ieri pomeriggio durante una conferenza stampa molto partecipata, oltre 200 persone, abbiamo dato da bere alle piante del parco pubblico inaugurato un mese fa al Dal Molin. E' stata anche l'occasione per dire la nostra sulla bonifica e sul rischio demolizione presidio. Muniti di canna di gomma da giardino e furgoncino autobotte i giardinieri dell'altrocomune da fuori la recinzione hanno dato da bere alle piante all'inizio non con un grande gettito, ma poi l'operazione è riuscita. Questa era l'occasione per dire che questi lavori della bonifica verranno bloccati se non sono finalizzati alla costruzione del parco pubblico. Se non è così, allora ci inviteremo delle iniziative di blocco dei lavori. Intanto invitiamo tutti sabato prossimo alla fiaccolata al Dal Molin. E' ora di far luce sulle troppe ombre che avvolgono questa bonifica alla faccia della trasparenza tanto proclamata da Costa. E' stata anche l'occasione per ribadire che il presidio non va toccato e che presto inizieranno i lavori di allargamento del presidio. Poi è stato anche il momento di dire due parole sulla vicenda commercianti in vista dell'incontro di domani mattina. E' sempre più evidente che la strumentalizzazione politica della Jannò su una categoria che poi non è così compatta come ci vogliono far credere. Ci sembra di assistere a un film già visto prima del 2 dicembre e del 17 febbraio con una campagna mediatica allarmistica e completemente falsa. La gente non evita il centro perchè c'è un corteo, la gente sta a casa per colpa di questo clima mediatico costruito ad arte. Stesso discorso vale per le raccolte firme della Lega... (Continua)

Fra un po' avranno inizio gli unici lavori di ampliamento che accettiamo, ossia quelli del presidio. Mentre Hullweck e la sua giunta vogliono far partire i controlli con il chiaro obiettivo di sgomberarci, noi stiamo ragionando per raddoppiare il presidio. Altro che raddoppio della Ederle, qui si sta parlando di rendere il presidio più grande, accogliente ed attrezzato. La lotta sarà lunga, quindi meglio renderlo il più confortevole possibile visto l'arrivo dell'inverno. Non vogliamo anticipare niente sul restyling, nel frattempo gli operai dell'Altrocomune si stanno preparando a nuovi lavori "egizi". L'abbiamo detto già in passato che il presidio non si tocca e che la meticolosa ricerca da parte dei tecnici comunali del cavillo burocratico è solo il pretesto per provare a fermare la lotta contro il Dal Molin. La giunta comunale dovrebbe più che altro occuparsi della vicenda Aim oppure dei vari abusi edilizi o delle speculazioni fatte dai vari boss dell'edilizia locale. (Continua)

dal Giornale di Vicenza di venerdì:

DAL MOLIN. Il difensore civico Pecori chiede un incontro con il prefetto per dissipare gli allarmismi fra i residenti
Bonifica, parlano gli Usa «L’opera durerà 9 mesi»
Prima si farà l’ispezione dei 400 mila metri quadrati e poi toccherà ai buchi fino a 7 metri di profondità per calare le “calamite” nel terreno Gian Marco Mancassola
La bonifica durerà nove mesi. Lo dicono gli americani, che ieri per la prima volta hanno riassunto le operazioni che verranno eseguite su un’area di 400 mila metri quadrati. Il giorno dopo l’arrivo delle ruspe, il comando Setaf ha delineato il quadro dei lavori attraverso il responsabile per le relazioni esterne, il maggiore Ryan Dillon, che spiega: «È tutto pronto per iniziare la bonifica dagli ordigni inesplosi. Gli appaltatori hanno mobilizzato le loro attrezzature e sono pronti a iniziare la rimozione. L’equipaggiamento consiste in due ruspe con trivelle e un piccolo metal detector azionato a mano. Tutte le operazioni sono state coordinate con le autorità governative e militari italiane».
«La squadra, di cui fanno parte dalle 3 alle 5 persone - spiega Dillon - ha iniziato l’ispezione per identificare le zone da trivellare. Una volta completata l’ispezione, faranno dei buchi di 10 centimetri fino a sette metri di profondità per ottenere la magnetolettura e poter identificare la presenza di anomalie metalliche nel terreno. I buchi verranno fatti a distanza di 2,8 metri l’uno dall’altro per un’area complessiva di circa 400 mila metri quadrati».
«Appena un ordigno sarà localizzato - precisa il maggiore - gli esperti militari italiani si assumeranno la responsabilità di assicurarsi che tutte le misure di sicurezza vengano adottate per disinnescarlo. In questa impresa la sicurezza ha la priorità assoluta; non soltanto la sicurezza di coloro che partecipano al progetto di bonifica ma soprattutto della popolazione delle zone circostanti. Sono previsti 9 mesi per portare a termine la bonifica. Potrebbe essere richiesta un’ulteriore bonifica una volta che verrà stabilito il luogo esatto del consolidamento della base».
I timori per quello che sta accadendo hanno indotto molti abitanti dei quartieri vicini al Dal Molin a chiedere chiarimenti. Alcuni si sono rivolti al difensore civico Massimo Pecori, che conferma: «C’è un certo allarme. Il fatto è che si tratta di un’area militare, dove il Comune non ha competenze. Per questo ho chiesto un incontro al prefetto, perché solleciti a Roma una spiegazione dettagliata di quello che sta avvenendo».