come luogo ristoro e banchetti. Quindi prima di tutto bisogna ringraziare tutte le persone che per due settimane hanno continuato a lavorare mattina, pomeriggio e sera ogni giorno per trasformare il presidio. Ricordo poi che abbiamo pure la caldaia con i tubi che sparano caldo dentro i tendoni, che tradotto vuol dire tendoni riscaldati. Venerdì sera il nuovo presidio si è riempito per il primo dibattito sulla presenza delle basi militari in Europa con delegazioni da tutta Europa. Sabato è stato il giorno del corteo. C'è stata una grandissima risposta, nonostante il silenzio mediatico caduto su Vicenza in questi giorni. Oltre 50000 persone hanno sfilato per Vicenza. Il dato rilevante è che alta è stata la componente vicentina. Lo spezzone d'apertura dietro lo striscione con le parole d'ordine "No Dal Molin" e basta ha fatto sì che moltissime persone si sciogliessero nello spezzone d'apertura e quindi c'era un'enorme testa di oltre 30000 persone. Non avevamo un corteo fatto di spezzoni identitari e rimarcati, ma 30000 persone sotto il logo No Dal Molin. Questo è il primo dato importante e fondamentale della giornata. Quindi una città che risponde ancora, che dimostra che è contraria alla base, insomma una città che condivide il nostro percorso e le nostre scelte nella lotta contro il Dal Molin. Il resto della manifestazione era caraterizzato invece dai vari spezzoni identitari delle numerose realtà italiane presenti. Un corteo che ha espresso una forte radicalità nei contenuti, attaccando sia Prodi, ma anche la nuova first lady di Bush, ossia Napolitano. Un corteo che non aveva nessunissimo bisogno di "svolte radicali", non a caso nessuno ha seguito quei pochi che pensavano che il corteo passasse per la Gendarmeria Europea. Un corteo senza leader politici a fare da prime donne, ma dove i protagonisti erano la gente comune. Un corteo che mediaticamente a livello nazionale è stato oscurato ed a livello locale invece ha subito una campagna mediatica per qualche scritta col pennarello sul teatro, peraltro cancellate da noi il giorno seguente. Una giornata importante che ha dimostrato che la vicenda dal molin non è chiusa e che si è conclusa con un happening al presidio col il concerto dell'Osteria Popolare Berica. Il giorno dopo, la domenica, il presidio è stato ulteriormente attraversato durante i vari workshop di discussione organizzati. Un cenno va fatto anche a chi ha liberato durante quei giorni una ex-caserma militare in centro città per farne un ostello. In questo modo è stato possibile ospitare oltre 200 persone provenienti da tutta Europa e si è dimostrato come uno spazio militare convertito ad uso civile sia molto più utile.




