Arriva il primo no “istituzionale” all’allargamento della presenza militare statunitense nel territorio vicentino. Il Consiglio comunale di Quinto Vicentino, infatti, ha respinto la richiesta di realizzazione del un villaggio residenziale per le famiglie dei soldati statunitensi nel proprio territorio. A differenza della Giunta del capoluogo, l’amministrazione di Quinto Vicentino ha deciso di dar la precedenza alla tutela del territorio e all’ascolto della comunità locale. Un primo bastone tra le ruote dei progetti statunitensi è stato messo: e tanti altri ce ne saranno nel percorso che, secondo le intenzioni dei militari, dovrebbe portare alla militarizzazione del territorio vicentino. Un percorso che tanti cittadini continueranno ad ostacolare, per impedire che Vicenza diventi un avamposto di guerra. Nel frattempo, continuano le iniziative di boicottaggio delle ditte coinvolte nella bonifica del Dal Molin: quest’oggi gli attivisti napoletani hanno messo in atto uno Spamming Day contro le ditte Strago di Pozzuoli e ABC di Firenze col chiaro intento di bloccarne le attività informatiche. E non è finita qui… Presidio Permanente, Vicenza, 29 novembre 2007

L'avevamo promesso e alla fine il presidio raddoppia o se preferite si allarga e pure ad ovest. Mentre alla Ederle gli americani durante una conferenza stampa stavano confermando che accettavano l'opzione "ovest", noi eravamo già al lavoro per l'unico allargamento che possiamo accettare. Verso le 11 della mattina una squadra di egizi era già all'opera per scaricare il tir con i pezzi del nuovo tendone e soprattutto i circa 600 metri quadrati di pavimentazione in legno ovviamente tutto a mano altrimenti che egizi sarebbero!! Il tendone nel pomeriggio era stato montato con tanto di teli. Ora iniziano i lavori di sistemazione della pavimentazione e poi di allestimento e preparazione sia nell'immediato per la tre giorni europea e soprattutto per passare in maniera confortevole l'inverno. Non pensate che non ci sia bisogno di una mano, perchè da oggi inizia la fase dei lavori più lunga, quindi se siete disponibili tutti a dare una mano!!! Inoltre ricordiamo che continua la raccolta di sottoscrizioni libere per rendere possibile questo allargamento. Abbiamo deciso di premiare la fedeltà e la volontà con l'istituzione della "quota". Se versi minimo 50 euro ottieni una "quota" che ti darà diritto al 15% di sconto sul merchandising No Dal Molin.

La quota di versa sul C/C n.000000120140 presso la Banca Popolare Etica ABI 05018 CAB 11800 CIN B indicando nella causale "ANCH'IO VOGLIO IL PRESIDIO NUOVO" 

Una trentina di donne del Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa di Vicenza stanno presidiando i cancelli della ditta ABC a Firenze impedendo agli impiegati l’ingresso negli uffici.
L’ABC è una delle due aziende coinvolte nella bonifica bellica dell’aeroporto Dal Molin, funzionale alla costruzione della nuova installazione militare statunitense.
Una decina di giorni fa centinaia di cittadini vicentini avevano bloccato gli ingressi dell’aeroporto Dal Molin per impedire agli addetti alla bonifica di accedere, causando la sospensione dei lavori per tre giorni. Oggi le donne del Presidio attuano un nuovo blocco, questa volta alla sede legale dell’ABC, per impedire ai dipendenti di entrare e lavorare.
Le donne sono partite nella notte da Vicenza per raggiungere Firenze in prima mattinata; una volta giunte di fronte ai cancelli dell’ABC, hanno appeso striscioni contro la bonifica e chiuso il cancello d’ingresso della ditta con delle catene. Il presidio della sede dell’azienda fiorentina che sta attuando la bonifica all’interno del Dal Molin proseguirà per l’intera giornata per impedire agli impiegati l’ingresso all’interno degli uffici, i quali non hanno potuto entrare nella propria sede di lavoro.

C'è stato un incontro con il vicedirettore dell'Abc, il quale ha ribadito i soliti concetti del lavoro, che dà da mangiare a delle famiglie,etc... 

sul sito internet di rainews24 è possibile vedere una videoinchiesta sulla base di Sigonella in Sicilia. I giornalisti di rainews hanno scoperto che all'interno di questa base verrà installato un sistema radar integrato della marina americana, il MUOS. Per saperne di più e vedere il video cliccate a questo link:

http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/22112007_sigonella/default.asp 

Dopo il Sì di prodi nel gennaio scorso si è formato un fronte di 170 parlamentari contro il Dal Molin pronti ad annunciare battaglia affinchè la base non venisse fatta. C'è chi è anche venuto al presidio annunciando di mettersi davanti alle ruspe. C'è chi è andato negli Stati Uniti per avere ulteriori informazioni e soprattutto c'è chi ha promesso di portare in Parlamento la richiesta di moratoria sui lavori in attesa che venisse organizzata la conferenza nazionale sulle servitù militari. Mercoledì una delegazione del presidio oltre ad altre anime del movimento vicentino contro il Dal Molin ha incontrato  un gruppo di parlamentari per discutere concretamente sulla moratoria. Peccato che nessuno di questi abbia intenzione di presentarla in parlamento, ossia l'unica cosa che dovrebbero fare da parlamentari. Cosa ci stanno a fare là se non portano avanti la nostra battaglia nella loro sede di competenza? Essere i primi firmatari di una raccolta firme nazionale sulla moratoria che dobbiamo organizzare noi è semplicemente una presa in giro. E' troppo facile scaricare sui cittadini la paura e la totale assenza di coraggio di presentare in parlamento una richiesta di moratoria. Noi il nostro impegno per bloccare la base lo mettiamo quotidianamente, è ora che anche i parlamentari che si dicono contrari si diano fare, altrimenti le loro sono solo parole parole parole....

BASE USA VICENZA

COMIPAR: QUANTA CONFUSIONE

 

Ad ovest è meglio che a est. Più lontani dalla trafficata Via S. Antonino: occhio non vede, cuore non duole, avranno pensato i componenti del Comipar nel chiuso delle loro stanze.

 

Una vera e propria rivoluzione, firmata Paolo Costa. Cinquanta metri fan la differenza: distruzione della falda acquifera? Cementificazione del territorio? Stoccaggio di armamenti? Militarizzazione della città? La «decisione democratica», come la definisce il commissario, di realizzare la base Usa non prevede questi problemi. Tra dieci anni li chiameranno «effetti collaterali», come i morti che causano le loro bombe.

 

La decisione odierna del Comipar è del tutto priva di significato nella babele di posizioni che, in queste settimane, sta attraversando i promotori della militarizzazione della città berica; il commissario Costa parla di “decisione democratica”: dovrà accettare che, in democrazia, possa esserci la maggioranza della comunità locale che continua ad opporsi alla realizzazione dei progetti statunitensi. E questa, attualmente, è anche l’unica certezza dell’intera vicenda: la nuova base Usa non si realizzerà perché tanti cittadini sono determinati ad impedirlo.

 

 

Presidio Permanente, Vicenza, 19 novembre 2007
Oggi 19 novembre per tutto il giorno blocco dei centralini delle ditte che stanno effettuando la bonifica bellica al Dal Molin!
 
Telefonate, mail, fax: rallentiamo l'operatività delle due aziende intasando i loro centralini con messaggi di contrarietà alla realizzazione della nuova base Usa e al proseguimento delle bonifiche.
 
Di seguito i dati delle due aziende:
ABC sas Firenze
Tel: 05572347232 Fax 055/244913
g.mela@abc.florence.it
 
STRAGO Srl Pozzuoli
Tel: 081/5240611 Fax: 081/5264583
strago@strago.it

Sabato 17 novembre cade l'anniversario del bombardamento degli americani dell'aeroporto Dal Molin. Nel 1944 la zona, che adesso viene bonificata dagli stessi che bombardarono, fu oggetto di una pioggia di bombe ben 304 tonnellate sganciate dagli aerei americani, causando 317 vittime civili. Il comitato no dal molin di Polegge in collaborazione con il comitato acqua per la pace di Dueville e il forum per la pace di Monticello Conte Otto ha organizzato per domenica 18 novembre una giornata in ricordo delle vittime civili dei bombardamenti americani.  Ecco il programma:

ore 15.00 presso il teatro Zuccato di Polegge Testimonianze:

- Vicenza 18 novembre 1944, il racconto di chi l'ha vissuto

- Cermis 3 febbraio 1998, si poteva evitare. Ecco cos'è successo, con Werner Pichler, Comitato 3 febbraio per la giustizia.

- 2007, storie e drammi quotidiani dalle guerre nel mondo con Emergency.

- Riflessioni, considerazioni ed idee per costruire la Pace con Don Maurizio Mazzetto, Pax Christi. 

ore 17.00 Videoproiezioni all'aperto

ore 17.30 Fiaccolata silenziosa da Polegge al Presidio attraverso l'allestimento delle croci della Fattoria Artistica Antersass

ore 18.30 al Presidio permanente memorie musicali: archi (senza frecce) suonano per la pace. 

 

Come approfondimento storico proponiamo l'articolo apparso sul Giornale Dal Molin di novembre sui bombardamenti del 1944 (Continua)

domani sera al presidio permanente a partire dalle ore 21 proiezione di Blunotte G8 Genova 2001, la puntata andata in onda su rai3 del programma di Carlo Lucarelli, che ricostruisce le giornate del G8 di Genova nel 2001.
La riuscita dei blocchi ha portato gran entusiasmo e venerdì alla festa di chiusura dei 3 giorni di blocchi al presidio c'era proprio una bella atmosfera. Sembrava di tornare alle primissime settimane del presidio con il tendone pieno non solo per le assemblee, tutti attorno al fuoco. Sicuramente l'effetto sospensione della bonifica ha inciso molto. Su questo blog è stato raccontata la notte di martedì e la giornata di mercoledì, ma la nostra iniziativa è durata fino a venerdì. La notte di mercoledì è stata caratterizzata dall'arrivo a Sant'Antonino del proiettore. Puntate dei Griffin e il film Brasil hanno tenuto sveglio chi era di notte. Alle prime ore della mattina di giovedì sono arrivate le brioches e bevande calde e poi mattinata tranquilla senza minaccia di sgombero: per il secondo giorno di fila la bonifica è stata bloccata. Il resto della giornata ha visto un viavai continuo di gente. Da segnalare il pranzo da signori al blocco di Viale Ferrarin: pappardelle al tartufo, pollo e un po' di recioto. A Sant'Antonino nel pomeriggio si è risposto con una bella marronata e novello. La notte di giovedì leggermente meno fredda della precedente è passata con film a Sant'Antonino, carte e dadi in Viale Ferrarin. Anche dalla parte militare si è tentato di guardare un film, ma l'assenza di un cavo ha vanificato tutto. Verso le 5 e mezza del mattino c'è pure tempo per una decina di minuti di pioggia. Avevamo lanciato l'appello di essere in tanti venerdì mattina e tanti eravamo. Una buona presenza da ambo i blocchi con l'arrivo di un po' di studenti in sciopero dalla parte di Viale Ferrarin. A ora di pranzo durante la conferenza stampa arriva la notizia che la ditta di Firenze si ritira dall'appalto. Grande gioia, abbracci, esultanza, incredulità si alternano. Poi arriva un super vento e tutti impegnati a tener fermo il tendone. Nel primo pomeriggio si cominciano a smontare i blocchi in attesa della festa della serata. Purtroppo nel pomeriggio arriva in parte la smentita sull'Abc. Non è vero che si è ritirata dall'appalto, ma ha sospeso la bonifica fino a quando non riceverà garanzie da parte della questura di poter svolgere nella massima sicurezza il lavoro. Nonostante questa marcia indietro, il clima è lo stesso di soddisfazione. Siamo stati in grado di essere efficaci, di poter incidere veramente. Ora la bonifica per il momento è sospeso. E' ora di non mollare, bisogna far capire a queste ditte che eseguire la bonifica non sarà una passeggiata. Abbiamo dimostrato che si può bloccare la base, che non è ancora tutto deciso, basta crederci. Per questo abbiamo già annunciato che se la bonifica riprenderà saremo pronti a ribloccarla.

Se i lavoratori della aziende incaricate della bonifica torneranno al Dal Molin, noi torneremo a presidiare gli ingressi dell’aeroporto e ad impedir loro l’ingresso.

 

I primi tre giorni di blocco sono stati molto positivi; la bonifica è stata sospesa ed i lavoratori sono stati richiamati dall’azienda che ora dichiara di non voler continuare il lavoro in quando non vi sono le condizioni necessarie. Noi non siamo contrari alla bonifica in sé, bensì alla nuova base militare che si vuole realizzare e per la quale è in corso la bonifica.

 

Abbiamo scritto una lettera aperta al titolare dell’ABC di Firenze, azienda che stava svolgendo le bonifiche, per spiegare le nostre ragioni e motivare le nostre iniziative. Ci auguriamo che il titolare dell’azienda specializzata voglia confermare la propria determinazione a non proseguire nei lavori di bonifica per non rendersi complice della costruzione di un’opera devastante imposta alla comunità locale.

 

Alleghiamo di seguito il testo della lettera.

 

Presidio Permanente, Vicenza, 9 novembre 2007

 

Alla c.a. sig.

MELA GIANFRANCO

Abc S.a.s

Piazza Donatello 4

50132 Firenze

 

Egregio Signor Mela,

siamo le donne e gli uomini del Presidio Permanente No Dal Molin di Vicenza.

Come sa, in questi giorni abbiamo presidiato gli ingressi dell’aeroporto Dal Molin per impedire ai lavoratori della Sua azienda di accedere e proseguire nel lavoro di bonifica iniziato lo scorso 17 ottobre. Con queste righe vogliamo spiegarle le ragioni della nostra iniziativa.

 

Naturalmente noi non abbiamo nulla in contrario allo svolgimento di una bonifica bellica; purtroppo, come lei sottolinea nella Sua intervista a Il Sole 24 Ore, il mondo è pieno di ordigni, tra cui le mine antiuomo, che quotidianamente mietono decine di vittime.

 

La bonifica in corso all’interno dell’aeroporto della nostra città, però, ha uno scopo ben preciso: quello di permettere l’edificazione di una nuova installazione militare statunitense per ospitare la 173° Brigata Aerotrasportata. Da più di un anno ci battiamo per impedire la realizzazione di questo progetto che farebbe di Vicenza un avamposto di guerra e che sarebbe devastante dal punto di vista ambientale ed urbanistico.

Non vogliamo che la nostra città diventi il punto di partenza delle future guerre che porteranno morte e distruzione nel mondo, così come non vogliamo che l’equilibrio idrogeologico del nostro territorio venga compromesso irrimediabilmente. Lei certamente sa che, sotto l’aeroporto Dal Molin, c’è la più grande falda acquifera del nord Italia e che l’area è l’ultimo grande polmone verde della città; d’altra parte, è sicuramente a conoscenza del fatto che la nuova base sarebbe edificata ad appena 1.500 m in linea d’aria dal centro cittadino di Vicenza, patrimonio Unisco, con tutte le conseguenze che ne derivano.

 

Non avremmo mai pensato di interrompere una bonifica bellica se ciò fosse stato il preludio per un utilizzo a soli scopi civili del territorio; ma la bonifica che la Sua azienda sta svolgendo è funzionale alla realizzazione del progetto statunitense di militarizzazione della nostra città.

 

Noi continueremo a batterci perché la nuova base Usa non venga realizzata; abbiamo apprezzato le Sue parole su Il Sole 24 Ore e ci auguriamo che Lei voglia confermare la determinazione a non proseguire i lavori per non rendersi complice della realizzazione di un’opera che è stata imposta alla comunità locale.

 

D’altra parte, pur portando grande rispetto per coloro che lavorano, vogliamo ribadirle la nostra intenzione di continuare a mettere in campo iniziative di blocco e boicottaggio dei lavori di bonifica, fino a quando questi saranno utili alla realizzazione di un’installazione militare.  Continueremo, inoltre, a sensibilizzare le tante realtà che, in tutta Italia, ci sostengono e che in questi giorni hanno organizzato iniziative di solidarietà e appoggio. 

 

Vicenza, 9 novembre 2007

 

Cordiali saluti,

 

                                                                                              Il Presidio Permanente No Dal Molin

 

ieri sera verso le 8 c'era già molto fermento in presidio. Domenica pomeriggio durante un'assemblea straordinaria erano stati decisi i blocchi.  Alle 9 il tendone è strapieno di gente, si danno le ultime indicazioni, ci si divide in due gruppi numericamente eguali e si parte... Primo serpentone di macchine va in Viale Ferrarin, il secondo qualche minuto dopo in viale Sant'Antonino. Non facciamo nemmeno in tempo ad arrivare in Viale Sant'Antonino davanti all'ingresso dell'aereoporto civile che ci troviamo davanti già la polizia e i giornalisti, in più arriva la notizia che dall'altra parte è stato investito Francesco da una macchina impazzita di un militare italiano, che dopo aver rallentato, ha accellerato con la volontà di passare a tutti i costi, investendo chi si trovava davanti. Francesco viene portato all'ospedale dove si trova tutt'ora. Comunque tornando a Viale Sant'Antonino, dopo i primi minuti di ambientamento cominciamo a scaricare il furgone, disponiamo le panche, i tavoli, i bidoni per fare il fuoco e soprattutto cominciamo il montaggio del tendone. Mentre viene allestito il blocco, un gruppo per sicurezza va a mettere dei plinti di cemento davanti al cancello più avanti verso la fine della recinzione. Viale Ferrarin nel frattempo è bloccata. Non passa nessuno. All'inizio della via c'è un blocco di visibilità, mentre in fondo alla via a 100 metri dall'ingresso della base viene allestito il secondo blocco con gazebi, strutture, bidoni, panche,etc. I nostri "gruppi di contatto" vanno a spiegare le nostre intenzioni ai funzionari di polizia. A noi interessa bloccare la bonifica, non bloccare del tutto il funzionamento dell'aeroporto civile e della base militare italiana. Quindi i militari italiani che sono dentro li facciamo uscire. Per chi deve entrare prima vogliamo avere garanzie che non siano operai della bonifica e dopo casomai possono entrare. Verso l'una di notte la situazione si stabilizza, si capisce che nella notte non avverrà uno sgombero se da Viale Ferrarin la mattina seguente dalle 7 alle 8 sarebbe stato garantito l'accesso ai dipendenti militari e civili della base militare italiana. Il questore mette la sua parola d'onore che prima delle 8 non sarebbero entrati operai della bonifica. Dopo le assemblee dei due blocchi si decide di far passare fino alle 8 i dipendenti militari e civili, lasciando libera una sola careggiata in modo tale da controllare che non ci siano brutti scherzi. Dalle 8 di mattina in poi però sarebbe potuto succedere di tutto. Così intanto ci si appresta a passare la notte, i bidoni col fuoco diventano i poli attrattivi, c'è chi crea un "letto" con dei bancali, materassini, coperte e sacchi a pelo. E' il tentativo di dormire un po' resistendo al freddo. Stesso discorso in Viale Ferrarin, c'è chi addiritura dorme sotto uno strato di foglie per star comodo. In Viale Sant'Antonino all'alba succede il miracolo: arrivano un vassoio di brioches e i primi thermos di caffè e thè caldo. Nemmeno nei primi tempi del presidio non sono mai arrivate così tante brioches!! Infatti in tutta la mattinata saranno arrivati 4 o 5 vassoi o sacchetti!! Verso le 8 comincia il continuo scambio d'informazioni con il blocco di Viale Ferrarin, tutta la polizia e i carabinieri si dirigono là. Sembra che il questore voglia effettuare lo sgombero, il blocco riunito in assemblea decide di respingere l'ultimatum "a breve dovete andarvene", affermando di voler mantenere il blocco almeno fino a venerdì. Questa cosa sblocca la situazione, la situazione si tranquilizza e così col passare dei minuti si capisce che otteniamo la prima vittoria: la bonifica oggi non si fa! I lavori sono stati bloccati! In Viale Sant'Antonino ci si dà alla lettura dei quotidiani, c'è chi prova a prendere un po' di sole. Il clima di rilassa e quindi si comincia già a pensare al pranzo. Tra pane, polpette, pizze e spaghetti i nostri stomachi vengono accontentati per bene. Nel pomeriggio chi ha fatto la notte e la mattina prova a dormicchiare, chi gioca a carte, chi va a casa, anche perchè nel frattempo è arrivato il cambio. Stasera assemblea straordinaria e domani andiamo avanti con i blocchi.

Sabato scorso, con una fiaccolata, migliaia di vicentini avevano dato l’ultimatum a Costa: o dichiara che il futuro dell’aeroporto Dal Molin è civile e la bonifica in corso è funzionale a questa conversione, oppure i lavori di ricerca degli ordigni bellici saranno bloccati.

Mancano poche ore alla scadenza dell’ultimatum e dal commissario governativo, come ci aspettavamo, non è arrivata alcuna risposta soddisfacente. Così come siamo in attesa di conoscere la sorte della moratoria promessa dai parlamentari contrari alla base e rimasta inattesa.

Una volta scaduti i sette giorni dati a Costa, qualunque momento è buono per iniziare i blocchi della bonifica. Impedire la realizzazione della nuova base Usa è un diritto della comunità locale che, da sempre, ha dimostrato la propria contrarietà al progetto di militarizzazione.  

A poco più di un mese dalla tre giorni europea, Vicenza è in piena mobilitazione. In queste settimane sono iniziate le bonifiche e nel frattempo la Giunta comunale è tornata all’attacco del Presidio Permanente, aprendo una procedura di abuso edilizio volta allo sgombero e alla demolizione del luogo simbolo della lotta contro il Dal Molin.

Non solo: il Sindaco, nel goffo tentativo di mettere il silenziatore al movimento vicentino, ha proposto di spegnere le luminarie natalizie durante la tre giorni di mobilitazione: una ritorsione politica contro una città che non accetta le imposizioni dell’Amministrazione locale e del Governo.

La mobilitazione continua, mentre si moltiplicano le adesioni alla tre giorni europea da tutta Italia e dall’Europa [l’appello è disponibile sui nostri siti internet]. Nei prossimi giorni inizieranno i blocchi: ci appelliamo a quanti, in tutta Italia, ci hanno sostenuto in tutti questi mesi di mobilitazione, perché si moltiplichino le iniziative di appoggio in ogni territorio. Il vostro sostegno è la nostra forza: il futuro è nelle nostre mani.

Presidio Permanente, Vicenza, 2 novembre 2007